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COM'È Su questa moto se ne sono certamente dette di tutti i colori. Soprattutto sui suoi scarichi che ovviamente dovevano essere tassativamente uguali a quelli della potentissima R1, prima della presentazione ufficiale all'Intermot sulla rete girava davvero di tutto. Invece la R6 ha mantenuto del tutto invariata la sua identità e soprattutto non ha rivoluzionato un progetto che da anni piace e molto agli smanettoni di tutto il mondo. Certo è che qualche neo la ormai vecchia R6 lo aveva, pertanto gli ingegneri di Iwata si sono messi sotto ed hanno svolto alla perfezione il loro compitino.
UNA FACCIA, UNA RAZZA
Esteticamente non cambia granché, anzi non cambia proprio niente, tanto che la R6 ha la stessa faccia della precedente. Anche due dei tre colori disponibili sono gli stessi, distinguerla al primo colpo d'occhio è davvero difficile. Meglio comprarla nera allora, perlomeno è un colore inedito, oltre che rendere la R6 davvero cattivissima. Soprattutto, a smentire tutti i bene informati non è arrivato lo scarico alto, ma il grosso silenziatore è rimasto la dov'era: laterale, cosa che ormai pare diventato un segno distintivo in mezzo alla selva dei fumaioli sotto al codino che affollavano l'intermot. E qui è scattata la raffica di commenti: "non ha innovato", "è vecchia". Ma come: Kawasaki rinnova la Ninja con lo scarico sotto la sella e viene criticata, Yamaha lo lascia a lato e viene criticata. Ma insomma dove cavolo lo volete 'sto scarico? Ma andiamo al sodo. Così come Honda, Yamaha ha preferito non stravolgere un prodotto limitandosi ad aggiornarlo profondamente la dove ce n'era bisogno.RADIALI E ROVESCIATA
Benvenute quindi le pinze radiali (anche la pompa è radiale), i nuovi dischi da 310 mm (ma più sottili di mezzo millimetro così che il peso è diminuito), la forcella a steli rovesciati da 41 mm, e soprattutto benvenuto al pneumatico anteriore 120/70, principale artefice dell'eliminazione del nervosismo cronico di avantreno tipico del pneumatico superribassato (era un /60) che la R6 ha utilizzato fino ad oggi. L'adozione della nuova forcella ha tra l'altro richiesto che venisse modificata anche la geometria con una nuova inclinazione della forcella (aumentata a 24,5 gradi) e una avancorsa leggermente aumentata a 95 mm e l'interasse passa da 1380 a 1385 mm restando comunque il più compatto della categoria. Potete ben capire che questi numeri stanno ad indicare una moto completamente diversa dinamicamente, alla faccia dell'estetica che è rimasta invariata.MOTORE POTENZIATO
Per il resto esteticamente cambia davvero poco, carena uguale (solo la parte anteriore del puntale è più aperta per lasciare spazio alla ruota più alta), codino uguale, strumentazione uguale. Nel motore è però arrivata qualche novità e non di secondaria importanza. Visto che il regolamento Supersport obbliga a tenere i corpi farfallati di serie, i tecnici Yamaha sono intervenuti proprio su questo particolare, via i vecchi da 38, su quelli da 40 mm (ancora con la soluzione della saracinesca secondaria azionata dal depressore) con conseguente adeguamento dei condotti di aspirazione e rimappatura della centralina. Il tutto ha portato in dote tre cavalli. Ora Yamaha ne dichiara 120 in aria calma, 126 con l'airbox in pressione.FATTA BENE
Non cambiano, poi, le prerogative della 600 Yamaha. Finiture assolutamente al top della categoria, qualità eccelsa dei particolari, bella strumentazione (il led del cambio marcia al buio è un vero flash), specchi con ampia visibilità. Una moto davvero ben fatta (a parte il logo dei tre diapason appiccicato sul serbatoio, una vera tentazione per i "collezionisti"), che con gli aggiornamenti ha eliminato i punti deboli e vien via allo stesso prezzo di prima 10.170 euro chiavi in mano.Autore: Stefano Cordara
Data: 17/12/2004 17:46:47
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