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Yamaha X-City 250

Yamaha X-City 250

A leggere il nome alla lettera verrebbe da pensare a un mezzo nato solo "per la città". I confini del centro storico vanno però un po' strettini al nuovo Yamaha X-City 250, che arriva sul mercato con un solo, chiaro obiettivo: diventare un best-seller.
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Autore:
Paolo Sardi

 

COM'E' Pochi ma buoni. Pare essere questa la filosofia scelta dalla Yamaha per organizzare la fascia intermedia del suo listino scooter. Con il nuovo anno la Casa di Iwata ha deciso infatti di puntare su due soli modelli. Accanto all'X Max, spazio dunque al nuovo Yamaha X-City 250, che segna il debutto nel segmento a ruota alta e che in pratica rimpiazzerà in un colpo solo l'XC300 e il glorioso Majesty 250.

 

FAMILY FEELING L'X-City arriva sul mercato senza troppe modestie: il suo scopo è accaparrarsi un bella fetta del segmento degli scooter targati a ruota alta. E' una torta da oltre 130.000 pezzi all'anno, più che altro venduti al centro-sud. E, come tutti i mezzi che non possono fallire la loro missione, sfoggia una linea dalle forme pulite e misurate, senza trovate bizzarre e senza neppure un pelo fuori posto. Le linee sono eleganti e slanciate, con tocchi sportivi che richiamano i modelli al top della produzione Yamaha, a partire dalla coppia di fari.

 

AVANTI TUTTA Lo scudo è proteso in avanti, ben raccordato al parafango anteriore da una parte e al parabrezza dall'altra. Alle spalle di quest'ultimo c'è un ponte di comando rifinito con notevole cura. La strumentazione è piuttosto classica: al centro svetta il tachimetro, affiancato dal termometro dell'acqua e dall'indicatore della benzina. A completare il quadro c'è poi un display a cristalli liquidi con il contachilometri, che offre molteplici informazioni supplementari, comprese l'ora e la temperatura esterna. Manca invece il pulsante di massa.

 

IL TUNNEL DEL DIVERTIMENTO Il tratto distintivo dell'X-City è il motivo a L che segna la vista laterale e attraversando il tunnel centrale. La presenza di quest'ultimo è dovuta alla decisione di sacrificare la pedana piatta pur di adottare un telaio di dimensioni adeguate e di sistemare il serbatoio (da 10,5 litri) tra i piedi del pilota. Ciò dà una mano ad abbassare e a centrare a dovere il baricentro, cose che valgono come una polizza di assicurazione sul divertimento nella guida.

 

PICCOLO SHERPA I trasporti eccezionali non sono comunque preclusi, perchéil tunnel non è troppo voluminoso e ha la parte superiore piatta. Dietro lo scudo ci sono il tipico gancio cui assicurare i manici di una borsa e un cassettino con due vani. Il sottosella è piuttosto ampio, considerando che l'X-City è uno scooter a ruote alte ed è pronto ad accogliere una borsa da computer o un casco jet con una calotta non troppo alta. Volendo andar sul sicuro, ce n'è uno studiato ad hoc nella lista accessori con marchio Bye che costa 105 euro che può essere dotato pure di kit Bluetooth.

 

SCARPE GROSSE Anche le sospensioni sono all'altezza della situazione. Laforcella è inclinata di 26° e fa segnare un'avancorsa di 96 mm, con una corsa utile di 100 mm tondi. In coda c'è invece una coppia diammortizzatori idraulici regolabili nel precarico molla su quattro posizioni, con escursione di 105 mm. Le ruote sono da 16" all'anteriore e da 15 al posteriore e calzano pneumatici Pirelli Sport Demon tra i più paffuti della categoria, rispettivamente 120/70 e 140/70 davanti e dietro. I freni sono a disco, quello anteriore è da 270 mm e quello posteriore è da 240 mm.

INIEZIONE DI POTENZA Il motore è gemello di quello adottato dall'X Max è alimentato a iniezione elettronica e rispetta i limiti della normativa Euro 3. La potenza massima dichiarata è di 21,2 cval regime di 7.500 giri. La coppia si attesta invece a 21,5 Nm a 5.800 giri. Nessuna sorpresa c'è infine nel reparto trasmissione dove sono straconfermati la frizione centrifuga e il cambio automatico con variatore.

 

TRE COLORI L'X-City arriva a giorni nelle concessionarie in una gamma di tre colori (nero e grigio con sella nera, azzurro carta da zucchero con sella color cuoio). Il prezzo è di 4.395 euro, perfettamente allineato a quello del più diretto e recente rivale, ovvero l'Sh300i. Il menù degli accessori offre per il momento di quattro opzioni: un portapacchi in alluminio, il relativo bauletto dedicato, un parabrezza maggiorato con paramani e i deflettori laterali. Per il primo periodo di commercializzazione, fino a fine maggio, la Yamaha dà la possibilità di acquistare portapacchi, bauletto e parabrezza in blocco a 280 ero anziché a 415.

 

COME VA Che il nuovo Yamaha X-City 250 vesta bene anche a chi calza una taglia XL s'intuisce a prima vista e salendo a bordo se ne ha una conferma. La sella è sistemata a soli 790 mm da terra. La sua forma rastremata nella zona anteriore e la pedana sciancrata consentono di poggiare bene i piedi a terra anche a chi avrebbe il physique du rôle del fantino. Ilmanubrio è alla giusta distanza e lo stesso di può dire anche degli ampi poggiapiedi, che permettono all'occorrenza di cambiare posizione piuttosto liberamente. Lo scudo è ben lontano e non c'è il minimo rischio che ci siano contatti involontari con le ginocchia.

 

SERPENTINA Questa sistemazione mette il guidatore subito a suo agio e sin dai primi metri l'X-City ispira una confidenza totale. Basta muoversi appena e i 165 kg dichiarati non si sentono affatto. Il nuovo scooter Yamaha sembra facile da guidare come la proverbiale bicicletta. Chiunque può manovrare in spazi angusti, anche a passo d'uomo ed esibirsi in serpentine nel traffico da campione di slalom speciale.

 

COME GIOTTO L'equilibrio è eccellente in ogni condizione. Se da fermo ci si può divertire a star fermi ai semafori senza mettere giù i piedi neanche si fosse nella zona di una gara di trial, in movimento l'X-City disegna le curve con il compasso, a patto che l'asfalto non sia sconnesso. L'assetto ha una taratura piuttosto sportiva che causa qualche shakerata alle terga sulle buche secche ma che farà la gioia di chi pensa alla parola "traiettoria" anche per affrontare la curva dell'edicola dietro casa.

 

YamahGRATTA GRATTA... L'X-City va a meraviglia soprattutto nelle curve lente e in quelle a medio raggio, dove non è difficile esibirsi in pieghe al limite dello strisciamento del cavalletto a terra. Anche in situazioni critiche,c'è sempre margine per eventuali correzioni, che si tratti di chiudere una curva oppure di schivare un ostacolo. Anche sui curvoni autostradali questo Yamaha segue bene la linea impostata e nessuna oscillazione si fa mai preoccupante. Proprio sul veloce, tra l'altro, forcella e ammortizzatori si prendono una piccola rivincita, dimostrando di digerire gli avvallamenti meglio del pavé cittadino.

 

GLOBETROTTER Il motore ha come maggior pregio la regolarità di erogazione. Attacca a spingere con dolcezza e il suo tiro si fa man mano più consistente assicurando una buona elasticità in ripresa. Scattare dalle velocità intermedie per compiere un sorpasso è questione di un attimo. Sempre esente da vibrazioni, accetta di buon grado anche che gli si tiri il collo in viaggi a medio-lungo raggio. Strizzando la manetta del gas come un cencio bagnato si possono vedere anche i 140 abbondanti indicati ma la velocità di crociera ideale è attorno ai 120 km/h. A questa andatura si può procedere a lungo, visto che il comfort di marcia è molto buono.

 

BENE IN DUE La sella, più imbottita rispetto a quella dell'XC300, non causa alcun indolenzimento e la protezione aerodinamica offerta dal parabrezza è valida. Anche il passeggero non ha di che lamentarsi. La sua porzione di sella è ampia e soffice, le pedane sono in posizione ideale e non mancano neppure pratiche maniglie cui aggrapparsi quando il pilota dissotterra l'ascia di guerra e viaggia a passo di carica.

 

FACCIA A FACCIA Alla fine, giusto per concludere, viene spontaneo fare unparagone tra l'X-City e l'SH300i, che dovrebbe essere tra i suoi più acerrimi rivali e che costa solo poche decine di euro in meno. Rispetto all'Honda, questo Yamaha si distingue subito per le dimensioni più generose. Con il taglio della sua carrozzeria, veste meno attillato il pilota: giusto per fare un esempio l'interasse dell'X City è di 1.460 mm, contro i 1.420 dell'SH. Alla voce praticità lo scontro si chiude in pareggio: l' X-City segna un punto a suo favore, grazie al vano sottosella più ampio e al parabrezza di serie mentre l'Honda replica con la pedana piatta. L'SH capitalizza invece su strada il vantaggio di cilindrata. Grazie a una potenza massima superiore di 6 cv (27,2 contro 21,2) distanzia il rivale Yamaha sia nello spunto sia in velocità.


TAGS: prova yamaha x-city 250 speciale scooter 2007

Modello / Versione MY Potenza Prezzo
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