RECORD A TRE CILINDRI
Un mare di cavalli ma soprattutto una forza incredibile a tutti i regimi e una coppia da record. Che il ciclopico 2300 montato sulla Rocket III fosse un motore perfetto anche se visto in chiave turistica, lo avevamo capito ai tempi della prima prova. Lo aveva capito anche Triumph che partendo dalla stessa base della sua "muscle bike" ha realizzato una cruiser molto interessante. In realtà la Rocket è meno dotata delle due concorrenti che trova in questo articolo, la sua concorrente ideale sarebbe la Harley Road King, (come lei, borse laterali e parabrezza) ma visto che parliamo di esagerazione ci sembrava che il suo motore tre cilindri avesse tutto il diritto di esserci.

CURA DI ZUCCHERO
Va lodato, innanzitutto, il grande lavoro che i tecnici di Hinckley hanno fatto sul motore, scendendo dai 140 cv della Rocket III ai 106 della Touring il tre cilindri ha fatto la "cura del miele" quel che ne risulta è un motore davvero incredibilmente dolce. Ha una erogazione che più lineare non si può e una curva di coppia tirata con il righello.

COPPIA A QUOTA 20 Questo non significa che il motore della Triumph vada trascurato, 20 kg di coppia (a soli 2000 giri, un record!) non vanno mai presi sottogamba, soprattutto quando ci si fa prendere la mano e si manovra una moto da più di 350 kg. Se il fondo non è perfetto e si dà gas in modo sbarazino, il triple inglese ci ricorda che è sempre un duemilatre innescando poderose sgommate che hanno ben poco sapore di touring. Una volta in quinta si può viaggiare a vita usando il solo acceleratore che però è un po' duro da azionare e alla lunga affatica il polso. Alla faccia della coppia, la frizione della Triumph è un burro, la più morbida delle tre.


GOMMA GROSSA
La Rocket III ha una guida molto particolare, fortemente influenzata dal gommone posteriore da 240, la Touring è molto più maneggevole (dietro ha solo un 180), tuttavia rispetto alle concorrenti è quella che ha l'inerzia maggiore ed è la più "fisica" da guidare anche a causa del pneumatico anteriore da 150/60 che certo non fa nulla per rendere svelto l'avantreno, o per facilitarvi nelle manovre a bassa velocità dove la pesantezza di sterzo non si può nascondere.

CHE SPINTA! Aprendo il gas però la soddisfazione di godere della spinta incredibilmente corposa del tre cilindri inglese è impagabile. Il motore bofonchia con la sua voce roca, sembra sempre girare pianissimo ma la moto guadagna velocità molto molto rapidamente.

GAMBE LARGHE La posizione in sella è buona anche per lunghe percorrenze (la nostra moto aveva anche lo schienalino per il pilota, comodo alla guida, scomodo quando devi salire e scendere dalla moto) anche se la larghezza del serbatoio costringe a stare con le gambe piuttosto divaricate. La Triumph è "tanta" e non fa nulla per nasconderlo.


BEN PROTETTI
Più che valida anche la protezione aerodinamica (le gambe però sono completamente esposte) che consente di viaggiare a velocità proibite per quanto tempo si vuole o... finché dura la benzina nel serbatoio, che qui si asciuga piuttosto in fretta. La Rocket è quindi una Touring "pura" senza troppi orpelli ma con il giusto allestimento per affrontare i viaggi di qualsiasi lunghezza.

FRENI DA TIRARE Così così il giudizio sui freni, la Triumph ha un impianto di razza (dischi da 320 ant e 316 post con pinze a doppio pistoncino) ma 358 kg non sono uno scherzo e per fermarla con efficacia occorre avere mani molto forti... Il posteriore poi sulla nostra moto ha perso un po' di tono lungo una lunga discesa. Un ABS, sinceramente non ci starebbe male, ma è anche vero che la Rocket Touring costa di gran lunga meno delle rivali. Con 19.600 € vi portata a casa una cruiser dalla grande personalità e dal motore incredibile.


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