Autore:
Paolo Sardi

BELLA MOSSA Poca spesa e massima resa. Con mirati e sapienti tocchi la Piaggio ha creato, qualche tempo addietro, il Beverly Cruiser 500, ottenendo un successo forse addirittura insperato. Quella che doveva essere semplicemente una versione ulteriore, di gusto vintage, ha finito con conquistare il cuore dei più. La prova è nelle classifiche di vendita, che vedono il Cruiser guardare spesso dall'alto in basso il Beverly vulgaris.

A ME GLI OCCHI Lasciando perdere le statistiche, per una verifica empirica è stato sufficiente girare un po' a bordo del Beverly 500  (a catalogo c'è anche il 250) per rendersi conto di quanto attiri l'attenzione. Che a guardare sia il benzinaio o il pedone che attraversa, è difficile che questo scooter passi inosservato. E non mancano neppure i curiosi più intraprendenti, pronti a chiedere lumi sul nuovo arrivato.

SCOLLO A V E dire che la Piaggio ha lavorato in punta di matita, senza stravolgere la sagoma del Beverly. Le novità più evidenti si notanonella parte anteriore. Lo scudo del Cruiser ha un profondo scollo a V mentre più sopra il faro si protende in avanti senza più l'unghia trasparente a fare da cupolino. Anche il manubrio rinuncia alla carenatura e si mostra nudo e cromatissimo. La cromatura fa da ritornello anche in coda, nel tubo che fa da portapacchi, e qua e là per la carrozzeria e per il ponte di comando.

CHE ORE SONO? Occorre però dire che non è tutto metallo quello che luccica. Molti componenti sono in plastica e se l'occhio ha senza dubbio la sua parte altrettanto non si può dire delle mani. E proposito di mani, il Cruiser si distingue anche per l'adozione di manopole paffute, che vengono impugnate meglio da un fabbro piuttosto che da una shampista. Al centro del manubrio spicca poi una strumentazione completamente analogica, dall'aria rétro, che i più fisionomisti riconosceranno di sicuro. E' infatti quella già vista sulla Guzzi California, rinfrescata per l'occasione nella grafica. A integrarla c'è un indicatore della benzina, mentre nell'uso quotidiano si fa sentire l'assenza di un orologio.

A TUTTA FORZA La vera novità che porta con sé il Cruiser è però il motore (per la tecnica vi rimandiamo al pezzo già pubblicato): la cilindrata dichiarata resta la stessa, ma quella reale passa dai 460 ai 492,7 cc. A spingere questo Beverly arriva il nuovo monocilidrico Master a doppia accensione già provato di recente anche sul Gilera Fuoco e sul Peugeot Satelis 500. La configurazione scelta dalla Piaggio porta la potenza massima a 39,5 cv a 7.250 giri e la coppia a 42,2 Nm a 5.000 giri. Sono valori di tutto rispetto, che in strada si traducono in risposte vivaci a ogni sgasata. Il tutto però con una morbidezza e una fluidità che non mettono in difficoltà anche che ha poca confidenza con scooter così prestanti.

FALSO MAGRO Qualche grattacapo per i neofiti potrebbe venire piuttosto dalla notevole sensazione di pesantezza che dà lo sterzo a bassa velocità. Basta però un breve periodo di adattamento per fare l'abitudine alla cosa, agire con un po' più di energia sul manubrio e superare ogni impaccio negli spazi stretti. Con il salire della velocità il Beverly si fa più bilanciato e offre una piacevole sensazione di consistenza nell'affrontare le curve, pur senza avere un'indole sportiva.

NOMEN OMEN D'altro canto il nome Cruiser la dice lunga su quanto questo Beverly sia nato per trotterellare spedito piuttosto che per lanciarsi a perdifiato al galoppo in corsia di sorpasso. Per un utilizzo ad ampio raggio a dare problemi non sono tanto le vibrazioni, davvero contenute, quanto piuttosto la mancanza di un riparo aerodinamico. Una volta superati i 120 km/h, alla lunga la pressione dell'aria si fa sentire. Per trasformarlo in un piccolo giramondo, il consiglio è dunque di montare il parabrezza presente nella lista degli optional. Da quest'ultima, chi si dedica ai trasporti eccezionali potrebbe pescare anche il bauletto, anche se il Cruiser ha un vano sottosella reso più pratico e capiente rispetto ai Beverly della prima ora.


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