Autore:
Alessandro Codognesi

PER TUTTI…DA OGGI Strane moto, le MV Agusta, penso mentre varco il cancello dell'azienda. Fino a pochi anni fa, poter entrare in quel piccolo club di passione italiana, richiedeva un conto corrente a più zeri e l’oggetto di cui si entrava in possesso era merce speciale. Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato nelle direttive dei boss MV, da cui è partito l'input secondo cui le MV Agusta non sarebbero più state le moto “per pochi”. E la MV Agusta Brutale 675 è l’ incarnazione di questo concetto: venduta a soli 8.990 euro, è la MV più economica a listino. Peraltro, è lo stesso, identico prezzo di una certa sua rivale inglese…

BELLA DA MORIRE E’ leggermente nuvoloso, qui al lago di Varese, e mentre fumo la prima sigaretta del mattino, l’omino dentro il capannone si sta occupando di me, andando a cercare la MV Agusta Brutale 675 prenotata a mio nome. Quando la vedo arrivare, l’impatto visivo fa un certo effetto, anche se l'ho già vista e rivista altre volte: i tre scarichi sembrano tagliati a laser, il codino è talmente affilato da poterci limare le unghie. Roba da colpo di fulmine, insomma. Peccato per qualche dettaglio in plastica, come il parafango anteriore, dall’aria molto economica. Ma d’altronde, costa quasi la metà della 1090 RR, da qualche parte bisognava pur risparmiare…

MENO BRUTALE In realtà, questa MV Agusta Brutale 675, è parecchio innovativa rispetto alla stirpe da cui deriva. In primis, come detto, costa “solo” 8.990 euro, inaudito per un MV Agusta. Ma non è tutto: il motore è il tre cilindri derivato dalla sportiva F3, rispetto alla quale ha perso solamente qualche cavallo (ora siamo a 110). Scorro la scheda tecnica e trovo quattro mappature selezionabili (dalla Rain alla Sport), controllo di trazione tarabile su otto livelli e albero motore controrotante. Il resto è abbastanza…Brutale: pinze radiali Brembo, peso a secco anoressico, solo 167 chili, e telaio misto traliccio – piastre in alluminio con accoppiata Marzocchi davanti – Sachs dietro (regolabile nel precarico). Ok, posso provarla ora?

PIACIONA Bando agli indugi, metto via il taccuino dei dati tecnici, getto il mozzicone di sigaretta, indosso casco, guanti e via. Più o meno…Prima di destare a dovere il tre cilindri, servono ben quattro tentativi premendo il tasto d’accensione. Le prime tre volte, la moto singhiozza ma nulla da fare, sputacchia come un fumatore incallito. Una volta accesa, però, il timore svanisce immediatamente, trasformato in eccitazione febbrile: il rumore che rimbomba nelle tre canne d’organo, lì accanto al polpaccio, ha del poetico, ed è tipicamente triple. Cominciamo bene…

STO BENE ASSIEME A TE Se devo dirla tutta, già dai primi metri ero quasi convinto che questa fosse la migliore Brutale di sempre. Si parte dalla posizione in sella, manubrio largo ma che carica meno il busto rispetto al passato, le pedane sono arretrate il giusto. Si è dentro la moto ma in posizione di dominio, per una guida all’attacco. Il tempo qui a Varese sta migliorando con il passare della mattinata, e mi pare di ricordare un paio di curve niente male…

CHE ESUBERANZA! Francamente, era da molto tempo che non provavo una naked così ben settata per la sparata sui tornanti. Si parte dal motore: meglio lasciar perdere la mappa Rain (la moto sembra vagamente scarburata), in Sport è davvero emozionante, viene fuori in un crescendo potente, cattivo, e sopra gli 8.000 giri scatena tutta la cavalleria, facendo pensare che il dato dichiarato di 110 cavalli sia adsdirittura un po’ pessimista. Entusiasmante, non c’è che dire, il tutto accompagnato dall’hard rock che suonano le tre canne lì sotto. Il miglior motore per una naked media da sparo? Forse…

E’ IL RESTO CHE CONTA Non che il resto sia da meno, anzi: la MV Agusta Brutale 675 si rivela leggerissima da sbatacchiare nei pif-paf e ha una ciclistica talmente a punto che è quasi impossibile non rimanerne a bocca aperta: il mono è molto sostenuto e reagisce bene anche se si esagera con il gas in uscita di curva, mentre la forcella là davanti scorre perfettamente, con la prima parte dell’escursione più sfrenata. Questo permette una guida molto efficacie, ma soprattutto facile e intuitiva, cosa che con gli altri modelli di Brutale non accade in egual misura. Con questa formula, in MV sembrano avere raggiunto la maturità dei giapponesi in termini di efficacia ed efficienza, ma insaporendo il piatto con ingredienti tipicamente italiani, che, alla fine dei conti, sono quelli che fanno la differenza. Unico appunto: non mi sarebbe dispiaciuto un ammortizzatore di sterzo tarato a dovere, per evitare le sbacchettate anche in terza.

TWO IS MEGL’ CHE ONE! Incredibile a dirsi, ma anche il passeggero ha vita piuttosto facile: a detta di svariate “zavorrine”, la triangolazione sella – pedane – altezza serbatoio, per una volta, non è particolarmente sacrificante. E ovviamente, a guadagnarci non è solo il trasportato ma anche il trasportante: in primis, perché potete muovervi meglio senza l’aggravio del passeggero francobollato alla schiena, in seconda battuta eviterete i classici lamenti della compagna (anche se potrà sempre aver da dire per la sella piuttosto dura)… Per una naked da sparo, non è assolutamente cosa da poco.

ANGELO CUSTODE Due parole le merita anche il controllo di trazione, che in particolare è un po’ invasivo. Quando c’è da tagliare potenza lo fa, ma il suo intervento è un po’ a gamba tesa, o tutto o niente. Oggi come oggi, esistono sistemi decisamente più evoluti, il cui intervento è più discreto e dolce. In questo, c’ è ancora un po’ di margine rispetto alla concorrenza.

ELETTRONICA? MMM... Bella, mi piace proprio questa MV Agusta Brutale 675. Ha tutte le carte in regola per stare nell’olimpo delle naked da sparo, potendo anche contare su un’estetica oggettivamente mozzafiato. Che cosa le manca? Quello che proverbialmente manca un po' a tutti gli italiani: la precisione fino in fondo. Nulla di grave ma cose come il contamarce che recita N quando sapete esattamente di essere in sesta, le viti del paracatena che si allentano senza motivo, il motore che si sveglia controvoglia dopo una notte passata in garage… Sono piccolezze, certo, ma fino a che punto si è disposti a chiudere un occhio?

 

IN QUESTO SERVIZIO

Casco X-Lite X-802
Giubbotto Alpinestars T-Fuel
Pantaloni Alpinestars Axiom Kevlar 
Scarpe Alpinestars Fastback Waterproof
Guanti Spidi

Foto: Andrea Cavanna


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