Autore:
Paolo Sardi

SULLA CRESTA DELL'ONDA Il curriculum del Peugeot Tweet parla chiaro: con quasi 30.000 pezzi venduti sul mercato italiano dal lancio della prima generazione del 2010, questo scooter è un vero best-seller tra i ruota alta. E, ora che il mercato sembra finalmente viaggiare con il vento in poppa, quelli del Leone rendono più che mai allettante la loro offerta con due nuove versioni.

PER TUTTI I GUSTI La prima novità è il Peugeot Tweet Double Black, il cui nome dice già praticamente tutto. Questo allestimento sfoggia una livrea total black movimentata appena da decal grigie sullo scudo e sulle fiancate, con quindi anche cerchi, foderi della forcella, copertura marmitta, portapacchi e fregio anteriore neri. Si tratta di una proposta minimalista e grintosa, che strizza l'occhio ai giovani. La seconda novità è invece il Tweet Paris, che si riconosce invece a prima vista per l'esclusivo colore Light Blue e per la presenza della skyline di Parigi sulla parte bassa del parabrezza, offerto di serie. Della dotazione standard fanno parte anche un bauletto da 30 litri e una esclusiva borsa Peugeot in pelle e canvas by Jadise. Questo accessorio ha i manici fatti su misura per il gancio portaborse nel retro dello scudo e fa capire bene - se ci fosse stato ancora qualche dubbio - come il Tweet Paris sia dedicato al gentil sesso.

DENOMINATORE COMUNE Dettagli a parte, la sostanza del Peugeot Tweet non cambia. Double Black e Paris sono proposti con tre motori monocilindrici a quattro tempi raffreddati ad aria: 50, 125 e 151, tutte unità efficienti, semplici e affidabili. La praticità è la parola d'ordine per questo modello, che vanta la pedana piatta, un vano stottosella capace di accogliere un casco jet, un vano portaoggetti con serratura e la stampella laterale con interruttore di sicurezza, tutte cose da non dare per scontate sui prodotti entry level. Per tutte le varianti i cerchi sono da 16 pollici mentre il cinquantino è l'unico della famiglia ad avere al posteriore un solo ammortizzatore invece che due e un tamburo al posto del freno a disco, che fa invece da denominatore comune all'alteriore.

FACCIAMO I CONTI Quanto ai prezzi, il Tweet Double Black 50 ha un listino che parte da 1.750 euro, mentre il Paris 50 costa 1.920 euro. Per avere il motore 125 occorre aggiungere 300 euro, mentre per il 151 ne servono ulteriori 100. Tutte le versioni sono già disponibili nelle concessionarie, dove si trovano anche i Tweet base e RS che erano a catalogo già nel 2015 e che hanno un primo prezzo rispettivamente di 1.820 e 1.920 euro.

COME VA Il Peugeot Tweet offre una buona abitabilità anche a chi ha un'altezza superiore alla media, con una seduta posta a 80 cm da terra e uno scudo non troppo vicino alle ginocchia (per avere un'idea, io - che appaio nelle foto - sono alto 183 cm). La quota non deve spaventare i neofiti perché, pur non essendo tra le più basse del mercato, la sella ha una forma che permette comunque di poggiare abbastanza bene i piedi a tera. A rendere il quadro positivo ci sono anche le leve vicine alle manopole e, nel caso del Paris, un parabrezza protettivo e stabile, oltre che dall'ottica perfetta.

L'EQUILIBRISTA Una volta in marcia, lo scooter francese mette in mostra un eccellente bilanciamento e si dimostra molto docile ai comandi. Ciò permette ai meno esperti di sentirsi presto padroni della situazione e ai più smaliziati di giocare con la grande agilità del Tweet per destreggiarsi nel traffico. Fare inversione di marcia è insomma un gioco da ragazzi, così come cercare di fare manovra negli spazi stretti senza mettere giù i piedi come trialisti provetti. Con il salire della velocità si aprrezzano anche la buona capacità delle sospensioni di filtrare le buche e la sincerità dell'assetto nelle curve. Il Tweet percorre le svolte in scioltezza, anche se la ridotta sezione delle gomme privilegia la maneggevolezza rispetto alla possibiltà di fare pieghe con in stile Moto3.

CUORI GENEROSI Due parole vanno spese infine per i motori, che, pur non avendo una scheda tecnica capace di far venire la pelle d'oca, se la cavano alla grande su strada, grazie anche all'efficienza della trasmissione. Il 125 dimostra quindi più dei 10,2 cv dichiarati a 7.500 giri e degli 8,6 Nm a 7.000 giri, con una buon vivacità allo spunto e  una progressione regolare. Il 150, dal canto suo, mette sul piatto una potenza solo di poco superiore (11,3 cv) ma offre un tiro più robusto a regimi intermedi, con un picco di 10,8 Nm a 6.000 giri. Proprio quel che serve per muoversi con un po' più di agio con il passeggero e per sbrigare rapidamente le pratiche di sorpasso in Tangenziale.

IN QUESTO SERVIZIO
CASCO HEVIK HV27 BLACK STAR

Questo casco in fibra composita punta molto su una grafica semplice e riuscita e su un look vintage e alla moda, che trova la sua massima espressione quando si indossano anche gli occhialoni da aviatore(che fanno parte della dotazione di serie, mentre tra gli optional c'è la visiera a bolla). Pur costando solo 159 euro, l'HV27 dà l'impressione di essere un prodotto di qualità sin dal primo momento con il bordo della calotta rivestito accuratamente in gomma e l'imbottitura messa in risalto da un inserto con cuciture in contrasto. La calzata è perfetta e non restano spazi vuoti attorno alle orecchie, come acccade invece su certi prodotti rivali, con una pressione omogenea su tutto il capo. Ciò significa che la comodità non viene meno neppure quando si indossa il casco a lungo. L'interno in tessuto antiallergico e i guanciali possono essere rimossi. 

GIACCA HEVIK LONDRA
Questo giubbotto esce da coro con un look denim molto particolare: l’effetto stone washed, insieme a zip e bottoni, è intramontabile. La giacca Londra è estiva e ha vestibilità comoda, leggera (la fodera interna è a rete) e non limita i movimenti, nella guida così come quando si scende dalla sella: merito degli inserti in tessuto elasticizzato nella zona dei fianchi, delle ascelle e all'interno delle braccia. La Hevik Londra si porta con la stessa disinvoltura di un capo casual, senza però pagare dazio su altri fronti. Le tasche sono quattro: due piccole sul petto e due più ampie sui fianchi, per portafogli e smartphone. Se si parla di sicurezza, poi, all’altezza dei gomiti e delle spalle si trovano protezioni CE. Volendo, ci si rinforza pure sul retro: all’interno della fodera c’è una tasca per il paraschiena. In ossequio allo stile, il lavaggio del jeans è scuro, così come scuri sono gli inserti in poliestere, ma si resta visibili anche al buio, perché c'è un sottile inserto riflettente sulla schiena. Un difettuccio? Il collo protegge poco dal vento ma uno scaldacollo o un foulard sono un rimedio semplice ed efficace. Prezzo: 138 euro

JEANS HEVIK STONE
I pantaloni Stone sono perfetti per essere abbinati al giubbotto Londra. S'indossano come un pantalone da passeggio, vestono “morbidi”, aderenti il giusto, ma sotto sotto hanno una scorza dura. Dentro, una fodera rinforzata, imbottiture estraibili sui fianchi e protezioni alle ginocchia ( a loro volta estraibili) salvano il salvabile nella malaugurata ipotesi di un incontro ravvicinato con l’asfalto. Sono una scelta di compromesso? Rispetto a un capo tecnico forse sì ma intanto si possono indossare pure in ufficio, anche nel caso che il capo indica una riunione all'ultimo momento, facendo un figurone. Scusate se è poco. Prezzo: 141 euro

GUANTI HEVIK DAKOTA
Con un completo denim questi guanti Dakota cadono a fagiolo e l’effetto vissuto è il loro bello: appena tolti dalla confezione sembrano avere sulle spalle chilometri e chilometri. Gli inserti in denim elasticizzato vanno dal polso alle dita, passando per le nocche protette da appositi “gusci” in policarbonato. Tuttavia, dove serve, il denim lascia spazio alla pelle, che rende più pratica la calzata e la regolazione del polsino (con linguetta di chiusura a velcro) e fa respirare le mani (nelle zone in cui è traforata). Il palmo, infine, si difende dall’asfalto con un’apposita imbottitura di rinforzo. Prezzo: 54 euro

SCARPE TCX X-RAP GORE TEX
Queste scarpe sono da poco fuori listino ma le prendo sempre volentieri dalla scarpiera quando cerco un capo che non abbia un’aria troppo tecnica ma che assicuri una protezione con i fiocchi. La qualità della tomaia è un ottimo biglietto da visita ma la vera sorpresa viene dalla comodità della calzata: anche dovendo fare lunghi tratti a piedi, non c'è un punto che faccia male. Il marchio Gore Tex è poi una garanzia: il piede non suda tanto, si mantiene caldo anche durante le giornate fredde e per ritrovarsi con il piede bagnato si deve guidare sotto il diluvio universale. 


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