Prova
Suzuki B-King

Suzuki B-King

Lunga, larga, grande, esagerata. Tutti aggettivi che calzano a pennello alla naked più potente che ci sia. Ma la B-King sa anche sorprenderti con una guida che davvero non ti aspetti. Precisa stabile, tutt'altro che ingestibile anche a piena potenza, regala prestazioni super ma anche un'ottima guidabilità. E se avete paura c'è sempre la mappa B.
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Autore:
Stefano Cordara

COM'È
Se chiedete ad un giapponese della Suzuki qual è la moto di cui va più orgoglioso, sono sicuro al 99% che vi risponderà la B-King. Non la GSV-R da moto GP, non la GSX-R 1.000 che vince in superbike, ma la B-King. Ne sono così sicuro perché ho avuto la "fortuna" di essere sempre presente ogni volta che questa moto veniva mostrata. Non c'ero nel 2001 a Tokyo quanto hanno presentato il prototipo (con tanto di compressore volumetrico) ma c'ero a Parigi nel 2006 quando tra lustrini e paillette hanno mostrato la versione definitiva con un'enfasi degna di una star di Hollywood. E c'ero ancora, in Australia, quando, durante il press test della GSX-R 1000 K7, il "sorpresone" finale era infilare tutti i tester su un pulmino entrare in pista e far vedere (da molto lontano) due B-King che giravano. Manco fossimo davanti ad un segreto di stato!!! Insomma in Suzuki vanno orgogliosissimi di questa mega naked, il successo per loro è aver effettivamente trasformato un prototipo che pareva esagerato in un prodotto di serie regolarmente omologato e che funziona anche un gran bene. Certo non è poco.

FEDELE ALL'ORIGINALE Va dato atto che ad Hamamatsu sono riusciti a mantenere le linee guida del progetto originale. Certo la B-King di serie non ha il compressore, ma nel frattempo il motore è cresciuto ancora perché è quello della Hayabusa 2008 da 1340 cc dotato tutti gli ultimi ammennicoli tecnici (doppia farfalla SDTV, Sistema PAIR d'aria secondaria, valvola allo scarico eccetera) che lo rendono omologabile e rispettoso della Euro 3.


SALTA IL BANCO
Così, anche senza il volumetrico, la Suzuki riesce a mettere in soggezione il banco prova, spiccando potenze degne di una Superbike da competizione. Il dato di omologazione parla di 183,6 cavalli a 9.500 giri, il nostro banco ne rileva addirittura 191 all'albero che alla ruota fanno 175,5, direi che non ci si può davvero lamentare. E della coppia vogliamo parlarne? 14,8 Kgm a 7.200 giri dichiarati all'omologazione, 15,5 al nostro banco a 7.250 giri. Ma quello che più fa impressione è che la Suzukona, già al minimo, ha 11 kgm di coppia. Reso l'idea della forza del motore?

DUE ANIME Per fortuna Suzuki si è messa una mano sul cuore ed è venuta incontro ai piloti normodotati, C'è anche la mappatura B (azionabile dalla consolle sul serbatoio solo con motore in folle), quella "depotenziata" che rende la moto molto più gestibile. Fa sorridere che con questa mappatura la B-King sia comunque più potente di molte naked sportive di grossa cilindrata. La coppia si ferma a 10 kgm, e i cavalli scendono a 136, ma come vedremo la facilità di guida con questa mappatura è notevole.


COME IL PROTOTIPO
La guardi è non puoi non esserne colpito (nel bene e nel male...). La B-King stravolge completamente i canoni stilistici delle naked che vogliono moto che anche quando sono grosse sembrano piccole e soprattutto e corte. Lei invece appare lunga, gigantesca, come se ad Hamamatsu avessero preso una GSR e l'avessero imbottita di steroidi. Non sarebbe lunghissima, in realtà (anche se l'interasse arriva a 1525 mm) ma i silenziatori (o meglio la loro copertura plastica), esagerati nelle dimensioni, spuntano in modo così consistente dal codino da doverci quasi appendere il cartello dei carichi sporgenti e sono così larghi che il pneumatico da 200 appare perfino smilzo.

PETTO GONFIO È davanti non va tanto meglio, la B-King è larghissima nella parte anteriore, mostrando il petto gonfio quasi a voler intimorire le avversarie che al suo cospetto sembreranno delle anemiche magroline (l'unica che regge il confronto è la MT-01). L'avantreno è professionale (molto vicino a quello della GSX-R 1000 K7, ma senza steli neri) con una forcella pluriregolabile a steli rovesciati cui sono attaccate radialmente due pinze Nissin.


TELAIO PER LEI
Il telaio non deriva da nessuna Suzuki attualmente in produzione (nemmeno da quello della Busa) ed è realizzato unendo per saldatura cinque fusioni differenti, mentre il forcellone è molto simile a quello della Hayabusa, e confrontato con la lunghezza smisurata della moto appare perfino corto.

FINITURE AL TOP Da buona ammiraglia la moto è davvero molto curata, tutto ciò che è sott'occhio è finito alla grande (basta guardare piastra di sterzo e manubrio) e anche se avrei evitato qualche cromatura, la sensazione di qualità è davvero ottima, mi piace molto anche la strumentazione, tecnologica senza esagerare (ci sono un sacco di display) e ricca d'informazioni, con un'unica pecca: i pulsanti sul serbatoio sono troppo lontani da tutto, li avrei lasciati sul manubrio. Insomma la moto è fatta molto bene, il che non fa rimpiangere i 13.990 € da sborsare. Tanti, ma non troppi perchè è anche vero che molte naked nostrane costano anche molto di più, e non sono "la più potente del mondo".


COME VA
Volenti o nolenti, se andate in giro con la B-King avrete tutti gli occhi addosso. Come dicono gli inglesi, che hanno sempre una definizione giusta per tutto, la Suzuki è il classico oggetto "eye catching", per cui se non avete un ego smisurato lasciate perdere. Se invece vi piace mostrare i muscoli, avete trovato ciò che fa per voi.

ASPETTATIVE Diciamo che la prima sorpresa arriva quando sali a bordo. La guardi da fuori e appare enorme, ci sei sopra e scopri che le distanze tra sella-pedane e manubrio non sono più ampie di quelle di una naked normale, in un certo senso ti senti subito a tuo agio.

A TESTA ALTA Questa è una moto da guidare a testa alta, nel senso che è meglio evitare di guardare quello che hai in mezzo alle gambe. In questo modo la B-King riuscirà a sorprenderti perché sembra davvero di guidare una moto molto più piccola di quello che è, se invece abbassi lo sguardo, scopri che sotto hai un tavolo apparecchiato per otto...


PREGIUDIZI
Devo ammettere di esserci salito con tutti i pregiudizi possibili. Cosa aspettarsi da una enorme nuda da 190 cavalli e 14 chili di coppia? Una roba bestiale, un mezzo brutale pronto a disarcionarti ad ogni apertura del gas. Scontato che vada forte, fortissimo, ma quello che preme sapere è COME va forte. Invece, come al solito, i giapponesi osano ma sempre con coscienza. Per fortuna non fanno mai mezzi inguidabili (quelli li facevano in passato ma è un'altra storia). La King è esagerata, perfino eccessiva nelle prestazioni, ma come quasi sempre accade per le moto con gli occhi a mandorla riesce ad essere perfettamente gestibile.

POTENZA BUONA Ho ben presenti in mente moto molto meno potenti di lei e anche molto meno amichevoli con il pilota. La Suzuki viaggia da fare impressione, ma davvero non dà mai la sensazione di voler prendere il sopravvento su di te. Con lei c'è potenza ma non prepotenza, c'è possanza ma non violenza. Va fortissimo e non va presa sottogamba, perché altrimenti il posteriore delle macchine ti arriva in faccia in men che non si dica e peso e dimensioni non sono a portata di novellino, ma ancora una volta stupisce come Suzuki riesca a fare un motore esagerato con una gestibilità incredibile. Ma perché stupirsi in fondo? Lo stesso ci era successo con l'Hayabusa di cui questa nudona è stretta parente. Difficile descrivere le sensazioni, se non dicendo che sulla B-King tutto avviene in modo molto veloce ma sempre "morbido".


DOTTOR JECKYLL
Soprattutto se si opta per la mappa B che la rende a prova di neo patentato. Così configurata la B-King è un gattone che fa le fusa, morbidissima e corposa l'erogazione, con il motore che dà tutto ai bassi ed è svogliato in allungo invogliando a cambiare marcia prima che arrivino i 6.000 giri. Guidare una B-King così non è più complicato che guidare una "volgare" GSR, anche sul bagnato, parola di lupetto. Con questa soluzione, poi, puoi girare per giorni su qualsiasi percorso senza sentire esigenza di avere qualcosa in più.

MISTER HYDE Ma visto che quel qualcosa in più ce l'hai a disposizione non resisti... Mappa A, lei parte sempre così, in configurazione full power, come a dire, "sfidami se hai coraggio". Quando cambi mappa la moto è come scossa da un fremito. Il motore si irruvidisce, vibra anche di più e il gattone diventa pantera, pronto a graffiare ad ogni apertura del gas. Qui non c'è un acceleratore in diretta, c'è di più, viene stravolto il principio di azione-reazione perché alla minima apertura del gas la spinta è ancor più possente di quel che ti aspetti, ma... basta aprire poco per filare via in relax, perché la gestione dell'acceleratore è a livelli di eccellenza.


CAMBIO IN FOLLE
Bene ha fatto la Suzuki a non rendere possibile il cambio di mappa in corsa come sulla Gixxer o sulla Hayabusa, la differenza di erogazione tra le mappe è abissale e se per sbaglio ci scappasse il dito l'effetto potrebbe non essere così gradevole.

SU STRADA SORPRENDE Ma, prestazioni a parte, quel che sorprende è come la B-King si lascia guidare su strada. Ti aspetti un mastodonte impacciato tra le curve ma cambi subito idea. Bilanciatissima, molto stabile, ben frenata, con sospensioni ottimamente calibrate per un utilizzo stradale (solo la forcella affonda un pelo troppo ma sono inezie) la Suzukona si lascia condurre tra le curve con una facilità incredibile, che ti spiazza. Certo non è una Tuono o una Superduke, la King è "tanta" in tutti i sensi perché il peso si può nascondere ma fino ad un certo punto, ma la Suzuki lo ha messo bene in basso e la disinvoltura con cui la guidi nel misto mi ha davvero sorpreso. Non mi sarebbe dispiaciuto un ammortizzatore di sterzo regolabile, comunque, l'attuale è un po' rigido soprattutto quando fa freddo, ma del resto deve anche tenere a bada un bel puledro.

MEGLIO ASSECONDARLA Meglio comunque non farsi venire la voglia di aggredirla, meglio assecondarla con una guida non aggressiva ma rotonda, il successo in questo caso è assicurato. E anche nel traffico è molto meno fuori luogo di quel che si pensi, perché la B-King ha molto più sterzo di tante nude che si spacciano per cittadine DOC. La moto è davvero gradevole da usare anche andando a spasso, puoi scendere fin sotto i 2.000 giri in sesta, praticamente al minimo, e godere di una spinta sempre possente ma senza mai reazioni brusche che possano spiazzare il pilota. Una vera sorpresa questa B-King, al punto che mi piacerebbe ce ne fosse anche una versione "normale" disegnata da un umano. Con le doti che ha potrebbe davvero fare dei bei numerima certo non sarebbe più la B-King, e di moto normali è pieno il mondo.


LA NOSTRA PROVA AL BANCO CON IL CONFRONTO TRA LE DUE MAPPATURE




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