Autore:
Luca Cereda

PRIMI PASSI Non c'è due senza tre. Dopo Tweet e Vivacity, ecco il Kisbee, la terza carta del tris calato da Peugeot in questo 2010 foriero di novità. Se sarà stata una mano vincente, lo scopriremo a fine anno, dati di vendita alla mano. Intanto il Leone - che ha cambiato faccia e sfoggia per la prima volta la nuova icona proprio sullo scudo del neonato cinquantino - allarga la sua linea "economica" con un prodotto espressamente destinato ai neofiti. Al di là del fatto che si tratti di un 50 cc, il Kisbee è infatti lo scooter "per cominciare".

NUMERI GIUSTI Il che, sia beninteso, di per sé non sottintende nulla di negativo, anzi. Piuttosto è un'etichetta gli si appiccica addosso facendo la summa di una serie di caratteristiche che lo rendono appetibile a un pubblico molto giovane e abbastanza trasversale nel genere: dimensioni compatte (1763x667x1156), peso ridotto (85 kg), seduta a bassa quota (76 cm), sono garanzia di guida sciolta e parcheggio facile. E poi c'è il prezzo (1250 euro fc.), tirato al ribasso dall'agguerrita concorrenza asiatica, che per "motorizzare" un quattordicenne fresco di patentino non rappresenta certo un investimento eccessivo.

VESTE FRANCESE Il resto lo fa un look senza fronzoli ma affatto anonimo (ricorda un po' il vecchio Ovetto, per intenderci), che dal vivo si fa apprezzare molto più che in foto. Il Kisbee è prodotto in Cina, ma il design, come sempre, è "chez Paris". Quattro i colori disponibili: sgargianti (blu e arancio) o classici (nero e bianco), a seconda dei gusti. I segni particolari sono il solito faro a corna, il leoncino sullo scudo ridisegnato rispetto ai precedenti, alcuni plus come il cupolino fumé (più elegante) e le due piccole pedane poggiapiedi per il passeggero (poco comuni sui cinquantini). La carenatura ha forme tornite, pochi tagli, e un effetto levigato. Non c'è traccia di finiture particolarmente ricercate, ma la qualità delle plastiche (e quella costruttiva più in generale) è buona; solo la strumentazione, forse, avrebbe meritato una veste un po' più originale.

GAMBE ALL'ARIA Su tutti, due aspetti caratterizzano in positivo il Kisbee rispetto alla media dei pari-categoria: un retro scudo con pedana piatta che lascia ampio spazio per le gambe (per la gioia dei vatussi), e il generoso vano (dove può stare un casco integrale) sotto la sella bi-posto. La ciclistica è invece basica: all'anteriore lavora abbastanza bene un freno a disco da 175 mm, apprezzabile soprattutto per la modulabilità, mentre il tamburo posteriore non è esattamente un fulmine di guerra. Forcella (27mm) e monoammortizzatore idraulici, infine, sono in linea con la "classe economica" e la loro taratura morbida consente di non soffrire particolarmente i tratti di strada più brulli.

IN PALMO DI MANO Pochi chilometri e ti accorgi subito di avere in mano un mezzo estremamente maneggevole: rapido nei cambi di direzione, leggero da portare e parcheggiare, e stabile, con le ruote da 12" che danno tranquillità in fase di piega anche su fondo bagnato. Negli spazi stretti si può contare su un raggio di sterzo estremamente contenuto e su una silhouette smilza adatta a sgattaiolare tra le auto in fila indiana. L'ideale per un approccio "soft" alle due ruote, si diceva prima, e lo si diceva a buon diritto: il pregio principale del Kisbee sta proprio nel facilitare oltre le aspettative tutto ciò che concerne l'ABC dell'andare in scooter.   

ANDAMENTO LENTO Dolceamaro, invece, il giudizio sul motore. Sulla carta d'identità scrive consumi irrisori (200 km con un pieno, ovvero 6,5 litri di carburante), che se dovessero essere confermati in un long-test segnerebbero più di un punto a favore per il monocilindrico 4T del Leone. In compenso, nelle partenze da fermo lo stesso appare un pochino bolso, riscattandosi poi, in parte, quando arriva un po' di gas in fase di allungo (chiaramente per quel che è consentito dai limiti imposti dal codice). Un compromesso più che onesto per chi cerca uno scooter accessibile e comodo da usare in città.


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