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Italjet Jet-set 125 150

COM'È Se c'è un marchio che da sempre si distingue per le sue idee innovative applicate agli scooter, questo è proprio Italjet. Dalla vulcanica azienda di San Lazzaro di Savena sono sempre nati prodotti fuori degli schemi o per la tecnologia o per il look. Basti citare il Formula 50, primo scooter ad offrire la sospensione anteriore monobraccio, il Formula 125, primo scooter bicilindrico, il Dragster, primo esempio di naked scooter con telaio a traliccio, oppure il Velocifero, scooter retrò che ha vinto svariati premi per il design. In poche parole il prodotto Italjet deve essere innovativo e diverso da tutti gli altri.
Peccato che non sempre innovazione sia sinonimo di successo commerciale. La qualità costruttiva degli scooter costruiti a San Lazzaro ha talvolta lasciato spazio a qualche perplessità e certe forme così piacevoli a vedersi (leggi Velocifero) erano ottenute a scapito della praticità e della facilità di manutenzione.

NUOVO CAPITOLO

Italjet però vuole voltare pagina e con Jet-set lancia il nuovo corso. Il Jet-set è uno scooter inconfondibilmente Italjet nel senso che riesce facile distinguerlo tra mille. La linea è, infatti, unica, un misto di spigoli e curve che rende il nuovo scooter Italjet un simpatico pacioccone. Uno scooter che, come tutti gli oggetti di design, lascia spazio a sensazioni contrastanti. O piace tantissimo o non piace per nulla. Certo è che in giro per le strade di Bologna, teatro della presentazione, gli sguardi il Jet-set li attirava sul serio. È un oggettino che sembra incontrare il gradimento del pubblico e non solo quello femminile come si potrebbe pensare.

PIÙ RAZIONALITÀ

Più importante è comunque ciò che non si vede, ovvero quello che sta sotto le plastiche. Sì, perché il Jet-set è costruito in modo assolutamente razionale. Pochi pezzi, poche viti, tutto per offrire praticità e facilità di manutenzione. Così sono realizzati in un unico pezzo lo scudo anteriore e tutta la parte posteriore.

NUDO IN UN NIENTE

Tolte le poche viti nel retroscudo si accede all'impianto elettrico completo, tolte le poche viti del vano portacasco si accede invece comodamente al motore. Nel bauletto dietro allo scudo si trova il fusibile che gestisce l'avviamento e le luci. Insomma, anche i meccanici più brontoloni con Jet-set non avranno più nulla da dire. Meno pezzi significa anche più precisione. Gli accoppiamenti tra le varie parti dello scooter bolognese hanno fatto un deciso passo in avanti: poche fessure nessun cigolio.

FINITO BENE MA…

Il nuovo corso ci piace, anche se qualcosina da fare ci sarebbe ancora, quache bavetta, qualche imprecisione salta fuori, ma solo se si esamina il Jet Set con la lente d'ingrandimento. Curiosa anche la foggia delle pedane poggiapiedi per il passeggero tonde e grosse che quando aperte sono un po' ingombranti.

SPAZIO IL GIUSTO

A proposito di praticità il Jet set offre spazio a sufficienza ma non fa gridare al miracolo. Sotto la sella ci sta giusto giusto un casco demi jet. Dietro lo scudo c'è un altro piccolo vano (chiuso a chiave) per i piccoli oggetti e con un intelligente porta-penna. C'è anche il comodo gancio per appendere le borse e poi piace anche la soluzione di adottare una pedana completamente piatta, anche se non amplissima, che consente di appoggiare comodamente gli oggetti più svariati. Se non ne aveste abbastanza potete esagerare installando anche il bauletto dedicato offerto in optional. Il portapacchi c'è già, è di serie.

COLORI PASTELLO

Un occhio al design, uno alla praticità dunque con un vezzo nelle colorazioni, tra le otto tinte disponibili oltre alle classiche metallizzate ce ne sono anche alcune pastello molto accattivanti che non potranno che piacere alle ragazze e a chi si vuole davvero distinguere.

CUORE PIAGGIO

Sotto il vestito il Jet-set offre anche tanta sostanza. I motori disponibili sono tre: 50,125 e 150, tutti di fabbricazione Piaggio. I primi ad essere disponibili saranno il 125 e 150 (quelli che abbiamo provato) quattro tempi raffreddati ad aria della serie Leader che si sono già fatti apprezzare per la loro attenzione verso l'ambiente, per i consumi ridotti e per il buon funzionamento generale.

CICLISTICA ROBUSTA

Forcella a steli rovesciati da 30 mm, ammortizzatore regolabile (ma solo sulle versioni targate) impianto frenante misto disco-tamburo e ruote ciccie da 12 pollici formano il comparto ciclistico che come ossatura ha un telaio a culla che si sdoppia sotto la pedana per offrire la giusta rigidità.

ESCLUSIVO ANCHE IL CONCESSIONARIO

Lo slogan del Jet-set "viziati di design" pare dunque senz'altro azzeccato. Ancora una volta la vivace azienda di San Lazzaro ha saputo offrire un prodotto diverso e accattivante, che non costa nemmeno troppo, 3.800.000 lire il 50, 6.200.000 il 125, 6.470.000 il 150.
Da segnalare che assieme al Jet-set Italjet ha lanciato anche la catena Jet point, i concessionari esclusivi Italjet dove il cliente troverà non solo tutta la gamma Italjet dal cinquantino al Marco Polo 500 (scooter innovativo che sarà presentato al salone di Milano) ma anche tutta l'assistenza post vendita di cui ha bisogno. Il primo Jet Point è stato inaugurato a Bologna proprio in occasione della presentazione del Jet Set altri ne apriranno prestissimo in molte città d'Italia. Alla Italjet hanno capito che in un mercato tumultuoso come quello degli scooter il cliente va soprattutto coccolato.

Autore: Stefano Cordara
Data: 06/08/2001

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