Autore:
Giulio Scrinzi

RITORNO ALLE CORSE È uscito forzatamente dal mondo delle competizioni internazionali nel 2013 a causa di una spalla malconcia che non gli permetteva di svolgere al meglio ciò che amava di più: correre in pista. Di chi stiamo parlando? Di un certo Ben Spies, che dopo quattro anni di digiuno tornerà prossimamente a solcare i circuiti di tutto il mondo... o almeno quelli degli Stati Uniti, visto che nel 2018 sarà impegnato nel Campionato Enduro USA con una KTM 300 XC che ha acquistato con i propri risparmi, con tanto di camper e carrello al seguito.

MONDO SUPERBIKE Più o meno gli stessi sacrifici che aveva fatto circa dieci anni fa, quando nel 2006 esordì nel Campionata AMA Superbike vincendo il Titolo al debutto e ripetendosi anche nelle successive stagioni 2007 e 2008. Un palmares che gli permise di fare un primo salto di qualità nel 2009, quando debuttò nel Mondiale Superbike in sella alla nuova R1 del team Yamaha ufficiale. Da sconosciuto Spies, soprannominato “Elbows” per il suo stile di guida a gomiti larghi, arrivò subito sul tetto del mondo, trionfando grazie a 14 successi su 28 gare e battendo il mitico Noriyuki Haga, chiamato quell'anno a ripetere l'impresa del leggendario Troy Bayliss portando di nuovo al successo la Ducati 1098 del team Xerox.

FINALMENTE IN MOTOGP Fu invece Spies a dominare il Campionato 2009, il che gli permise l'anno seguente di passare in MotoGP grazie all'opportunità offertagli dal team Tech 3: per lui fu un anno di adattamento, nel quale centrò un terzo posto a Silverstone e una seconda piazza ad Indianapolis come migliori risultati. Sufficienti per passare nel 2011 in sella alla M1 ufficiale al fianco di Jorge Lorenzo: quella fu la sua stagione migliore, in cui centrò la sua unica vittoria nella classe regina sul circuito di Assen, in Olanda.

PROBLEMI FISICI Da lì in poi, tuttavia, iniziò la sua debaclè, sia fisica che nei risultati: qualche caduta di troppo lo indebolì a tal punto che nel 2013, passato nel frattempo sulla Ducati del team Pramac, dovette annunciare il ritiro anticipato dalle corse, a causa di una spalla che non ne poteva più di assaggiare l'asfalto. Una volta fuori dal Motomondiale, Ben ha iniziato un lungo percorso di recupero, che l'ha portato oggi a ritornare in forma quasi allo stesso livello di quando aveva iniziato la sua carriera.

SOGNO SFUMATORitirarsi dalle corse è stato difficile per me. Al termine della mia convalescenza ho comprato una moto e ho iniziato a girare per verificare la condizione della spalla. Oggi è recuperata al 70% e mi permette di guidare al limite come una volta: per questo motivo ho deciso di tornare a correre, ma non in Superbike né in MotoGP. Sono fuori da troppo tempo, non è facile trovare delle opportunità. E poi mi mancano i soldi...”, queste le parole del Campione SBK 2009, a riprova di un sogno, quello di riprendere l'attività su pista, che poteva realizzarsi se non fosse stato per dei problemi al di là del suo controllo. Il primo step sarebbe stato quello di partecipare al Campionato MotoAmerica (l'ex AMA SBK americano) con una Ducati Panigale, ma il forfait dello sponsor principale ha mandato tutto all'aria.

NUOVE SODDISFAZIONI Di conseguenza Spies ha deciso di lasciar perdere quel mondo che rappresenta il suo primo amore e di cimentarsi in qualcosa di alternativo, che potrebbe regalargli ancora delle importanti soddisfazioni in qualità di pilota professionista. L'opportunità, in realtà, se l'è costruita praticamente da solo, acquistando come già detto una KTM al fine di partecipare il prossimo anno nel National Enduro a stelle e strisce. Con tanto di camper, carrello e ricambi al seguito lo sosterrà la sua famiglia, in quella che sembra l'unica strada per vedere il mitico “Elbows” di nuovo combattere per il gradino più alto del podio.


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