Autore:
Marco Rocca

TRENDSETTER Se è vero che l’Honda SH300 è il re incontrastato dei ruota alta, il Piaggio Mp3 è il leader indiscusso degli scooter a tre ruote. Senza se e senza ma, lo scooterone italiano ha inventato un nuovo segmento di mercato. Una sfida che sembrava essere molto più che ardita ma in cui Piaggio ha creduto fortemente, tanto da diventare una realtà così solida da ingolosire, visti i numeri di vendita, i produttori dagli occhi a mandorla che, pian pianino, stanno tentando l’attacco. L’architettura a tre ruote ha avuto successo perché porta a un livello superiore la sicurezza del “classico” scooter e, chi lo usa tutti i giorni, sa di che cosa parlo. C’è poco da fare, quando l’aderenza dell’asfalto diminuisce, perché è bagnato o si mettono le ruote su tombini o foglie umide, avere una ruota in più fa la differenza, in particolare se ci si trova piegati nel bel mezzo di una curva.

QUALITA’ MADE IN ITALY Il primo “walk around” attorno al Piaggio Mp3 300 Sport mi lascia un po’ interdetto. Non lo facevo così grande dal vivo, fin troppo forse e sulle prime qualche perplessità arriva anche per la sella non propriamente rasoterra. Come una “moto da turismo” però, il Piaggio è molto ben fatto. La prima cosa che salta agli occhi, infatti, è la qualità con cui sono assemblati tutti i componenti. Il quadro strumenti è il migliore del terzetto con il suo design spiccatamente automobilistico, così come i blocchetti dei comandi sulle manopole, davvero un esempio per gli altri. E poi le plastiche dello scudo, con la leva del freno a mano in alluminio, passando per la pedana centrale e le pedane estraibili per il passeggero fino alla sella a due piani che cela un vano da 50 litri. Tutto, insomma, lascia intuire di esser di fronte a uno scooter di fascia premium. Tanta qualità, però, ha il suo prezzo, visto che per avere in garage l’Mp3 300 Sport bisogna mettere in conto una spesa di 7.470 Euro.

MASSA CRITICA Sarà per il parabrezza protettivo, (il migliore dei tre vista la mia altezza), lo scudo imponente, che ripara bene da freddo e acqua e per la posizione in sella abbastanza naturale, ma anche il comfort è un gradino più in alto rispetto ai due concorrenti. In più, il motore vibra poco ed è abbastanza composto allo scarico. Non sono solo rose e fiori, però: qualche nota stonata c’è e viene dal peso. Semplicemente, la bilancia proprio non è la sua migliore amica. Con una massa superiore ai 200 chili, il Piaggio è il più tracagnotto del terzetto, l’SH al cospetto sembra una libellula e, volente o nolente, in mezzo al traffico qualcosa si paga.

PIATTO RICCO MI CI FICCO D’altro canto l’avantreno, manco a dirlo, è solido come una roccia e una volta impostata la traiettoria non lo si schioda più nemmeno a martellate. Si gode di tanta sicurezza, è vero, ma bisogna fare i conti anche con una certa inerzia. L’Mp3 va quindi guidato accompagnando i movimenti con il busto. Questo significa mantenere uno stile di guida più fisico, e di conseguenza un filo più stancante rispetto ai rivali, SH in primis. A suo favore, però, l’italiano mette sul piatto della bilancia oltre all’ABS che ormai è diventato di primo equipaggiamento per molti scooter di questa fascia, anche il controllo di trazione ASR, offerto di serie. Potrebbe sembrare fin troppo per uno scooterone ma è la naturale conseguenza per chi, come l’Mp3, ha sempre fatto della sicurezza la sua bandiera.

IL PRIMO DELLA LISTA Ma come si comporta il monocilindrico 300 da 23 cavalli? Beh, è onesto senza grandi spunti prestazionali. Il grosso limite, ancora una volta, è dato dal peso più che dai cavalli che ne mortificano un po’ lo spunto iniziale e la ripresa. Un altro appunto lo devo fare all’impianto frenante. L’ABS fa il suo dovere sia chiaro ma quando chiedi il massimo mordente strizzando ben benino la leva destra, non percepisci mai una risposta decisa e incisiva anche se poi all’atto pratico ci si ferma sempre in poco spazio. Insomma, tirando le somme l‘Mp3 300 Sport si riconferma leader incontrastato del segmento tre ruote. È vero, bisogna scendere a qualche compromesso sul fronte di guida rispetto ai classici “due ruote” ma sentirsi sicuri in ogni circostanza ripaga totalmente della scelta. Nel frattempo i competitor incalzano ma dalla sua l’italiano rappresenta, secondo me, ancora la scelta migliore

Foto di Andrea Schiavina

Cosa ho indossato

Casco CABERG RIVIERA V2+
Classico Demi Jet da città, il Caberg Riviera V2+ ha nel rapporto qualità/prezzo il suo punto forte. Nella colorazione Italia è simpatico e piacevole, e volendo è disponibile anche in colorazioni ben più sobrie.

Giubbotto DAINESE D-STORMER D-DRY
La Dainese D-Stormer D-Dry è una giacca da turismo quattro stagioni. Anti-vento, anti-pioggia e anti-freddo, è adatta soprattutto alle tratte medio-lunghe. E difficilmente avrete di che lamentarvi: la calzata è perfetta (è regular, non slim) e anche le zip delle varie tasche danno una bella idea di solido. Forse il colore nero del mio esemplare è un po’ banale, ma tranquilli: ci sono altre combinazioni cromatiche più interessanti, molto più “adventure”. Unico neo? Il prezzo salato.

Guanti IXON RS GLOBAL HP
Comodi e morbidi, i guanti Ixon RS Global HP sono perfetti per la mezza stagione, quella primaverile per intenderci. Calzano bene soprattutto a chi ha le mani piccole (per me, la L era vagamente corta) ma basta saper scegliere la taglia provandoli. Dulcis in fundo, sono fortissimi nel rapporto qualità prezzo.

Jeans OJ BLUSTER
I jeans OJ Bluster sono i classici jeans da moto, quindi dotati di protezioni certificate, ma che si mascherano bene da normali pantaloni una volta scesi dalla sella. Morbidi e confortevoli, hanno nel taglio slim il loro asso nella manica, cosa che spesso manca ai jeans tecnici. Anche in questo caso, il rapporto qualità/prezzo è un plus non indifferente.

Scarpa TCX X-STREET AIR
Spesso chi si muove in moto o scooter non utilizza scarpe o stivali tecnici perché, tra i tanti motivi, una volta non in sella sono troppo… Da moto. Ma non in questo caso: le TCX X-Street Air sono il giusto connubio tra capo tecnico e da tempo libero, essendo, peraltro, traforate. Morbide il giusto, dal taglio gustoso, faranno la differenza nella malaugurata circostanza di una caduta. 


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