PARTENZA IN SALITA Anche se svantaggiata in partenza da alcune specifiche tecniche (motore a 1 cilindro, solo 660 cc), la Yamaha ha sfoggiato un carattere tale da mettere in secondo piano le prestazioni inferiori e una dotazione semplificata. La XT 660Z Ténéré è infatti l'esempio di come una moto ben progettata possa regalare un gran piacere di guida anche senza prestazioni esasperate, ma contando solo sull'equilibrio.

CUORE CONOSCIUTO Dal punto di vista tecnico, in effetti, le carte da giocare di questa moto non sono moltissime. Il motore è infatti una vecchia conoscenza nella gamma Yamaha - è lo stesso utilizzato sulla MT-03 e sulla serie XT - mentre le sospensioni non offrono le regolazioni di KTM o BMW. 660 centimetri cubi di cilindrata, monocilindrico, il propulsore della XTZ è capace di 48,4 cavalli di potenza massima e di una coppia di 57,6 Nm, e non può far molto contro i bicilindrici delle altre due, se non cercare di erogare la potenza nel miglior modo possibile.


FA (BENE) QUEL CHE PUO' Il che, per una enduro, significa bassi e medi corposi a scapito dell'allungo, poco utile quando ci sono da portare in giro oltre 180 chili di peso a secco per mulattiere o dune di sabbia. Da questo punto di vista, tuttavia, il mono Yamaha non offre spunti per critiche particolari. Grazie anche ad un cambio ben spaziato (sebbene a sole 5 marce), regala un'andatura spedita alla moto nella maggior parte delle situazioni, perlomeno con il solo guidatore a bordo.

STABILE E PROTETTIVA In autostrada, per esempio, la velocità massima supera di poco i 180 indicati, mentre quella di crociera è perfettamente allineata ai limiti di legge. La stabilità è però ineccepibile fino alla punta massima, così come eccellente è la protezione aerodinamica data dall'impettito cupolino di serie. A differenza della BMW, fra l'altro, il serbatoio ripara anche le gambe del pilota, mentre sulla bavarese l'aria della corsa tende ad allargare le ginocchia. Persino le vibrazioni non disturbano, a patto di non viaggiare sempre a gas spalancato.


SELLA A DUE PIANI Quanto a doti di viaggiatrice, quindi, la Ténéré è paragonabile alle concorrenti più dotate in termini di cavalli e cilindrata. Solo la sella impone una postura obbligata a causa del grande dislivello con la zona prevista per il passeggero: se si volesse sfruttare l'ampia autonomia data dai 22 litri del serbatoio non si potrà quindi contare sulla possibilità di cambiare posizione di guida per alleviare la stanchezza delle terga.

LE DIMENSIONI CONTANO La forma della sella impone qualche sacrificio anche nella guida in città o a bassa velocità, anche perché il piano della seduta è a ben 895 mm da terra. Per fortuna le sospensioni morbide lasciano che la quota scenda un po' una volta in sella, ma la XT660Z rimane comunque una delle moto più impegnative da questo punto di vista.

TANTA CORSA La morbidezza delle sospensioni ha alcuni effetti anche sulla guidabilità, che ricorda molto quella delle enduro monocilindriche di qualche anno fa. Grandi escursioni (210mm davanti e 200 dietro) ma anche grandi trasferimenti di carico. Nel caso della Ténéré, tuttavia, questo comporta solo un'azione leggermente rallentata nei cambi di direzione, mentre non crea grossi problemi in termini di maneggevolezza o stabilità.


COMFORT REGALE Una volta che la forcella ha terminato la sua corsa e si è assestata, infatti, la Yamaha segue con apprezzabile precisione la linea impostata, scendendo in piega docilmente e senza che in uscita lo schiacciamento del mono la metta in crisi. Il lato positivo di questo assetto si scopre invece nella guida di tutti i giorni, dove la Ténéré sfoggia un comfort inarrivabile per le altre due per capacità di assorbire buche e tombini.

MERITA IL POSTO D'ONORE Considerando il prezzo competitivo (6.990 €), inoltre, questa XT660Z appare decisamente ben fatta e curata sia in termini di design, sia per quanto riguarda le protezioni per meccanica e carrozzeria nel caso se ne faccia un uso in fuori strada impegnativo. Ancora una volta, quindi, Yamaha è riuscita a creare un prodotto ricco di contenuti e proporlo ad un prezzo invitante, cosa che permette alla Ténéré di superare la BMW nel nostro giudizio finale. Semplicità non vuol dire necessariamente rinunciare a qualcosa di importante, come il carisma o l'efficacia su strada, ma a volte può voler dire concentrarsi solo sull'indispensabile e confezionarlo nel modo più gradevole possibile.
 


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