Prova su strada
Yamaha MT-09 Tracer

Yamaha MT-09 Tracer

È furba, economica nel prezzo, valida nella qualità di guida: è la Yamaha MT-09 Tracer, la nuova crossover media di Iwata che, sfruttando la base meccanica della MT-09, offre un pacchetto molto completo a un prezzo arrembante: solo 9.590 euro
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Autore:
Alessandro Codognesi

BIRRA MEDIA Strana, a volte, la vita: il segmento delle maxi enduro è andato via via sempre più in crescendo e con esso le potenze e i pesi delle protagoniste. E il risultato non poteva che essere uno: con prezzi ormai stellari e contenuti tecnologici più affini al mondo delle moto sportive che a quello delle turistiche, il cliente finale vuole proposte più plug and play. Moto come la nuova Yamaha MT-09 Tracer, per intenderci: crossover importanti, anche sportiveggianti, ma con potenze e pesi in gioco ragionevoli, per farci un po’ di tutto molto bene. E la Yamaha, per combattere la concorrenza, ha tante frecce al suo arco, riproponendo la formula, compianta da molti, peraltro, di quella che era la Yamaha TDM.

SUCCESSO MT È un po’ il segreto di Pulcinella che gli ultimi capitoli della saga MT di Yamaha siano stati un susseguirsi di successi: la MT-09 prima, la MT-07 poi, sono entrate a gamba tesa nei rispettivi segmenti proponendo una formula adrenalinica, divertente e tecnologica, ma al tempo stesso mostruosamente economica. In questo contesto si inserisce anche la nuova Yamaha MT-09 Tracer, secondo vero capitolo del motore CP3 a tre cilindri e che qui trova facilmente e felicemente spazio. Già, perché con 115 cavalli e solo 210 chili in ordine di marcia da muovere, la Tracer è la crossover media con il miglior rapporto peso/potenza. Ma andiamo con ordine.

3 PICCOLE PESTI Il motore, dicevamo. È proprio un bel gioiello: compatto e leggero ma con tanti attributi, il CP3 è un tre cilindri da 847 cc del tipo crossplane (albero a croce, per favorire la fluidità di erogazione) con un sacco di primizie tecnologiche, come le bielle ottenute per frattura, i pistoni forgiati, l’offset tra i cilindri e altro ancora. È capace di 115 cavalli a 10.000 giri e 87,5 Nm a 8.500 giri e, dopo averlo provato sulla MT-09, ne decantai le doti di coppia e di erogazione vigorosa ai bassi-medio regimi. Come sulla normale 09, anche la Tracer è dotata di tre mappature motore chiamate D-Mode (A, la più sportiva, Standard e B, la più soft, tutte riviste e specifiche per la Tracer) ma qui c’è anche il TCS (Traction Control System) disinseribile, per tenervi a bada quando la situazione è più spinosa.

OSSA GROSSE Anche nel reparto ciclistica la Yamaha MT-09 Tracer eredita tutto, o quasi, dalla sorella irriverente. Il telaio in alluminio pressofuso con quote indovinate (24° di inclinazione cannotto, 100 mm di avancorsa e 1.442 mm di interasse) è accoppiato al telaietto posteriore più lungo di 130 millimetri e più robusto. Anche la forcella è identica: upside-down con steli da 41 mm, è regolabile in estensione e precarico e ha una corsa di 137 mm ma l’idraulica è dedicata. Stesso identico discorso per il mono, che utilizza lo schema di link Monocross. Le ruote rimangono da 17” con pneumatici in misura prettamente stradale (120/70-17 davanti e 180/55-17 dietro). Con tutto quello che ha in più, però, la Tracer pesa solo 190 chili a secco, o 210 chili in ordine di marcia se preferite. Ma cosa cambia davvero in questo modello?

COSA CAMBIA Si è partiti dalla posizione di guida: sulla Tracer doveva essere più libera e più comoda che sulla 09 standard, senza farla somigliare a un divano. Ecco quindi la sella, separata e cresciuta in tutte le dimensioni e ora regolabile in altezza (860 – 845 mm, contro gli 815 della 09), che si aggancia al serbatoio realizzato ex novo e ora in grado di contenere 18 litri (che se moltiplicate per i 19 km/litro di consumo medio, fa quasi 340 km di autonomia). C’è anche il manubrio più alto e più largo (+45 mm), regolabile nella distanza dal busto e dotato di paramani, la strumentazione in due schermi LCD completa di qualunque informazione (volendo, indica anche la temperatura delle manopole riscaldabili), il cupolino regolabile senza l’ausilio di attrezzi in tre diverse posizioni, l’impianto fari (anteriore e posteriore) a Led, la presa a 12 V, il cavalletto centrale e i pneumatici Dunlop Sportmax D222. L’impianto freni è identico (doppio disco da 298 mm con pinza radiale), ma l’ABS è di serie.

HARD DISCOUNT Con tutto quello che offre la Tracer ci si aspetterebbe un prezzo salato. E invece no: la Yamaha MT-09 Tracer costa solo 9.590 euro con tutto quanto descritto sopra di serie e in tre colorazioni: Matt Grey, Lava Red e Race Blue. In più mi sento di segnalare, tra gli accessori mai-più-senza, le borse laterali morbide e le manopole riscaldabili, per non farsi mancare proprio nulla.

IN QUESTO SERVIZIO
Casco SHOEI NXR
Giubbotto IXON MECHANICS
Guanti IXON RS GLOBAL HP
Jeans IXON EVIL
Scarpe TCX X-RAP WP

BELLA CHE TAGLIA La Yamaha MT-09 Tracer non è di una di quelle moto che nascondo particolarmente bene le intenzioni bellicose. La parte del cupolino, in particolare, sembra affettata dallo chef Tony in persona, perché non c’è soluzione di continuità. La qualità percepita è notevole: gli accoppiamenti delle plastiche, la cura del dettaglio, la bella meccanica e la mancanza di parti delicate in vista, tutte cose che, in fin dei conti, sono quelle che rendono fiero il proprietario. Non mi convince solo il sistema di regolazione del cupolino: troppo macchinoso e non immediato da raggiungere a mano.

PRIMA CLASSE Paramani, cupolino, motore burroso e Traction Control: cose che si apprezzano quando il termometro segna -2°. E la Yamaha MT-09 Tracer le ha, con l’accortezza di farvi accomodare in tanto spazio. Perché la sella è ampia e il manubrio è largo e lontano il giusto dal busto, regalandomi una bellissima sensazione di controllo. Rispetto alla MT-09 standard si ha molto più la sensazione di essere dentro la moto piuttosto che sopra, fatto che da una parte smorza l’effetto motard, dall’altra regala a chi guida tanta confidenza in più. Che è quello che conta, dopotutto.

PIÙ MOTO, MENO GIOCO? È piacevole da subito, la Yamaha MT-09 Tracer. Lo è nel rispondere ai vostri input, rapida e intuitiva, lo è perché è leggera e agile. La posizione di guida è classica del mondo crossover, quindi con le gambe ben distese, le braccia idem, il busto semi-eretto. Un bell’andare, come si suol dire, e che non stanca praticamente mai. Le sospensioni hanno una taratura diversa dalla 09, vero, ma non hanno la corsa così lunga come si potrebbe pensare: l’impressione è più quella di avere a che fare con una naked particolarmente alta che con una crossover bassa. La dolcezza del tre cilindri poi è esemplare: con le nuove mappature è sparito il fantomatico effetto on-off che ha sempre afflitto la MT-09 standard, perché sulla Tracer anche in Mode A (la mappatura più aggressiva) la coppia è tanta ma non strappa. Cosa che nella vita di tutti i giorni, per esempio in centro città, è molto positiva.

UNA MOTO, UN VIAGGIO Si parte con una quarantina di chilometri autostradali che mettono in luce quanto la MT-09 Tracer sia a suo agio nelle lunghe tratte. È comoda e rilassante perché non vibra, si è ben inseriti nella moto avendo peraltro un sacco di libertà di movimento. Il cupolino protegge bene soprattutto nella posizione più rialzata, anche se le spalle rimangono sempre un po’ fuori dalla bolla di protezione. I paramani possono poco contro il freddo tagliente, in compenso ci sono le manopole riscaldabili, optional a mio parere irrinunciabile per chi fa tanti chilometri. Tenetele presente!

LET’S HAVIGN FUN L’autostrada finisce, è ora di inerpicarsi su una bella strada di montagna. Un po’ ostica per la verità, di quelle strette con curve cieche e asfalto imprevedibile. Ma con la MT-09 Tracer si è sempre in sicurezza: la posizione indovinata e il peso limitato regalano fiducia anche in situazioni non proprio ideali, aiutate peraltro da un Traction Control realmente efficace. L’intervento non è mai brusco o invasivo, ci si accorge della sua presenza solo per la spia che lampeggia e un vago rallentamento del motore.

COPPIA A TRE La primadonna però la fa il 3 cilindri della Tracer: forte e vigoroso, è un motore che non ama frullare agli alti regimi, ma è gustosissimo nella zona intermedia. Qui, tra i 4 e gli 8.000 giri, regala accelerazioni da sportiva ma con quell’erogazione dolce tipica dei tre cilindri. Eliminati i piccoli nei presenti sulla MT-09 a livello di risposta al gas, questo motore ha tanto da dire, e lo fa con una voce roca e piena, soprattutto se messo alla frusta. A oggi, di sicuro, è uno dei migliori motori stradali quanto a godibilità e range di giri utile.

GUSTOSA Al motore si accompagna una ciclistica ben bilanciata. Naturale e composta, la Tracer ha una guida tipicamente giapponese, quindi facile e intuitiva, a cui però aggiunge un pizzico di pepe. Già, perché quando la posta in gioco si alza, la Tracer si muove, certo, ma lo fa rimanendo prevedibile. Adora essere guidata con linee disegnate, frenando poco, ma l’anima da fun bike è ben presente e se vi gira potete guidarla in malo modo. Si frena forte e tardi, la si getta in curva e lei prende bene la corda, senza fiondarsi ma andandoci con naturalezza. Gustosa e ben piantata sono gli aggettivi che più le si addicono, anche più che alla 09 standard grazie alla posizione in sella ben inserita nella moto.

NO LIMITS Non ha molti punti deboli la nuova Tracer: curata, valida e completa, ha un carattere ben distinto, che in fondo deriva dalla sorella MT-09, a cui aggiunge però una versatilità da moto totale a cui è difficile dire di no. Se equipaggiata di un paio di borse e della manopole riscaldabili rischia di fare piazza pulita della concorrenza, anche perché, va ricordato, costa meno di 10 mila euro. Pronti con gli assegni?

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TAGS: Tutte le prove moto del 2014 Crossrunner vs MT-09 Tracer vs Tiger XRx

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