Autore:
Riccardo Capacchione

SFIDE "Facciamo a chi arriva prima al cancello?" "A chi salta più in lungo?". E poi, crescendo e se siete motociclisti, “facciamo a chi ci mette meno a compiere un giro di pista?”. In sostanza le sfide, per gioco o serie, della vita hanno come obiettivo la miglior prestazione. La garetta proposta da Suzuki è invece di quelle “a chi fa meno” e, per la precisione, “a chi consuma meno”. Teatro della sfida Robassomero e dintorni, la cittadina del Torinese dove ha sede Suzuki Italia. Non sono però dentro ad un ufficio, ma in uno splendido Golf Club il Royal Park I Roveri, dove è stata allestita l’area di Partenza e Arrivo. I protagonisti della sfida al minimo consumo sono quattro: il “piccolo” scooter Address 110, il Burgman 200, la stradale Inazuma 250 e la crossover V-Strom 1000 ABS.

REGOLE FACILI Le regole sono semplici: ogni partecipante dovrà guidare “a staffetta” ogni moto o scooter. L’ordine con cui i partecipanti saliranno sulle diverse selle è deciso per estrazione. A sovrintendere il tutto i tecnici della Dekra, società internazionale certificatrice, che hanno messo dei sigilli ai tappi dei serbatoio e che verificheranno i consumi di ogni partecipante. Ogni tragitto dovrà essere percorso in un tempo stabilito, con una tolleranza di 5 minuti in più o in meno rispetto al tempo limite. Ogni superamento di questo intervallo comporta una penalità di 100 ml di benzina in più, rispetto al consumo del mezzo. Tutto chiaro? Verifico la lunghezza e il tipo di percorso: ho tutta l’intenzione di portare in redazione lo scooter Address 110 messo in palio da Suzuki Italia e poi, quando si parla di “gara”, prendo tutto terribilmente sul serio…

PERCORSI PER TUTTI I GUSTI Gli itinerari sono diversificati, a seconda della tipologia di veicolo a due ruote: attraversamento di paesini e centri storici, più un tratto in superstrada per l’Address, percorso collinare e autostradale per Burgman 200 e Inazuma 250 e infine il “circuito” più lungo (120 km, gli altri sono di circa 80 km), riservato alla V-Strom, che si inerpica sul versante di una vicina montagna. Partenza e arrivo, come detto, sono fissati al Golf Club.

PARTO CON L'ADDRESS A me tocca l’Address 110 come primo scooter: mentalizzo il percorso ma di questo mi dovrò preoccupare poco, dato che ogni mezzo è dotato di un raffinato navigatore Tom Tom. Parto… piano, come prima azione anti-consumo devo evitare le brusche accelerazioni. Attenzione, però, non basta consumare poco e concludere l’itinerario prefissato, perché, e qui sta il difficile, bisogna farlo in un tempo stabilito. Mentre percorro a bassa velocità le strade interne del parco in cui il Golf Club ha sede, faccio un paio di conti e capisco subito che c’è poco da andar piano: la velocità media deve essere piuttosto elevata, circa 45 km/h. Non ridete, anche io sono partito baldanzoso ma mi sono dovuto ricredere. Dopo un tratto di statale, infatti, sono ingoiato dalle stradine in pavé di un paesino: qui si viaggia tra le macchine a 20 km/h, mi toccherà correre un po’ appena possibile… Dopo minuti interminabili, esco dalla serie di paesini – il primo che ho incontrato non era il solo – e distendo il motore dell’Address sulle strade aperte della campagna piatta, fino a raggiungere, dopo una serie di semafori rossi, il punto di arrivo.

OTTIMIZZA IL RENDIMENTO Salto sull’Inazuma e riparto. Un'annotazione di tecnica di guida “Eco”: il motore a 4 tempi degli scooter in gara sono dotati di cambio a variazione continua CVT. In breve, accelerando, una frizione centrifuga “ingaggia” il motore con la trasmissione e questa, dotata di una puleggia mobile, varia il rapporto in base alla velocità. Quindi, per ottimizzare il rendimento, è necessario sia evitare che la frizione slitti (gravissimo!), sia azzeccare il regime migliore di rotazione del motore. L’aerodinamica ha il suo peso, soprattutto quando si tratta di ml di carburante in più o meno, e una postura in sella “racing” è da adottare. Sinceramente, gli sguardi delle persone lungo la strada mentre passavo sdraiato come su una MotoGP al Mugello, ma in sella all’Address 110, mi hanno fatto sentire un po’… strano.

INAZUMA Ma qui a Robassomero nessuno mi conosce e se anche fosse, sono in gara! Ora sono in sella alla Inazuma, ed è il turno di guida più importante in funzione del risultato finale: il percorso riservato alla stradale Suzuki è infatti identico a quello che affronterò con il Burgman 200, e la conoscenza del tracciato, si sa, nelle competizioni è fondamentale… Sdraiato sul serbatoio dell’Inazuma (sì, i passanti continuano a guardarmi strano…) salgo e scendo sui vicini colli: la velocità migliore per le auto in questo tipo di gare è di circa 70-80 km/h, il miglior compromesso tra efficienza aerodinamica, termodinamica del motore e tempo di viaggio. Cerco di ricordare tutte le osservazioni dei colleghi “a quattro ruote” scritte nei test di consumo che ho letto, e provo a metterle in pratica. Mantengo il regime di giri che ad “orecchio” e in base ai dati tecnici, si avvicina di più al regime di coppia massima, che è quello in cui il motore realizza il maggior rendimento. La schiena mi fa un po’ male quando restituisco l’Inazuma al termine del turno di guida e salto sulla V-Strom 1000 ABS.

V-STROM 1000 Il percorso è il più lungo in programma e prevede molte salite, oltre a tratti autostradali piuttosto lunghi. Anche con la crossover la tecnica di guida è la stessa che ho adottato sull’Inazuma. Velocità di circa 70-80 km/h, posizione aerodinamica e motore che frulla senza sforzo: tengo la manopola del gas “puntata”, immettendo nel motore la minor quantità di benzina possibile senza perdere troppi giri e senza bruschi stop-and-go. Devo dire che con l’unica moto di grossa cilindrata mi sono goduto l’itinerario, che mi ha portato alla scoperta di stradine nascoste, percorse senza pensare all’eventualità di perdermi, grazie alla precisione e all’intuitività di visualizzazione del navigatore Tom Tom. Io sono un fan della vecchia mappa stradale, ma devo dire che un “attrezzo” di questo tipo facilita di molto l’esperienza di viaggio. Con ansia restituisco la V-Strom, ora tocca al Burgman e conosco già il percorso!

VADO COL BURGMAN Eh, ora staccherò una performance eccezionale! Beh, almeno me lo auguro. Ritrovo i riferimenti sul tragitto già affrontato con l’Inazuma, il punto cruciale è la discesa molto lunga che parte dalla vetta di uno scollinamento. Arrivo pianissimo, giusto con l’abbrivio necessario a superare il culmine della salita, e spengo il motore, lasciando acceso il quadro strumenti che registrerà i km percorsi. Sembro Nibali al Tour de France, beh, mi immagino così almeno, mentre sfrutto la scorrevolezza dello scooterone Suzuki, percorrendo traiettorie raccordate al centimetro lungo le curve. In autostrada il colpo di fortuna, sotto forma di un bilico francese. I camion di lunga tratta viaggiano con il cruise control inserito, e quindi sacrifico un po’ di “benza” per accodarmi. Una volta verificato che in effetti la velocità è costante al km/h, mi infilo nella scia aerodinamica nell’autista ignaro per una trentina di km. Già sento l’odore della corona di alloro attorno al collo, e preparo il sardonico sorriso con cui saluterò i colleghi dalla sella del “mio” Address!

MOMENTI DI (VANA) GLORIA La gara è finita. Passo un paio di giorni in attesa del comunicato che sancirà la mia vittoria, sproloquiando con i colleghi in redazione: teniamo l’Address per le commissioni? Lo diamo in beneficenza? Vedremo al momento della consegna, ragazzi.

MA COME? Il comunicato della Suzuki arriva e io sono arrivato… sesto! Come, sesto? Controllo di nuovo ma la classifica sul foglio che ho stampato, non cambia, sono proprio sesto… Beh, devo aver forse esagerato con la V-Strom… o con l’Address? Fatto sta che non ho vinto, ma i consumi registrati durante il test sono stati davvero sorprendenti. Il piccolo Address ha toccato la strabiliante soglia dei 79,8 km/l, l’Inazuma i 73,3 che diventano 42,4 per la V-Strom e ben 89,5 con il Burgman! D’accordo si tratta di consumi rilevati nel corso di un test specifico, ma evidenziano un’efficienza generale di tutte le moto e scooter Suzuki davvero rimarchevole. Se da una parte per i commuter con cambio automatico e per l’Inazuma si tratta di dati rilevanti in funzione del costo di esercizio, per la V-Strom 1000 (un 1000 cc da oltre 40 km/l!) indicano un’autonomia importante nei lunghi viaggi.

QUESTIONI SPINOSE Suzuki ha allestito un test interessante soprattutto per chi si accinge a scegliere la propria due ruote, ma anche per noi giornalisti si è trattata di un’esperienza utile per il nostro lavoro. A me resta però ancora un dubbio: come farò a dirlo in Redazione?

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