Prova su strada
Yamaha TZR 50

Yamaha TZR 50

Il primo passo per diventare motociclisti veri è quello di possedere una moto vera. E la Yamaha TZR 50 lo è. Motore pepato, ciclistica rapida e solida, perfetta per divertirsi ad imparare i rudimenti della guida sportiva. Ha una gemella MBK che si chiama X-Power.
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Autore:
Alfredo Verdicchio

COME E’ La Casa dei tre diapason rispolvera dopo anni la sportiva sigla TZR, un tempo portata con orgoglio sulle fedeli riproduzioni in piccola cilindrata a due tempi delle sportivissime FZR 600 e 1000 Ex-Up. Erano le sportive più vicine ai giovani, sia per cilindrata sia per prezzi più abbordabili delle sorelle maggiori.

SI INIZIA DAL BASSO Oggi come allora, la nuova generazione di TZR punta a fare breccia nei cuori dei giovanissimi, ripartendo da zero, anzi da 50. Infatti, la piccola sportiva monta un motore Minarelli da 50 cc a "due tempi" come allora, ma tecnologicamente al passo coi tempi (il raffreddamento è a liquido), tanto da superare fin da subito i rigidi criteri antinquinamento stabiliti dalla normativa Euro 2, grazie anche all’utilizzo del catalizzatore allo scarico.

R DESIGN Le linee, ovviamente, si rifanno alle ultime sportive della casa giapponese, le sportivissime R6 e R1. Come loro, la nuova TZR 50 sfoggia aggressività da tutte le plastiche. Colorazioni e grafiche esaltano l’animo racing della TZR 50, proprio come il bel frontale acuminato, enfatizzato dalla "V" nera in centro che ingloba il cupolino ben sagomato (proprio come le prime versioni della R6).
Aggressivi i due occhioni a mandorla, che incorporano gli indicatori di direzione per non "sporcare" l’estetica della moto, cosa che invece fanno gli specchietti non proprio belli.

DELTABOX La ciclistica si ispira alle sorelle maggiori. Il telaio a doppio trave diagonale che spunta da dietro la carena ricorda tanto nel disegno il famoso ed efficace Deltabox.
La forcella è un’unità teleidraulica, così come il monoammortizzatore posteriore che lavora insieme al forcellone oscillante.
I freni su entrambi gli assi sono a disco, con dimensioni generose per quello anteriore da 280 mm di diametro, morso da una pinza a doppio pistoncino.
Le ruote in lega d’alluminio hanno un design aggressivo e moderno con le cinque razze sdoppiate, e calzano pneumatici Pirelli Demon da 100/80-17 52H all’anteriore e 130/70-17 62H al posteriore.

MOLTO RACING Sportivissima la strumentazione, che riprende la disposizione degli elementi direttamente dalle sorelle maggiori. In centro spicca il contagiri a sfondo bianco, con la zona rossa evidenziata a 10.000 giri, mentre alla sua destra c’è il display LCD riportante velocità e contakm. Manca solo il led del limitatore. Le TZR arriveranno entro settembre prossimo ad un prezzo indicativo di 2.900/2.950 Euro.

COME VA Una vera sportiva, con semimanubri e pedane ribassate. Una posizione in sella caricata sui polsi, ma non estrema, grazie ai manubri piuttosto aperti e poggiati sopra la piastra di sterzo. Una soluzione che accontenta un po’ tutti e, più importante, che non stanca durante la guida in città, ma che asseconda bene la guida più sportiva.

GRANDE ABITABILITA' La sella è piuttosto imbottita ed offre una buona abitabilità sia a chi guida, sia al possibile passeggero, che dispone di una comoda maniglia cui aggrapparsi e pedane ben disposte (peccato che in Italia ancora non si possa circolare in due su di un cinquanta). Anche il serbatoio è ben studiato, visto che le gambe s'inserivano perfettamente negli svasi laterali.

50 PEPATO Dato che la TZR è una sportiva vera, la prova non poteva che tenersi su di un kartodromo, dove poter mettere alla frusta motore e ciclistica. Il piccolo Minarelli ha subito dimostrato di sapere il fatto suo. Vuoto ai bassi regimi (come tutti i due tempi), dopo i 6-7000 giri da sfogo a tutta la sua indole sportiva, spingendo la TZR 50 fino agli 80 Km/h indicati.

CAMBIO IMPRECISO Naturalmente per sfruttarne appieno le potenzialità bisogna tenerlo sempre bello "sveglio" e per far ciò bisogna giocherellare spesso con la frizione (buona nell’attacco e resistente agli sforzi), così da non trovarsi in uscita delle curve senza motore. Non perfetto il cambio, che in pista ha evidenziato una certa lentezza nei cambi rapporto più veloci, dati anche dalla corsa lunga del cambio. Così è capitato a volte di "grattare" tra una cambiata e l’altra, proprio nei momenti più topici.

CICLISTICA SPORT Maneggevolezza ed agilità sono doti che abbondano sulla Yamaha TZR 50. 124 Kg di peso a secco ed una ciclistica praticamente perfetta, la rendono ideale sia nell’uso urbano, sia sulle statali ricche di curve, dove si può apprezzare la buona ciclistica di cui gode.
Stabile nei tratti veloci, la TZR sfoggia buona solidità anche nei tratti più guidati, dove si apprezza una ciclistica equilibrata e sincera.

AVANTRENO RAPIDO la sincerità è anche la dote dell'avantreno della piccola Yamaha, con cui si instaura subito il feeling giusto per la guida "al limite". Da fermi la forcella si mostra un po’ morbida nella taratura, ma in azione si dimostra perfetta per quello che deve fare, smorzare l’affondo dell’avantreno nelle staccate ed evitare il ritorno brusco dello stesso quando si molla il freno.
Come le sorelle della serie "R", la TZR è rapida nei cambi di direzione, mentre buona è la precisione nello scendere in piega e puntare dritto verso l’interno curva. I pneumatici, inoltre, offrono un ottimo grip ed un sicuro appoggio anche nelle pieghe più azzardate.

FORTI E MODULABILI I freni, poi, offrono quella forza di cui si ha bisogno quando si monta su di una moto sportiva, anche se questa è un semplice cinquanta di cilindrata. La pinza a doppio pistoncino, unia al disco davanti di grandi dimensioni, da sicurezza proprio per la frenata forte e decisa, cui si aggiunge la buona modulabilità del comando, elemento non di secondaria importanza nella guida al limite e nel traffico, dove è sempre meglio poter contare su di una frenata modulabile in caso di imprevisto.


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