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Yamaha FJR 1300 2013, ora anche in video

Yamaha FJR 1300 2013,
ora anche in video

Con una nuova dotazione high tech la Yamaha FJR 1300 2013 è pronta a macinare chilometri e a regalare un gran gusto nella guida. Il motore è il classico pugno di ferro in guanto di velluto
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Autore:
Paolo Sardi

DA NON SOTTOVALUTARE In certe situazioni, si sa, le apparenze possono ingannare ed è bene chiarire subito che stavolta le cose vanno proprio così. A una prima occhiata distratta, infatti, la Yamaha FJR 1300 2013 potrebbe sembrare un semplice restyling della moto che circola sulle nostre strade da un decennio buono. Liquidare però in questo modo sbrigativo la nuova edizione sarebbe un errore madornale, perché le novità che porta in dote la tourer di Iwata sono davvero tante e molte di loro sono in grado di fare la differenza una volta su strada. GUARDA IL VIDEO.

A MUSO DURO L’estetica, come accennavo, evolve profondamente lo stile della vecchia FJR pur senza segnare una vera rivoluzione. I designer sono intervenuti soprattutto sul muso, reso più grintoso e moderno grazie prima di tutto a fari più grandi e allungati, oltre che dotati di luci di posizione a Led. Anche le pance della carena appaiono diverse rispetto al passato: sui fianchi della Yamaha FJR 1300 2013 si aprono grandi squarci studiati per far girare meglio l’aria attorno al motore e raffreddarne il bollenti spiriti.

TUTTO SOTTO CONTROLLO Gli studi aerodinamici si sono concentrati chiaramente anche attorno al pilota, ospitato su una sella regolabile su due livelli (805 o 825 mm da terra) e per il quale la Casa promette una maggior protezione in velocità. Ciò vale tanto per le gambe (ci sono pratici deflettori che si regolano senza attrezzi), quanto per il busto, complice un nuovo parabrezza regolabile elettricamente. Alle spalle di quest’ultimo si sviluppa un ponte di comando inedito, con il contagiri analogico sulla sinistra, il tachimetro digitale al centro, con l’indicatore della benzina a fare da contorno assieme ad diverse altre informazioni, e un terzo display multifunzione sulla destra. Roba insomma da fare invidia a una berlina.

CHIP AL POTERE Sulla Yamaha FJR 1300 2013 le primizie principali sono però ben nascoste alla vista. A livello meccanico, per esempio, si assiste a un affinamento generale, con riduzione degli attriti interni, e all’arrivo di un’elettronica di ultima generazione a governare il funzionamento, quasi sotto ogni punto di vista. Largo dunque per esempio al sistema Yamaha Chip Controlled Throttle ( o YCC-T per gli amici), che fa da interprete tra il polso del pilota e i corpi farfallati, e al controllo di trazione disinseribile TCS, che interviene in un baleno su fasatura accensione, iniezione (ora diretta) e i già citati corpi farfallati non appena la ruota posteriore inizia a perdere aderenza. Non meno importante è il debutto dello Yamaha D-Mode, dispositivo che consente di scegliere attraverso un pulsante sul blocchetto destro tra due diverse mappature, la più turistica T e la più sportiva S, ciascuna full power ma con una risposta diversa alle aperture del gas. Con chicche di questo tipo, passa quasi in secondo piano il fatto che i cilindri abbiano ora un nuovo riporto ceramico sul blocco di lega, senza quindi più una camicia, e che i catalizzatori passino da 4 a 2, cosa che fa guadagnare un po’ di peso e permette al motore di respirare meglio Al banco, il quattro cilindri  fa registrare un piccolo aumento della potenza e della potenza e della coppia: i nuovi picchi sono ora rispettivamente di 146 cv a 8.000 giri e di 138 Nm a 7000.

DOUBLE FACE Sul fronte trasmissione, con l’albero cardanico a fare da denominatore comune, la Yamaha FJR 1300 2013 propone come in passato due alternative: la versione A, con tradizionale cambio a cinque marce, e la versione AS, priva invece della classica leva della frizione, che per semplificare la vita di chi guida è gestita elettronicamente dal sistema YCC-S (le prime tre lettere sono le stesse di cui sopra e la S sta per Shift). Gli ingegneri hanno lavorato di fino per rendere le cambiate più dolci, che siano fatte con il pedale o con un nuovo comando sulla sinistra del manubrio. L’upgrade porta con sé anche lo Stop Mode, che, se lo si desidera, provvede da solo a scalare le marce fino alla prima quando ci si ferma.

COPPIA FISSA Il cambio semiautomatico viaggia a braccetto di un’altra novità high tech, ovvero le sospensioni a controllo elettronico, che non sono quindi a disposizione di chi vuol darsi al fai-da-te con la frizione. Queste sospensioni danno la possibilità di scegliere tra dodici diversi settaggi: quattro sono le funzioni da selezionare in base a chi e cosa c’è a bordo (pilota, pilota con bagagli, pilota con passeggero e pilota con passeggero e bagagli), ciascuna poi abbinabile a un’impostazione morbida, intermedia o più dura. La regolazione interviene sul precarico e sull’idraulica, tanto del mono quanto della forcella. Per la FJR A, comunque, i tecnici nipponici non sono stati a girarsi i pollici e hanno sviluppato un nuovo assetto, che a detta loro lavora in modo più progressivo. Anche qui ci sono ampie possibilità di regolazione, tanto a livello di precarico quanto di freno idraulico.

GIRAMONDO Chiaramente tutti gli interventi sono fatti per esaltare l’indole da globetrotter della Yamaha FJR 1300 2013, che conferma questa sua vocazione anche con una dotazione di serie completa. Oltre al parabrezza regolabile, standard sono infatti, tra le altre cose, le borse laterali (da 30 litri e capaci di accogliere un casco integrale) e il cruise control, che funziona nelle ultime tre marce e a velocità comprese tra i 50 e i 180 km/h. Non manca nemmeno l’Abs, che completa un impianto frenante formato all’anteriore da due dischi da 320 mm e al posteriore da un disco singolo da 282 mm. Tra gli optional spiccano invece il parabrezza rialzato, il bauletto in tinta da 50 litri, una borsa da serbatoio, il supporto per il navigatore satellitare e i silenziatori Akrapovic, che danno una colonna sonora adeguata nei viaggi. Se non si cade nella tentazione di personalizzare la moto, l'assegno da staccare per la Yamaha FJR 1300 2013 è di 17.690 euro, che salgono a 19.690 per la versione AS, che sarà però in consegna solo dal prossimo aprile.

IN QUESTO SERVIZIO
Casco X-Lite X 702
Giacca Alpinestars Lucerne Drystar
Pantaloni Alpinestars Bregenz Drystar
Guanti Alpinestars Arctic Drystar
Stivali TCX  X-Five Plus Gore Tex

CARTA CANTA I numeri parlano chiaro: con un peso in ordine di marcia di 289 kg la Yamaha FJR 1300 2013 non è certo un fuscello nelle manovre da fermo ma anche da questo punto di vista un piccolo progresso si può registrare: con un braccio di leva più favorevole, ora il cavalletto centrale richiede meno sforzo che in passato per issarvi la moto. Per il resto occorre solo un po’ di strategia, per evitare di trovarsi a dover spingere la moto su terreni sdrucciolevoli o in pendenza. GUARDA IL VIDEO.

ONE SIZE FITS ALL In ogni caso, la sella è un’altezza ragionevolissima da terra e consente alla maggior parte della gente di mettere i piedi saldamente a terra, nonostante sia piuttosto sviluppata anche in larghezza, come pure il serbatoio da 25 litri. La triangolazione con le pedane e il manubrio è tra l’altro praticamente perfetta e il fatto che anche il manubrio si possa regolare su tre posizioni è interessante giusto per i cestisti o i fantini. Il quadro sembra positivo anche per il passeggero, che può contare su poggiapiedi ben centrati e su una seduta ampia, leggermente rialzata rispetto a quella del pilota.  La FJR offre davvero una sistemazione da Grand Hotel e c’è poco da stupirsi che dopo svariate centinaia di chilometri di strade statali (molte) e autostrada (poca) si arrivi a destinazione senza alcun indolenzimento o segno di stanchezza.

VIA SENZA VENTO Da questo punto di vista un ruolo importante lo gioca anche la nuova carenatura, che tiene i flussi d’aria lontano dal pilota. Le gambe, in particolare, sono ben protette anche senza che sia necessario aprire i deflettori supplementari, mentre, per quanto riguarda il parabrezza, ciascuno può agire sul pratico comando elettrico per trovare la regolazione ideale. Io, per esempio, che sono alto un metro e ottanta abbondante, mi sono trovato bene rialzando il trasparente a circa metà della sua escursione (l'altezza può variare di 130 mm). Va comunque detto che anche mettendolo dritto sull’attenti, non arriva mai a dare fastidio nel campo visivo.

FRECCIA ROSSA Con un quadro del genere, la Yamaha FJR 1300 2013 trova chiaramente il suo habitat naturale nei tratti da-casello-a-casello e nel misto veloce. Pennellare e raccordare curvoni a velocità da ritiro immediato della patente, con un rigore direzionale degno del Freccia Rossa, sembra il suo pane quotidiano. Agli habitué delle autobahn tedesche farà piacere sapere che neppure quando si superano i 230 km/h l’avantreno arriva mai ad alleggerirsi, segno del fatto che l’aerodinamica è stata ottimizzata anche pensando alla presenza delle borse. Quello che però più impressiona in questi frangenti è la sicurezza che la FJR sa infondere, come se per lei tenere un simile passo fosse la cosa più normale del mondo. Non bisogna quindi mai dimenticarsi di tenere d’occhio il tachimetro quando si viaggia su strade poco battute: senza altri mezzi a fare da punti di riferimento, spesso ci si trova ad andature superiori al consentito e si rischia di ricevere un costosisimo servizio fotografico da qualche amministrazione locale.

L’INCANTESIMO La Yamaha FJR 1300 2013 non nasce però solo per spostarsi rapidamente da un posto a un altro ma anche per divertire il pilota durante il viaggio. Il suo segreto sta nel raro equilibrio tra ciclistica e meccanica, equilibrio che gli ingegneri non hanno voluto toccare, temendo di spezzare l’incantesimo e lasciando quindi sostanzialmente immutato il telaio nelle sue quote caratteristiche (interasse 1.545 mm, cannotto di sterzo 26° e avancorsa 109 mm).  Il risultato è che la maxitourer di Iwata si dimostra soprattutto dolce e graduale tra le curve; anche se non proprio fulminea negli inserimenti e quando c’è da cambiare direzione, disegna le traiettorie con precisione e rigore, lasciando comunque un certo margine per le eventuali correzioni quando si è battezzata male una svolta. E in questo è supportata alla grande dai nuovi penumatici Metzeler Roadtec Z8 Interact.

PULIZIA PRIMA DI TUTTO Il lavoro di leggero irrigidimento fatto sull’assetto dà i suoi frutti e permette di mascherare bene il peso quando si adotta una guida pulita. Se si affronta il misto con il coltello tra i denti, invece, la Yamaha FJR 1300 2013 perde un po’ della sua grazia e finisce per diventare impegnativa. Per una condotta arrembante il consiglio è comunque di spostare la leva di regolazione del mono da Soft a Hard e di chiudere il registro del freno idraulico in estensione della forcella di tre o quattro clic (entrambe le operazioni si fanno a mani nude). Neanche a dirlo, più le curve si fanno strette e più conviene sotterrare l’ascia di guerra, con la FJR che mostra di prediligere il supergigante allo slalom speciale. Tuttavia per lamentarsi della maneggevolezza ci vorrebbe una bella faccia tosta: per la sua impostazione generale, classica e allungata, questa Yamaha fa tutto il suo dovere, digerendo bene anche l’asfalto butterato.

FERRO & VELLUTO Dulcis in fundo, riflettori puntati sul motore, che giustamente reclama il ruolo di protagonista assoluto della scena su una maxi di questo tipo. Il quattro cilindri 1300 si mette sulla stessa lunghezza d’onda del telaio sin dai primi metri, bonaccione e con un’erogazione tanto lineare da sembrare meno possente di quanto poi in effetti non sia, in virtù anche del filtro elettronico posto tra manetta e alimenatzione. La spinta è piena e senza esitazioni, dai regimi più bassi fino alla zona rossa del contagiri, alla quale però non si sente il bisogno di arrivare praticamente mai, visto che cambiando prima ci si muove comunque spediti e con minor stress. La metafora del pugno di ferro in guanto di velluto calza insomma a pennello al motore, tanto che l’uso della mappatura T, quella con la risposta più graduale all’acceleratore, sembra utile più che altro per muoversi sui fondi a bassa aderenza, dato che anche la soluzione più sportiva, la S, non è mai brusca.

COMPLIMENTI PER LA TRASMISSIONE Nonostante la presenza di rapporti lunghetti (a 130 km/h si è appena sopra i 4.000 giri), l’elasticità è tale da permettere di inserire una marcia lunga e di scordarsi quasi del cambio nella maggior parte dei frangenti. Il che è doppiamente un bene, perché la leva del cambio ha un’escursione un po’ lunga e non offre innesti esemplari. Restando nel reparto trasmissione, decisamente meglio funzionano la frizione idraulica, morbida da azionare e dolce nello stacco, e la finale a cardano, con l’albero che lavora tanto bene da non fare rimpiangere mai una catena. E promossi sono anche i freni, molto pronti nell’intervento e potenti se sollecitati a dovere.Tirando le somme, pur senza essere frutto di un progetto freschissimo, la Yamaha FJR 1300 2013 si dimostra una Gran Turismo con i fiocchi, ben equipaggiata anche con gadget di ultima generazione e capace di macinare chilometri su chilometri con una disinvoltura davvero non comune. Sui percorsi a lei più congeniali mostra un bilanciamento complessivo eccellente e permette di muoversi a medie elevate con tanto gusto e un impegno psicofisico irrisorio


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Modello / Versione MY Potenza Prezzo
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Yamaha FJR1300AE my 2014
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