Prova su strada
Sportive 600:tutti contro tutti

Sportive 600:
tutti contro tutti

Kawasaki contro Yamaha, contro Honda. Eccoci al dunque. Le tre reginette della Supersport una contro l'altra in una sfida in pista e su strada. La prima, vera, comparativa delle tre 600 ha fatto emergere tre caratteri ben distinti che fanno apprezzare una o l'altra nelle varie condizioni d'uso. E se i lettori di MotorBox hanno eletto la CBR-RR come la 600 del 2003, vediamo come è andata sul campo.
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Autore:
Stefano Cordara
Oltre 15.000 lettori hanno votato il sondaggio di MotorBox sulla "seicento"  del 2003. Quindicimila (ma la votazione è ancora aperta) che hanno issato la Honda CBR 600 RR sul trono delle 600 del 2003, eletta con oltre il 40 percento dei voti (al momento in cui scriviamo esattamente il 40,3%).

Un voto scontato per la verità: si tratta pur sempre della "quasi" replica stradale della moto di Valentino. La sorpresa, infatti, non è in questo risultato, quanto nel sorpasso Kawasaki nei confronti della Yamaha. La ZX-6R ha vinto sul filo di lana la sfida con la R6 (26,9 % contro 25,3 %) segno che la rinnovata aggressività del marchio di Akashi sta portando i suoi frutti.

Fanalini di coda: la Suzuki GSX- R 600 (4,8 %) che paga lo scotto di non essersi rinnovata, e la nuova Triumph Daytona (2,5 %) che, nonostante la nuova linea, non riesce a sfondare nel cuore degli italiani.

Tutti giudizi, ovviamente, basati sulle schede tecniche e sulle semplici sensazioni visive-emozionali (che comunque hanno la loro importanza), senza che nessuno potesse metterci il sedere sopra, visto che stiamo parlando di modelli entrati in commercio da pochi giorni (Yamaha e Kawasaki) o non ancora in vendita (Honda).
 
Noi invece il sedere sopra ce lo abbiamo messo, eccome, lo abbiamo fatto grazie ai colleghi di Tuttomoto (su cui prossimamente potrete leggere di queste tre moto) e grazie anche a un Team francese che, sorpreso a Le Luc a testare la CBR, non ha saputo resistere alle nostre lacrime prestandoci la moto per qualche ora. 

Tre moto ambitissime, tutte a nostra disposizione contemporaneamente per stilare la classifica che tutti attendono. Volete sapere come è andata? Ora ve lo dico. Ma vi dico anche che provate in tempi e sedi differenti, queste tre moto mettono tutte in luce grandi qualità tecniche, prestazioni e guidabilità assolute. Una volta messe l’una contro l’altra, invece, esprimono caratteri diversi che fanno apprezzare una o l’altra a seconda delle condizioni d’uso.

Tralasciando i commenti sull’estetica (ognuno ha i propri gusti) lascio a voi trarre le conclusioni su quale delle sia più adatta alle vostre esigenze, tenendo presente che nulla è assoluto e che le tre contendenti hanno comunque prestazioni motoristiche e ciclistiche da riferimento.


FINITURE E DOTAZIONI   Yamaha R6 voto:   9 Honda CBR 600 RR  voto:   8 Kawasaki ZX-6R    voto:   7


 

Questa voce vede il predominio assoluto della Yamaha, che con la R6 stabilisce un riferimento con cui le altre devono fare i conti. Nessuna come lei si presenta curata nell’aspetto e nei particolari.

Nulla è fuori posto, né sopra né sotto le fluenti sovrastrutture. Non ci sono cavetti, tubicini, nulla è a vista. Una pulizia esemplare che ben si riassume nella zona dietro al cupolino dove i fari sono perfettamente carenati, i cavi passano attraverso un’asola bella da vedere e c’è perfino il clacson carenato.

Un punto a sfavore per la verniciatura del forcellone, che al contatto con

gli stivali tende consumarsi lasciando a vista l’alluminio sottostante. Honda e Kawasaki seguono a ruota, con un piccolo vantaggio per la RR che ha particolari da lacrime agli occhi (in senso positivo ovviamente) come forcellone (un opera d'arte) e scarico sotto al codino ma, ostenta anche una parata di tubicini di sfiato di cui sulla Yamaha non di vede nemmeno l’ombra. Tutto ciò mentre la zona dietro al cupolino non è altrettanto "pulita" (a vista i cavi delle lampadine).

Ben fatta anche la Kawa che però pecca in qualche particolare, come lo smilzo forcellone senza capriata d'irrigidimento, la staffa di sostegno del silenziatore, o la giunzione tra le due travi del telaietto reggisella, "poveri" e un po’ bruttini a vedersi. La verdona però è l'unica a potersi fregiare della forcella a steli rovesciati e delle pinze radiali, un plus non da poco.

Tutte hanno strumentazioni sono molto complete e modernissime; la Kawa è l’unica a poter vantare il "tutto digitale" e il cronometro incorporato, ma il contagiri si vede poco.


ERGONOMIA   Yamaha R6 voto: 8 Honda CBR 600 RR voto: 7 Kawasaki ZX-6R voto: 6,5


 

La R6, primeggia anche in questa voce grazie ad una posizione di guida più naturale e rilassata. I manubri sono moderatamente divaricati, la correlazione sella-pedane-manubrio è ottima anche per chi è più alto della norma. La R6 è, insomma, la più abitabile delle tre, ha una posizione in sella più "piatta" e, portando meno a caricare i manubri, alla lunga è la più confortevole. Oltretutto ci sono scarsissime vibrazioni a qualsiasi regime e la protezione aerodinamica (sempre

parlando di supersportive s’intende) non è malaccio.
Honda è un gradino appena sotto, perché ha una posizione di guida eccellente e di grandissimo controllo nella guida sportiva. Personalmente mi piace molto, anche se su strada i manubri più chiusi e spioventi rispetto alla Yamaha portano ad un maggiore affaticamento.

La ZX-6R ha invece una posizione di guida ancora differente

. I manubri sono piuttosto larghi e aperti (ma anche fin troppo spioventi), al punto che pare di essere su una moto di maggiore cilindrata e stazza (tanto per intenderci sembrano i manubri di una mille). È una posizione sportiva con pedane molto rialzate ma anche un pelo troppo avanzate che non trasmettono un feeling immediato. Regolazione della leva del freno per tutte (Honda su sei posizioni, le altre su cinque), la leva della Yamaha tende a restare un po’ lontana dal manubrio. Per chi ha la mano piccola non è il massimo.


MOTORE
   Kawasaki ZX-6R voto: 10 Honda CBR 600 RR voto: 10 Yamaha R6 voto:   7,5


 

Vince la Kawasaki in termini assoluti

. Il suo 636 è una vera forza della natura. Agli alti regimi spinge come un settemmezzo di qualche anno fa. Nonostante Kawasaki sia andata alla ricerca soprattutto di potenza agli alti regimi, ai medi il vantaggio di cilindrata è evidente al punto che in certi tratti di pista si poteva utilizzare anche una marcia in più.

Il rumore (soprattutto quello di aspirazione) è probabilmente il più gasante di tutte. La ZX-6R va dunque davvero molto forte, ma se la classifica non fosse in termini assoluti avrebbe vinto la RR perché il suo "piccolo" 600 tiene quasi il passo del 636 di Akashi.

Il quattro cilindri Honda è davvero molto potente e "cattivo" agli alti regimi. Allunga rabbioso fino ai 15.500 giri, spinge con vigore anche ai medi con un'unica incertezza quando la lancetta del contagiri non ha ancora superato quota 4.000. Ma quelli sono regimi che in pista non si utilizzano praticamente mai. Va detto comunque che la CBR è anche avvantaggiata dall’assenza del catalizzatore di scarico, un "tappo" di cui anche le altre due farebbero volentieri a meno.

La Yamaha ha un motore molto progressivo ma non altrettanto ringhioso della Honda e tantomeno della Kawasaki. Se parliamo di civiltà, la Yamaha ne esce a testa alta. Silenziosissima di aspirazione e scarico (di meccanica tutte lo sono, ma la Kawa è un pelo più ruvida), ha un’erogazione molto morbida della potenza senza picchi particolari (anche se dà il meglio oltre quota 10.000). Tutto questo rende l’approccio con la R6 molto facile, anche quando si spinge in pista. Tuttavia la grinta è inferiore alle altre due.


ECOLOGIA   Yamaha R6 voto: 8 Kawasaki ZX-6R voto: 7 Honda CBR 600 RR voto: 6


 

Lo so che sono moto sportive, ma l’animo verde ormai appartiene (per fortuna) anche ai motociclisti. La Yamaha vince solo perché oltre ad essere catalizzata Euro 2 è anche la più silenziosa delle tre (esiste anche l’inquinamento acustico). Catalizzatore anche per la Kawasaki anch’essa ampiamente entro quota Euro 2, ma con un motore più ringhioso, molto appagante per chi guida, magari meno per chi sente.
Fanalino di coda la CBR 600 RR, per lei niente catalizzatore e solo un dispositivo di aria secondaria che la fa rientrare nei limiti Euro 1. R6 e ZX-6R sono avanti in questo senso.

IN PISTA   Honda CBR 600 RR voto: 9 Kawasaki ZX-6R voto: 8 Yamaha R6 voto: 7


 

Tra i cordoli la Honda è un gradino sopra tutte

. Motore e rapportatura nascono apposta per dare la massima gratificazione nella guida veloce. La posizione in sella è d’assoluto controllo, il motore spinge fortissimo, allunga come un forsennato e ha dei medi regimi sorprendentemente pieni (soprattutto in relazione alla cattiveria agli alti). Inoltre ha un cambio perfettamente rapportato, cosa che rende la CBR un perfetto animale da pista.

Leggerissima, rapidissima da condurre nelle esse, ha una precisione direzionale da riferimento e una capacità nel mantenere la traiettoria invidiabile. Inoltre, ha anche una gran trazione e non è certo un caso che nonostante montasse pneumatici meno performanti (Pilot Sport in luogo dei Race) a Le Luc abbia spiccato il miglior tempo. Tutto senza mai richiedere troppo sforzo al pilota, che dopo due curve si sente la moto in mano. Si guida con due dita e sull’asfalto asciutto non ha fatto che riconfermare quanto di buono avevo già rilevato nella prova bagnata dell’Estoril. Frenata compresa, che si rivela la migliore del lotto per potenza e sforzo alla leva. Curiosamente però è anche quella che offre meno luce a terra. Con la CBR si arriva prima a toccare l'asfalto con stivale e pedane che con le altre due, sarà perché si va più forte??

La Kawa è seconda di pochissimo grazie al suo gran motore e ad un avantreno roccioso, che piace soprattutto a chi ama avere un manubrio ben saldo tra le mani. Gran bell’anteriore, dà tanta confidenza e invita ad osare nella tradizione Kawasaki. Maneggevolezza e reattività non sono a livello della Honda ma comunque sono molto elevate, soprattutto se paragoniamo la nuova ZX-6R alla versione precedente con la quale non esistono paragoni.

Stabilissima, dunque, ama la guida decisa e appaga in frenata con una potenza che se non arriva a livello della CBR non è però molto lontana, in più la Kawa in staccata si muove ancor meno della Honda. Su tutto comunque domina il motore. Le Luc è un circuito lento ma sul veloce anche la CBR dovrà sudare sette camicie. Incredibile a dirsi ma l’ex estrema Yamaha R6 si rivela come la più stradale del lotto. Questo non significa che in pista sia ferma, anzi, però le altre due hanno semplicemente spostato il confine dell’aggressività. È molto agile e quanto a maneggevolezza si pone a metà tra la CBR e la ZX-6R.

Con il pneumatico anteriore /70 (il /60 di serie la rende un po’ nervosa) guadagna parecchio in omogeneità e precisione di guida, doti che conquistano. Le sospensioni però richiedono di essere tirate completamente per offrire il giusto sostegno nella guida sportiva. Peccato per i freni, la R6 non si è evoluta in questo settore e si vede. L’impianto anteriore in pista non morde a dovere, richiedendo robuste strizzate di leva, Kawasaki e soprattutto Honda sono parecchio avanti in questo senso.

*BRPAGE*

SU STRADA   Yamaha R6 voto: 9 Kawasaki ZX-6R voto: 8 Honda CBR 600 RR voto: 6


 

L'occasione fa l'uomo ladro e, complice una targa prova spuntata dal furgone (la Honda non era immatricolata) c'è scappato anche un giretto su strada, con buona pace del team francese che si è vista requisita la Honda sotto il naso. Ma, cercate di capirci, voi che avreste fatto?.
Letto il capitolo riguardante la pista, era lecito attendersi una classifica del genere nella prova su strade aperte al pubblico. L’ergonomia e la morbidezza generale della Yamaha la rendono vincente quando si tratta di utilizzare la moto tutti i giorni. La risposta burrosa all’acceleratore del suo quattro cilindri fa sì che la R6 sia la migliore del lotto in questo frangente.

Su strada la Yamaha trasmette molta confidenza: ha le sospensioni più "filtranti" del lotto, e i freni che in pista mostrano la corda diventano perfetti per gestibilità e potenza. In fondo, sin dal momento della presentazione, gli stessi progettisti Yamaha hanno confermato che per loro la R6 è una sportiva stradale, e di aver puntato quindi sulla sfruttabilità in tutte le situazioni e non solo in pista, i risultati in questo senso sono tangibili.

La Kawasaki segue a ruota ancora una volta grazie al suo motore che,

molto potente in pista, fa valere la maggiore cilindrata anche nella guida su strada, dove più che le prestazioni assolute contano la coppia e il tiro ai medi regimi. Il suo quattro cilindri assicura una guida più "rilassata" richiedendo di ricorrere meno al cambio grazie all’erogazione più piena. È però più ruvido rispetto al quattro cilindri di Iwata, c’è qualche vibrazione in più e la posizione di guida è più stancante.

La doppia R parla chiaro: con la nuova CBR la Honda ha voluto realizzare una moto doppiamente racing, che dia la massima gratificazione nella guida in pista. Su strada la CBR risulta ben più affaticante della R6 (con la Kawa siamo lì), in più ha rapporti da corsa con un prima molto lunga (da 130 all’ora) che richiede qualche aiuto della frizione quando si vuole partire velocemente. Detto questo, il motore alla fine conquista perché è tutt’altro che vuoto, anche a regimi da parata.

All’Estoril lo avevamo notato guidando sul bagnato, in pista in condizioni asciutte praticamente non si avverte, ma l’effetto Off-On del motore CBR torna alla ribalta quando si usa la moto su strada, infastidendo un po’ quando si vuole guidare fluidamente. Su strada l’efficacia di tutte e tre le moto è comunque di livello assoluto. Passeggeri scomodi sempre e comunque.

 

LA CLASSIFICA FINALE  

Yamaha 
R6

Kawasaki
ZX-6R

Honda
CBR 600 RR

Finiture

9

7

8

Ergonomia

8

6,5

7

Motore

7,5

10

10

Ecologia

8

8

6

In pista

7

8

9

Su strada

9

8

7

totale

48,5

47,5

47

 

 

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