Zitta zitta, la R6 ha perso per strada 1500 giri...e pare che nessuno se ne sia accorto. Ma cosa è successo? Niente di particolare, solo che il contagiri della prima versione si è dimostrato un po' troppo ottimista i 18.000 giri della zona rossa non erano reali per cui è stato semplicemente riscalato il contagiri che ha visto sparire il 20.000 di fondo scala (che invece troviamo sulla Ninja) e ha spostato la zona rossa ad un più prosaico 16.500 giri.

TUTTO IN ALTO Detto questo il motore Yamaha era e resta quello più propenso a girare alto, la R6 ha la potenza massima al regime maggiore di tutte e resta una moto emozionalmente coinvolgente come nessun'altra. Altissima di sella e con una posizione di guida che più racing non si può, ha un rumore da moto da corsa (perfino un po' fastidioso quando si viaggia in autostrada), e una ciclistica estremamente rigida e precisa (l'unica con la doppia regolazione per alte e basse velocità per ammortizzatore e forcella) che su strada la penalizza un po' e in pista vuole braccia esperte.


EMOZIONE 10 E LODE
Il fatto di essere emozionalmente così coinvolgente (dall'estetica al rumore) l'ha resa la più amata dagli italiani, da un anno e mezzo a questa parte la R6 è, infatti, la supersportiva più venduta in assoluto.Cavalli ne ha tanti, ma sono quasi tutti in alto, oltretutto (come si può notare dal grafico) la Yamaha ha una curva di coppia un po' tormentata. Tradotto in soldoni, nonostante la rapportatura sia piuttosto corta, su strada la guida è ben poco rilassante perché o si agisce continuamente sul cambio per tenere il motore allegro o si paga dazio con un'erogazione piuttosto svogliata.

PER PROFESSIONISTI In pista la musica è ben diversa, la ciclistica è rigida ma perfettamente bilanciata, sospensioni rigorosissime fanno lavorare molto le gomme, a Mores lo si avverte soprattutto nel curvone in discesa che immette sul rettilineo, non ci sono veri e propri punti di forza ma sono l'efficienza e l'equilibrio generale ad essere vincenti. La R6 vuole mani esperte per dare il meglio, ha una guida tecnica, impone la sua legge e va assecondata. Per cui ecco la ricetta: motore sempre la, in alto, frizione in mano per aiutare magari ad uscire da qualche curva lenta e guida decisa e vedrete che il cronometro sarà vostro amico.


PASSO OTTIMO
Non è un caso che è quella che è riuscita a mantenere il passo più vicino al tempo migliore, è precisa, non sbava mai una traiettoria, mantiene la linea perfettamente e mette il condizione il pilota di essere molto costante. E in uscita se si ha l'accortezza di non spalancare (perchè altrimenti il motore tende ad affogare un po') ma di accompagnare con il gas la salita di regime si riesce ad uscire bene anche dalle svolte più strette riuscendo ad ottenere prestazioni migliori. Alla fine, dai lenti tornanti di Mores è uscita meglio di quel che mi aspettassi.



LA PROVA AL BANCO