Autore:
Giulio Scrinzi

LA STORIA DEL DOVI A breve distanza dal libro di Jorge Lorenzo, dal titolo “Quello che ho imparato fino ai 30 – I miei segreti per raggiungere il successo in tutto ciò che ti propongono”, in casa Ducati arriva la replica anche dall'altra parte del box. Il suo compagno di squadra, Andrea Dovizioso, ha deciso di pubblicare la sua prima autobiografia, che uscirà nelle librerie Mondadori il prossimo 22 maggio. Dal titolo “Asfalto”, il pilota forlivese si racconta in 228 pagine in cui parla di velocità, ma anche di lentezza, di coraggio ma anche di paure, di moto ma anche di vita. E soprattutto, della sua rivincita come “incompreso” nel mondo della MotoGP.

INCOMPRESO Ecco uno stralcio di quello che troverete nella sua autobiografia: “Ero l’uomo invisibile. Un numero. C’ero ma non c’ero. ‘Te, Dovi, sei del colore dell’asfalto mi ha detto una volta Luca Cadalora. Aveva ragione: la gente non mi vedeva proprio. Se sei uno che vive di corse e cerchi disperatamente i risultati ma non vinci, e in più sei un introverso che vuole essere persona e non personaggio, non vieni notato. La massa, di base, è attenta ad altro, non ha voglia né tempo da perdere per imparare a capirti. Io non vincevo, ma non perdevo clamorosamente: ero lì, in una specie di limbo e così mi si confondeva, tipo quelli che a una festa sfumano nella tappezzeria. Adesso dico che è normale e che in un certo senso sta nelle regole del gioco. Ma per tanto tempo io mi sono sentito incompreso. Ci sono voluti anni per capire che per uno come me la via per scendere a patti con un sistema che non ti riconosce è solo una: restare quello che sei, avere una faccia sola, sfuggire alla trasparenza restando trasparente. Come puoi diventare da grigio asfalto a rosso fuoco senza neanche un trucco e un parrucco?”.


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