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Thiumph bonneville bobber laterale sx

Triumph Bonneville Bobber: prova, prezzo e caratteristiche [video]

La Bonneville Bobber è curata nei minimi dettagli, monosella in stile anni '40, ma comoda e divertente da guidare

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Autore:
Federico Maffioli

BASSOTTO INGLESE La nuova Triumph Bonneville Bobber mira a riprendere una tradizione, quella delle moto basse, lunghe e monosella, molto ben conosciuta dalla Casa di Hinckley. In Triumph, infatti, il sentimento Bobber, tipicamente associato alle moto a stelle e strisce degli anni quaranta,  vanta un lunga tradizione, capace di partire dalla fine degli anni ‘30, quando nel 1937 usci la sua Speed Twin 500. Nessun ingresso in un nuovo segmento, quindi, ma una forte volontà di tornare protagonisti con una moto curata nei minimi dettagli, brithish nell’anima e perfetta sintesi del know-how tecnologico targato secondo decennio anni duemila.

VEDO NON VEDO Guardando la nuova Bonneville Bobber l’impatto estetico è sicuramente quello più evidente e ricercato. Questa moto è curata nei minimi dettagli ed il richiamo alle quote stilistiche degli Anni 40 è maniacale: dai soffietti della forcella (Kayaba con steli da 41) alla cover in metallo dedicata al singolo corpo farfallato che riprende il design dei vecchi corpi farfallati di allora o alla base in alluminio della sella. E ancora, dal vano batteria con fascia in acciaio inossidabile al forcellone a forma di gabbia oscillante, che ricorda proprio i telai rigidi delle Bobber anni quaranta, ma in realtà nasconde al suo interno, sotto la sella, un moderno mono ammortizzatore Kayaba. Stesso discorso per lo scarico, dritto e minimalista, ma con il catalizzatore molto ben nascosto tra i due terminali in acciaio spazzolato. Andando però oltre alla sua estetica, curatissima e fortemente ispirata al passato, sulla Bonneville Bobber c’è un altro aspetto che bisogna sottolineare, meno evidente, ma altrettanto eccellente: il suo know-how ingegneristico. Proprio così, perché oltre allo stile, sulla Bonneville Bobber c’è tanta tecnologia, come il comando dell’acceleratore Ride-by-wire, due mappe motore (rain e road, entrambe a potenza piena), controllo di trazione disinseribile, immancabile ABS e frizione servoassistita per ridurre lo sforzo sulla leva.

CUORE COMUNE Il nome ripreso dalla Bonneville T120 potrebbe trarre in inganno, ma quello che la Bonneville Bobber condivide con la sorella è solo la nuova generazione di motori High Torque, bicilindrico frontemarcia da 1.200 cc, otto valvole, con fasatura 270 gradi e singolo albero a camme, accoppiato sulla Bobber ad una nuova cassa filtro sdoppiata ed ottimizzato nella gestione elettronica in funzione di un miglior rendimento ai medi regimi. I suoi valori di coppia e potenza non cambiano significativamente rispetto alla T120 (la coppia aumenta del 10% e la potenza diminuisce di 3 cv), ma sulla Bobber sono spostati più in basso. Parlando di numeri: 106 Nm come valore di coppia massima disponibile a 4.000 giri minuto e di 77 cv erogati a 6.100 giri minuto.

TAILOR MADE Come dicevamo, la Bonneville Bobber è una moto inedita, non una versione “low ride” della Bonneville. Sotto l’aspetto ciclistico, questo modello è tutto nuovo, dal telaio al forcellone, dalla forcella al manubrio dritto e largo. Tutto è stato studiato per massimizzare confort e piacere di guida, cercando le soluzioni migliori per ottimizzare questi  due aspetti su una moto che per filosofia costruttiva impone sella rasoterra, rigorosamente monoposto, interasse generoso e cerchi a raggi da 16 pollici per il posteriore e 19 pollici per l’anteriore. Giusto per dare due numeri, sulla Bonneville Bobber la distanza “da mozzo a mozzo” è di 1.510 mm e la sella in posizione standard si trova a 690 mm dal suolo. Per capire bene l’approccio del “su misura” con cui Triumph ha realizzato ogni parte della nuova Bonneville Bobber, non c’è miglior esempio della posizione di guida: le pedane sono leggermente più in avanti rispetto alla T120 e, soprattutto, la sella è regolabile sia in altezza, sia nella distanza dal manubrio, inoltre si può anche variare l’inclinazione della strumentazione mista analogica-digitale (c’è un piccolo display, ma ricco di informazioni)

BASE DI PARTENZA Sotto l’aspetto stilistico ed esclusivo la Bonneville Bobber rappresenta una moto senza compromessi, molto curata nei minimi dettagli ed in rigoroso stile bobber, che impone la sella monoposto senza prevedere il posto passeggero nemmeno come optional. Quattro le colorazioni: Ironstone (quello della prova), Morello Red, Jet Black e Competition Green & Frozen Silver. Anche per la Bonneville Bobber è disponibile una lunga lista di accessori (sono più di 150) dedicati alla personalizzazione sia estetica sia funzionale, come il faro anteriore con luce diurna a L.E.D., diverse finiture per la sella, manubrio alto o semi-manubri, sospensione posteriore Fox regolabile, impianto di scarico Vance & Hines, manopole riscaldabili e il cruise control. Tutto unito a due Kit completi di personalizzazione: “Old School”, più tradizionale con manubrio rialzato, e “Quarter Mile”, più sportivo con semi-manubri. Prezzo di partenza 12.700 Euro ed arrivo nelle concessionarie a partire da Febbraio 2017.

SU MISURA La prima cosa che mi ha colpito della Bonneville Bobber è stata la posizione di guida. Perché, devo ammetterlo, non mi aspettavo di stare cosi comodo, soprattutto dopo aver fatto oltre duecento chilometri. Guardando la sella, poi, cosi sottile, la prima cosa che ho pensato è un po’ quello che si potrebbe dire davanti ad un bel paio di scarpe tacco 12: bellissime da indossare, ma tremendamente scomode. Invece? Esattamente l’opposto, perché la sella è molto ben profilata e accogliente, morbida il giusto e regolabile sia in altezza sia nella distanza dal manubrio, in più puoi anche regolare l’inclinazione della strumentazione in base a come hai spostato la seduta. Morale? La posizione te la puoi letteralmente cucire su misura ed anche le pedane, che sono leggermente in avanti, sono ben posizionate.

IN MEDIO STAT VIRTUS Il nuovo motore della Bobber è stato studiato per offrire il massimo ai medi regimi ed ha il picco di coppia intorno ai 4.000 giri minuto. I suoi 77 cavalli sono perfettamente coerenti con questo segmento di moto e i medi regimi sono proprio il range di utilizzo che si apprezza di più nella guida su strada. A livello di fluidità questa unità vibra pochissimo, è abbastanza elastica, anche se sotto 1.500 giri minuto scalcia un po’, convince per schiena ed allungo, vigoroso e divertente fino a 6.500 giri, con il limitatore che entra intorno ai 7.000 rpm, picco a cui, però non senti mai l’esigenza di arrivare. La frizione servoassistita è molto morbida, il cambio è preciso e ben rapportato in funzione di un così generoso valore di coppia, ha sei marce con la sesta, lunga, che permette di abbassare i consumi quando si guida a velocità costante. Il comando ride-by-wire risponde deciso e pronto al ruotare del comando del gas, solo in prima e seconda marcia fa un po’ di effetto on-off. Le due mappe motore Rain e Road non tagliano il picco di potenza massima e il controllo di trazione ci è piaciuto perché non è invasivo. Fantastico il sound, con un suono pieno e coinvolgente anche in versione standard con relativa omologazione Euro4.

GOOD JOB Durante questa prova mi aspettavo un giro più da città che fuoriporta. Invece? Abbiamo fatto oltre 200 km tra paesini e strade di montagna ricche di curve e tornanti. Un percorso che inizialmente mi aveva un po’ stupito, ma che ha evidenziato doti dinamiche inaspettate per questa moto. Perché la Bobber è molto piacevole da guidare, e, a discapito delle sue quote, di un peso di 229 kg a secco e del baricentro rasoterra, è rapida nei cambi di direzione, non velocissima nello scendere in piega e molto stabile in percorrenza. La luce da terra è poca e la sospensioni su questa moto devono avere per forza un escursione ridotta (90 mm anteriore e 76,9 posteriore), quindi sono un po’ secce nella risposta quando il fondo è molto sconnesso, ma in generale piacciono a livello di confort, scorrevolezza e quando si guida a velocità più sostenute. In franata, invece, l’azione del singolo disco anteriore da 310 mm (unito a pinza Nissin flottante a due pistoncini e posteriore da 255 mm) è abbastanza modulabile, ma se si vuole frenare deciso bisogna tirare con forza la leva.

IO BALLO DA SOLA In generale il lavoro fatto per la Bonneville Bobber è stato eccellente e questa moto è un ottimo compromesso tra stile e sostanza. La Bonneville Bobber è bella da vedere, c’è tanto metallo ed ha una qualità costruttiva di alto livello, ma è anche piacevole e molto gustosa da guidare, insomma con lei puoi apparire senza rinunciare alla sostanza e al divertimento. Tutto rigorosamente da soli, perché eventuali  passeggeri al seguito appartengono alla categoria dei non pervenuti.  

IN QUESTO SERVIZIO

CASCO CABERG FREERIDE RUSTY Per una moto in stile Bobber Anni 40 ci vuole un casco che ricordi le linee di allora, ma che offra tutta la sicurezza dei prodotti moderni. Niente di meglio della linea Freeride di Caberg, caratterizzata dalla calotta in materiale tricomposito (fibra di vetro, kevlar e carbonio), interno estraibile e lavabile, profilo antipioggia e fibbia con chiusura a regolazione micrometrica. Anche se non è un integrale questo casco è leggerissimo, protegge molto bene la zona della orecchie, sia a livello acustico sia a livello termico, e la parte interna offre una calzata molto comoda. La sua colorazione, poi, è perfetta per esaltare lo stile degli Anni quaranta, con il laccetto passaocchiali che è una vera e propria ciliegina sulla torta! Disponibile con doppia taglia di calotta nelle misure comprese tra XS ed XXL, prezzo n.d.

GIACCA TRIUMPH RADFORD Nella scelta della giacca da indossare sulla Bonneville Bobber, la mia scelta è stata quasi obbligata perché la linea di abbigliamento Triumph offre a listino in massimo che si possa cercare in termini di stile classico e sicurezza. Il modello Radford, infatti è caratterizzato da pelle cerata, protezioni amovibili Knox per spalle e gomiti, interno termico e sistema “schiena attiva” per il massimo confort quando si guida. Oltre alla grande vestibilità e allo stile pulito ed elegante, questa giacca mi ha sorpreso anche per confort termico durante il nostro test che si è svolto a Madrid con temperature intorno agli otto gradi. Disponibile nelle taglie comprese tra XS ed XXXL, prezzo 431 Euro Iva compresa.

PANTALONI STREET JEANS Indossando la giacca in pelle, la scelta del jeans tecnico è la migliore come accoppiata in termini di stile e protezione. La linea Street Jeans di Triumph, infatti offre un look classico, perfetto per questa Bobber, ma la tempo stesso giovane e moderno, senza rinunciare alla protezione e alla grande sicurezza offerta dai prodotti omologati per uso motociclistico. Disponibile nelle taglia da 30 a 42, prezzo n.d.

GUANTI TRIUMPH BALHAM Questi guanti, caratterizzati dalle linee minimal e classiche, sono comodi e protettivi al tempo stesso. Sono realizzati in pelle, hanno un doppio strato sulla zona dei palmi, rinforzi specifici per le nocche e il sistema MC fit per offrire un’ottima calzata. Disponibili nella taglie comprese tra S e XXXL, prezzo 61 Euro Iva inclusa.

STIVALI TCX HERO WATERPROOF Look vintage che ricorda i classici anfibi, impermeabile all’acqua con tomaia in pelle pienofiore e dotazione ai massimi livelli in termini di sicurezza, grazie ai rinforzi dedicati a tallone, punta e malleoli. Belli da indossare, perfetti in accoppiata alla Bobber, questi stivali sono anche molto veloci da indossare grazie alla doppia chiusura a lacci e allacciatura laterale a zip. Inoltre i Tcx Hero hanno la suola caratterizzata dal battistrada tassellato perfetto per un’aderenza ottimale su ogni tipo di terreno. Disponibili nelle taglia comprese tra 36 e 48, prezzo 229,99 Euro Iva inclusa. 


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