Autore:
Paolo Sardi


DUBBIO AMLETICO
Stavolta neanche la saggezza popolare viene in aiuto. Sarà più che vero "i primi soldi guadagnati sono quelli risparmiati" oppure che "chi più spende, meno spende"? Quelli della Sym di dubbi ne avrebbero pochi: per loro sarebbe senza dubbio buona la prima ipotesi. D'altro canto tutto il loro listino ha prezzi se non proprio da hard discount, quantomeno da saldi di fine stagione ed è proprio su questo che gli scooter taiwanesi giocano per fare concorrenza ai soliti noti italiani e giapponesi. Ma dopo aver ceduto al canto delle sirene, ci si può dire davvero soddisfatti? Per scoprirlo ci siamo messi nei panni dell'acquirente tipo, macinando chilometri su chilometri sul Joymax nei panni dei pendolari di lungo corso.

VEDOCHIARO Da fermo questo Sym ha tutte le carte in regola per non sfigurare. Le dimensioni sono generose e la componentistica ha l'aria di essere di buona qualità. Tra i fiori all'occhiello ci sono le belle pedane a scatto, che fuoriescono solo quando si preme un pulsantone, e la strumentazione, che non stonerebbe nemmeno su certe berline di classe media. Una vera rarità sono poi i fari fendinebbia, che non si limitano a fare scena e allargano il già potente fascio luminoso.


A NOVANTA GRADI
La posizione di guida è comoda, con le gambe e le braccia angolate in modo corretto e la sella alla giusta distanza da terra. Solo chi è più alto della media potrebbe avere qualche preoccupazione a causa della vicinanza tra il retro dello scudo e le ginocchia. Grandi pericoli, tuttavia, non ce n'è. La chiave, che si trova in rotta di collisione con la rotula, è di tipo collassabile, con la testa che si piega ad angolo retto rispetto al gambo.

NODI AL PETTINE Dal blocchetto si comanda l'apertura del bocchettone della benzina, con un tappo a fungo che spunta fuori dal tunnel, tanto curioso quanto macchinoso da utilizzare, visto che la sua forma non va molto d'accordo con quella delle pompe di benzina. La serratura lungo la fiancata sinistra permette invece di accedere al vano sottosella, che ha un notevole volume utile anche se, alla prova dei fatti, è meno sfruttabile di quel che promette a prima vista.


SCHERZI DA PRETE
Nella parte anteriore, infatti, il pistoncino idraulico, che sorregge la sella una volta alzata, ruba quei centimetri che impediscono di stivare un casco. Nella zona posteriore, invece, due viti metalliche sistemate nella parte inferiore della sella da un ingegnere in vena di scherzi rischiano di "timbrare" la calotta. Meglio dunque procedere con cautela. Allo stesso ingegnere va probabilmente la paternità anche del bizzarro portalattine nel tunnel centrale, mentre manca un portapacchi che avrebbe consentito di dedicarsi ai trasporti eccezionali anche in coppia. Il Joymax si fa comunque perdonare un po' con due vani con coperchio e con un cassetto con serratura e presa 12V nel retro dello scudo.

CUORE D'ORO Quando ci mette in movimento per questo Sym ci sono invece solo annotazioni positive. Il motore è un monocilindrico a quattro valvole con raffreddamento ad acqua che si avvia lesto, ha una voce urbana e vibra pochissimo, anzi niente. Il comando del gas è un po' duretto ma ripaga dando il la a scatti e riprese vivaci. Oltre al tiro ai medi, anche le doti di allungo sono soddisfacenti e permettono di tenere a lungo velocità di crociera prossime a quella massima.


GIRAMONDO
A legittimare il Joymax nel ruolo di globetrotter è anche un comfort di marcia inappuntabile. Lo scudo protegge bene dal freddo e dalle intemperie mentre il resto lo fanno le sospensioni. La loro taratura mette le vertebre al sicuro anche sullo sconnesso senza però risultare flaccida quando si dissotterra l'ascia di guerra e si guida in modo un po' più spedito. Ben appoggiato sulle due ruote da 13" con pneumatici 110/90 e 130/70, questo Sym pennella le curve con precisione senza far rimpiangere nel misto la concorrenza più blasonata. Lo scooter taiwanese esce a testa alta anche dal caos del traffico cittadino. Certo, gli ingombri della carrozzeria non consentono di sgusciare tra le file di auto agili come furetti ma l'equilibrio è notevole anche a bassa andatura.

FUTURO INCERTO Anche i freni, infine, si comportano bene, potenti e dosabili a dovere pure in condizioni di scarsa aderenza. Nel complesso, dunque, il Joymax non delude affatto dal punto di vista del funzionamento, anzi si dmostra . Qualche perplessità potrebbe venire al limite dalla maggiore svalutazione che questo modello dovrebbe avere rispetto a quelli dei marchi più blasonati. Mavisto il risparmio iniziale (è in listino a 3685 €), il gioco potrebbe lo stesso valere la candela.