Autore:
Stefano Cordara

SEMPRE IN GARA La storia dell’uomo è sempre stata contornata da sfide impossibili. Uomo contro cavallo, bicicletta contro treno, auto contro aereo, auto contro moto. Sfide che spesso lasciano il tempo che trovano, ma che sono comunque divertenti. In particolare quella moto contro auto suscita sempre un sacco di discussioni da bar. Soprattutto tra gli automobilisti infiammati, e i motociclisti più scalmanati, ognuno convinto che su questo o quel percorso, o magari in pista l’una possa battere l’altra. Discorsi da bar, appunto, che per una volta abbiamo però voluto analizzare in un modo, se vogliamo più "scientifico".

QUESTIONE DI PREZZO C’è chi dice che le moto Limited costano troppo. Vero, ma quanto si spende per avere le stesse sensazioni violente al volante una quattro ruote? 35.000 € (ma volendo anche meno) e si entra in possesso di una moto concettualmente molto vicina ad una moto GP, quasi identica ad una Superbike. Con l'auto, non ne bastano 350.000 e le formula uno (ma anche le DTM) sono lontane comunque anni luce. Auto contro moto. È una sfida che ci piace di tanto in tanto riproporre soprattutto quando i giocattoli in questione sono pezzi da novanta. E stavolta ci siamo andati giù pesanti. Perché le sfidanti incarnano il sogno di molti appassionati, amanti della bella meccanica e dei veicoli, definiamoli così, "sfiziosi", un po’ snob, per pochi. Insieme fanno 10 cilindri, 5251 cc, 532 cavalli e tanti tanti soldi esattamente 121.000 Euro, il prezzo di un appartamento.

LA COUPE' PER FAMIGLIA Tridente sulla calandra cromata e un cavallino rampante nel motore, la Maserati Coupè è una GT nel vero senso del termine, di quelle da godere non solo per la smanettata in pista (non per nulla c’è un trofeo a lei dedicato) ma anche per un utilizzo a fil di gas, al punto che in redazione l’abbiamo ribattezzata una coupè per famiglia. È un po’ più che una semplice due più due, i posti dietro sono quasi veri e ci sta persino il porte-enfant. Bingo! Così la può usare anche la signora-bene per andare al discount, che si sa i cavalli non sono mai abbastanza. Volevamo essere un po’ snob e devo dire che la scelta del colore capita a fagiolo. Gialla, vistosa, forse anche un po’ pacchiana. Perfetta per quello che: "chissenefrega tanto ho i soldi e li spendo così".

VEDO NERO Noi la volevamo nera, perché l’avversaria di questo particolare duello è la Aprilia RSV Nera (appunto), 35.000 euro (tuta compresa), semplicemente il massimo di quanto possa offrire una moto supersportiva moderna. Serie limitata per lei (è ordinabile solo su Internet) che ha la pelle di carbonio e un trionfo di materiali ultraleggeri. Con una Maserati gialla non pensiate di passare inosservati è vistosa come poche, una vera calamita per gli occhi, l’Aprilia, invece, può passare più inosservata, ma conquista l’intenditore, il tecnico, che si perde nei suoi intrecci di Carbonio o nei particolari in Magnesio e in titanio. Materiali pregiati, costosi, che la portano ad essere la bicilindrica più leggera sul mercato: 175 kg soltanto, e a spingerli ci sono 142 cavalli scaricati a terra dal bicilindrico di 60 gradi di ultima generazione. Un inezia di fronte ai 390 cavalli del V8 Maserati che poi è la stessa unità motrice che equipaggia la cugina Ferrari 360 Modena.

PESO POTENZA Ma se ci addentriamo nei numeri scopriamo che la nera di Noale vince alla grande il confronto sul rapporto peso potenza avvicinando il limite dell’ 1 a 1, esattamente 1,23 kg per ogni cavallo disponibile, mentre la Maserati si ferma a 4,1 kg/cv. Ciò non impedisce comunque alla modenese di arrivare ai 285 km/orari effettivi, velocità più o meno in linea con quella della Aprliona, anche se con la patente a punti la voglia di vedere il fondo scala resta tale.

TU CHIAMALE SE VUOI... Emozioni. Vogliamo parlare di rumore? Gioia per le orecchie di chi ama la musica dei motori. Il V8 è semplicemente sensazionale, roba da fermarsi nel box abbassare il finestrino e dare un paio di sgasate ogni sera per godere in silenzio come dei bambini. Un rombo cupo che cresce con i giri esaltando chi guida. La V8 di Modena non urla, romba. E gasa. Ma se di tuono dobbiamo parlare l’Aprilia sa il fatto suo, soprattutto quando monta gli scarichi in Titanio Akrapovic forniti nel kit. Il V2 ha una voce corposa, baritonale, secca. Sentirlo mentre prende tutti i giri può dare più di un brivido. Aspirazione e scarico si spalleggiano in una sinfonia racing notevole.

BENE DI LUSSO Nera contro gialla. 390 cavalli contro 142. Sfida possibile? Assolutamente si. E non solo dal punto di vista delle prestazioni ma anche da quello del lusso, che però va interpretato in modi differenti. Per la Maserati il lusso è dentro, nell’abitacolo tutto-pelle-cucito-a-mano nella centrale di comando multifunzione, nei rivestimenti, nel volante e pomello del cambio in carbonio, vizi per ricchi. Il lusso della Nera sta nel suo essere unica. Nessuna moto di serie è come lei, perché nessuna ha il serbatoio in carbonio, i cerchi in magnesio, è un lusso "tecnologico" e numerato come testimonia la targhetta in argento sulla piastra di sterzo, da 1 a 200. Stop. Niente serie limitata per la Coupè ma a renderla limited ci pensa il prezzo di 86.050 € (ma anche i 50 ci dovevano mettere?) una cifra che da sola contribuisce a sancirne l’esclusività (anche se naturalmente con le auto si pùo salire ancora di molto).

PROGRESSI DIFFERENTI Curioso constatare che lo sviluppo tecnologico su auto e moto prenda strade sostanzialmente divergenti. Gli ultimi anni sulle quattro ruote sono stati quelli del trionfo dell’elettronica. ABS, ESP,TCS, EBD e chi più ne ha più ne metta, una lunga lista di "controllori" che vigilano sul pilota, e rendono un'auto da 400 cavalli docile come un agnellino. I puri li odiano, perché, dicono, annullano il divertimento di guida. Ma sulla Maserati basta premere un pulsante (MSD, sulla consolle centrale) per entrare nel mondo del traverso. 451 Nm di coppia si riversano sui pneumatici posteriori. In prima basta dare gas per scatenare un inferno di fumo, nelle altre marce la derapata di potenza è sempre in agguato. Togliere MSD con cautela e solo in spazi aperti..

IN MOTO COMANDA L'UOMO I progressi nel mondo delle due ruote sono invece tutti meccanici, sospensioni, telai, freni, si lavora di cesello, si migliora anno dopo anno ma è un progresso più "rustico", se vogliamo, dove l’elettronica è componente risibile rispetto al resto, almeno per ora. La Nera ne è un esempio lampante. Sospensioni Ohlins, pinze radiali, cerchi in magnesio e un telaio ultrarigido che ti permette di sentire l’asfalto nelle mani tutta roba sopraffina, da veri intenditori con cui potresti tranquillamente gareggiare senza cambiare una vite. Controlli? Nessuno, il pilota in moto è ancora protagonista assoluto, senza intermediari.

ALL'ARMA BIANCA Un paio di giri di pista per scaldare le gomme e ci lanciamo ad Adria per un confronto ravvicinato. Pista tortuosa, da auto. La differenze si fanno marcate con il passare dei giri. La Nera è impeccabile, appoggiata sulle sue Ohlins è tremendamente leggera e reattiva. Si sente che c’è meno peso rispetto alla RSV Factory, soprattutto quando si brandeggia la moto nei tornanti di Adria. Solo qualche cavallo in più rispetto alla Factory, ma alla fine sembrano tantissimi perché ci sono 15 kg in meno da spingere. E l’Aprilia ha un'accelerazione prepotente con coreografia di wheeling esagerati. Lo scarico in Titanio tuona lungo i rettilinei di Adria, si avverte che il motore è più spinto perché attorno ai 2.000 giri gira più "quadrato" quasi ti supplicasse di lasciarlo correre a briglia sciolta. Erogazione semplicemente stupenda, senza un vuoto dai 3.000 ai agli 11.000 giri. Prestazioni da riferimento

APPOGGIO SENZA FINE E la Gialla è sempre negli specchietti. Guidata da un pilota esperto, la Maserati divora i rettilinei di Adria (ma il cambio manuale è lento, per chi ama smanettare obbligatoria la Cambio corsa) e nella fase di percorrenza della curva le quattro ruote offrono un appoggio inarrivabile anche alla più valida tra le moto. In poche parole si curva più veloci, e più la curva è veloce più la differenza di appoggio è evidente, ma la moto poi prende le distanze in accelerazione, perché il rapporto peso potenza la avvantaggia e non di poco.

V8 SCATENATO Con la Maserati ci si diverte non poco, ma anche per poco. Smesso lo smoking e infilata la tuta ci si può buttare in pista senza troppi riguardi. Sentire il V8 a pieni giri è libidine pura e sentire i 390 cavalli che ti schiacciano contro lo schienale è sempre una bella emozione. Limitata, però, a pochi giri perché l’auto, qualsiasi auto, ha nei freni il suo vero punto debole. E proprio qui sta la differenza principale tra le due e le quattro ruote. Con una moto come la Nera riesci ad inanellare giri su giri con un rendimento assolutamente costante certo che lei non ti mollerà mai. Anzi, un pilota esperto riesce a migliorarsi giro dopo giro.

MA I FRENI... Con l’auto si parte forte: uno, due, tre giri, poi le soluzioni sono due: O ti fermi a far raffreddare i freni, o ci scappa un bel dritto.. e intanto la Nera se ne va. Non va dimenticato che stiamo parlando ovviamente di mezzi di serie, quelli che escono dalla catena di montaggio, senza modifiche. Un esempio, ovviamente, ma indicativo per far capire quanto una moto sia più vicina ai mezzi da competizione di qualsiasi, costosissima auto sportiva. E già so che adesso si potrebbe scatenare la ridda di se e di ma. Perché non una Enzo contro una GSX-R 1000? Oppure una Porsche GT 3 contro una 999R? o una Pagani Zonda contro una MV F4 1000? Ci sitamo già pensando… e in questo modo si potrebbe continuare all’infinito. Ma è proprio questo il bello di queste sfide, altrimenti al bar di che parlano?