Autore:
Federico Maffioli

DECISIONE DI CORRERE Fare il pilota, purtroppo, comporta anche la possibilità di farsi male o, addirittura, morire come tragicamente è successo Venerdì scorso a Luis Salom. E' Caduto all'ingresso della della curva dodici e da lì la sua corsa è finita. Per lui niente più Moto2 o MotoGP, niente più libere, qualifiche o gare. Niente di niente, perché non c'è più. Ci ha lasciato. Increduli e impotenti, arrabbiati e indignati. Certamente più tristi, di fronte a qualcosa che ci dicono faccia parte del gioco, ma che mai penseresti possa davvero succedere a te. E così la moto, una grande passione, e le corse, per chi è pilota un talento, un privilegio ed anche un lavoro, diventano il tuo spietato assassino. Di istinto, la cosa che sembra più giusta è quella di mollare tutto, perché fa troppo male, perché un silenzio profondo urla prepotentemente dentro di noi. No, non deve essere così. Non si deve mollare, perché non è lo spettacolo a dover “andare avanti”, ma un insegnamento. Un segnale, la volontà di dimostrare che non ci si arrende al destino, non ci si piega agli eventi, anche a quelli più tragici e crudeli che ci rendono spettatori di una vita di soli 24 anni spezzata per sempre. Ecco perché è stato giusto correre, non cancellare le gare. Perché, al di là degli interessi economici, è stata la scelta più giusta e dovuta per onorare un ragazzo che era un pilota, prima di tutto lottava, amava le gare. Annullare il Gran Premio sarebbe stato un po’ come dare ragione alla morte, come rinnegare l’essenza stessa della passione per le corse di moto.

QUATTRODICI MONDIALI Tra Rossi e Lorenzo ci sono quattordici Mondiali in pista. Più di quanti ne abbiano vinti tutti gli altri messi insieme. Dovrebbero essere i primi a sentirsi in dovere di tutelare e proteggere gli altri e soprattutto i più giovani. Invece, l’unica cosa che li accomuna Sabato è la polemica su una decisione a cui Rossi non ha nemmeno voluto partecipare. La questione della sicurezza è sempre importante e deve venire prima di tutto, ancora di più se il giorno prima un ragazzo di ventiquattro anni ha perso la vita in pista durante le prove. Un comportamento ai limiti del bambinesco e l’assurdo, “dall’alto” di quattordici Mondiali vinti tra i due! Per questo, voto zero ad entrambi.

STRETTA DI MANO Ci è voluto un fulmine a ciel sereno. Un evento terribile per far riflettere Valentino Rossi e alla fine, nel parco chiuso, dopo aver vinto il Gran Premio il nove volte Campione del Mondo ha stretto la mano a Marc Marquez. E dire che un gesto così spontaneo e semplice, se l’avesse fatto prima, magari ci avrebbe risparmiato un Mugello così tanto carico di odio nei confronti degli spagnoli. In Rete girava addirittura un video dove un pupazzo con il numero 93 veniva impiccato e bruciato tra gli spettatori della gara italiana. Incredibile e assurdo. Ci è voluta una morte, per capire che in fondo, che sia una partita di pallone o una gara di moto, sempre e solo di sport stiamo parlando. Bravo Rossi, finalmente hai dimostrato che l’età anagrafica in qualcosa si sente, si deve sentire, si chiama maturità. Essere amati così tanto implica delle responsabilità, implica che in tanti ti vedono come esempio da seguire ed imitare. Finalmente, questa volta, gli esempi erano due, oltre a quello solito di guida, ieri ne hai anche dato uno di sportività, quella cosa che, guarda a caso, è alla base di tutto lo sport, o almeno così dovrebbe essere sempre. Avresti fatto lo stesso se fossi arrivato secondo? Non possiamo saperlo, ma credo (spero) proprio di sì.

Le Pagelle:

VALENTINO ROSSI Per la decima volta sul circuito del Montmelò il numero 46 passa primo sotto la bandiera a scacchi. Valentino Rossi ancora una volta dimostra di essere li e di sapersi adattare molto velocemente ai cambiamenti. Tra Sabato e Domenica cambia l’assetto e centra la soluzione migliore. Le gomme non lo abbandonano e nel duello con Marquez è il Rossi dei tempi migliori. Non molla mai. Voto 10

MARC MARQUEZ Al Mugello Marc Marquez era arrivato secondo, sorpassato dalla Yamaha di Jorge Lorenzo in volata dopo l’ultima curva. A Barcellona la Honda numero 93 arriva ancora seconda, sorpassata dalla Yamaha di Valentino Rossi in staccata alla prima curva dopo il rettilineo. La Honda non è ancora ai livelli della Yamaha e, ancora una volta Marc Marquez ha dimostrato che è lui il valore aggiunto della Casa di Tokyo. Non vince, ma adesso è in testa al Mondiale. Che talento, fa bene Honda a tenerselo ben stretto per altri due anni! Voto 9

DANI PEDROSA Questa volta è sul podio per merito e non perché quelli davanti sono caduti o sono stati abbattuti. Terzo dopo una gara in solitaria, la Honda numero 26 resiste ad un Maverick Vinales che inizialmente sembra potergli dare filo da torcere. Questa volta le gomme dure in gara non lo penalizzano (complice la temperatura più alta) e taglia il traguardo terzo in solitaria. Costante ed efficace, Voto 8

MAVERICK VINALES Quarto al traguardo, come per Marquez, è lui a far la differenza con la Suzuki e la prestazione opaca del compagno di squadra durante tutto il fine settimana ne è la dimostrazione. Vinales all’inizio duella con Pedrosa, commette un po’ di errori che gli fanno perdere il contatto con i primi, per poco non stende Rossi durante il secondo giro, ma resiste a Iannone e passa Lorenzo pulito. Non vediamo l’ora di vederlo sulla Yamaha! Voto 7.5

POL ESPARGARO Se Iannone non avesse steso Lorenzo, la Yamaha numero 44 non sarebbe arrivata quinta, ma probabilmente Pol Espargarò avrebbe chiuso settimo dietro Lorenzo. Pol Espargarò adesso è sesto in campionato, davanti al fratello Aleix ufficiale Suzuki e ai due ufficiali Ducati. Ha fatto bene a sceglierlo KTM! Voto 7

ALVARO BAUTISTA L’Aprilia porta a casa il suo secondo miglior risultato di quest’anno. Dopo il settimo posto di Stefan Bradl in Argentina, finalmente anche Alvaro Bautista si fa vedere conquistando l’ottava posizione qui a Barcellona. Presto per cantare vittoria e anche per lui l’uscita della Yamaha numero 99 e della Ducati numero 29 gli regalano due posizioni. Comunque ci voleva! Voto 7

CAL CRUTCHLOW Ci mette tanto del suo e questa volta, finalmente, conclude la gara. Cal Crutchlow passa sesto sotto il traguardo in terra di Catalunya dopo aver fatto molto bene in tutto il fine settimana. Voto 6.5

JORGE LORENZO La Yamaha ha fatto fatica ad adattarsi alla configurazione da F1 del Montmelò, ma in gara si è visto solo con la moto di Jorge Lorenzo. Se Iannone non lo avesse steso, Jorge Lorenzo avrebbe probabilmente chiuso sesto dopo una gara comunque in evidente difficoltà. Fino a quando è stato in gara, voto 5

ANDREA DOVIZIOSO  Sempre ottimista, lavora concentrato e cerca di fare il meglio che può senza lamentarsi mai. Su questa pista la Ducati si sapeva che avrebbe fatto gara in salita, ma arrivare settimo al traguardo, ad oltre cinque secondi dalla Honda di Crutchlow e con Iannone e Lorenzo fuori dai giochi, non è abbastanza per una moto e per un pilota del suo livello. Voto 5

ANDREA IANNONE Ancora una volta l’italiano butta all’aria punti importanti e per la seconda volta quest’anno costringe allo “zero” anche un avversario. Questa volta è Jorge Lorenzo a pagarne le spese, che viene centrato da dietro rischiando anche di farsi parecchio male. Andrea Iannone ha un grande talento e quando non cade, lo dimostra alla grande. Davvero un peccato, perché avrebbe potuto essere lì davanti a mischiare le carte della classifica generale per meriti e non solo perché stende gli avversari facendogli perdere punti. Qualcuno diceva che la “potenza è nulla senza il controllo”, ecco nel suo caso il talento è nullo senza l’autocontrollo. Questa volta gli infliggono come penalità la partenza dall’ultima fila al prossima gara di Assen. Speriamo che sia l’ultima volta! Voto 3

COSI AL TRAGUARDO Questo l’ordine di arrivo della settima gara 2016 di MotoGp al Montmelò : 1) Valentino Rossi, Yamaha; 2) Marc Marquez, Honda; 3) Dani Pedrosa, Honda; 4) Maverick Vinales, Suzuki; 5) Pol Espargarò, Yamaha; 6) Cal Crutchlow, Honda; 7) Andrea Dovizioso, Ducati; 8) Alvaro Bautista, Aprilia; 9) Danilo Petrucci, Ducati; 10) Hector Barberà, Ducati; 11) Jack Miller, Honda; 12) Stefan Bradl, Aprilia; 13) Eugene Laverty, Ducati; 14) Tito Rabat, Honda; 15) Michele Pirro, Ducati; 16) Scott Redding, Ducati; 17) Yonny Hernandez, Ducati. NON CLASSIFICATI: Aleix Espargarò, Suzuki; Jorge Lorenzo, Yamaha; Andrea Iannone, Ducati; Bradley Smith, Yamaha.

COSI’ IN CAMPIONATO 1) Marc Marquez (SPA), 125 punti;2) Jorge Lorenzo (SPA), 115 punti; 3) Valentino Rossi (ITA), 103 punti; 4) Dani Pedrosa (SPA), 82 punti; 5) Maverick Vinales (SPA), 72 punti; 6) Pol Espargaro (SPA), 59 punti; 7) Aleix Espargaro (SPA), 49 punti;8) Hector Barbera (SPA), 49 punti; 9) Andrea Dovizioso (ITA), 43 punti; 10) Andrea Iannone (ITA), 41 punti; 11) Eugene Laverty (IRL), 39 punti; 12) Bradley Smith (GBR), 29 punti; 13) Stafan Bradl (GBR), 29 punti; 14) Alvaro Bautista (SPA), 29 punti; 15) Danilo Petrucci (ITA), 24 punti; 16) Cal Crutchlow (GBR), 20 punti; 17) Michele Pirro (ITA), 19 punti; 18) Scott Redding (GBR), 16 punti; 19) Tito Rabat (SPA), 13 punti; 20) Loris Baz (FRA), 8 punti; 21) Jack Miller (AUS), 7 punti 22) Yonny Hernandez (COL), 3 punti;. CLASSIFICA COSTRUTTORI: 1) Yamaha, 165 punti; 2) Honda, 135 punti; 3) Ducati, 92 punti; 4) Suzuki, 78 punti; 5) Aprilia, 37 punti.

 


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