Prova su strada
Moto Guzzi V7 II ABS

Moto Guzzi V7 II ABS

Non è strapotente, non monta gomme oversize e nemmeeno sospensioni inteligenti. Però questa stradale con cambio a 6 marce, ABS e traction control potrebbe farvi riscoprire il piacere dei giretti domenicali. 
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Autore:
Riccardo Capacchione

STORIA MODERNA V7 è una sigla con una lunga storia in Moto Guzzi. Ma non voglio perdermi subito in ciance e parlarvi di storia, di “heritage”, ovvero del retaggio (ma detto all’americana fa molto più “cool”) del Marchio e nemmeno dei successi sportivi colti dalla Casa di Mandello in tempi più o meno antichi. Primo, perché faccio il tester-giornalista di moto e non sono un professionista del marketing; secondo, perché chi legge e magari pensa di acquistare una moto spende i soldi per circa 200 kg di metallo, plastica e circuiti elettronici qui e adesso; terzo, personalmente credo che una moto vada valutata per quel che è, non per quel che sono state le precedenti versioni o modelli, per quanto di successo siano stati.

BELLA MOTINA Nel caso della Moto Guzzi V7 II c’è un altro motivo: sarebbe un peccato perdersi in riferimenti più o meno aderenti alla realtà, quando ho sottomano una moto molto bella da guidare, piacevolissima da solo così come in coppia e, a differenza di molte concorrenti, decisamente poco impegnativa sotto ogni aspetto. Mi riferisco alle capacità ed esperienza di guida necessarie a portarla a spasso, alla manutenzione, ai costi assicurativi e fiscali. Dalle mie parti si direbbe che è “una bella motina” intendendo con questo quanto sopra detto, senza alcuna connotazione negativa, sia chiaro.

TUTTA NUOVA La Moto Guzzi V7 II ABS, presentata a Colonia l’anno scorso è stata attualizzata adottando l’ABS a due canali (ovvero con gestione separata di avantreno e retrotreno), il sistema di controllo della trazione selezionabile dal pilota su tre livelli, e il cambio a sei marce. Il propulsore è stato abbassato di 10 mm e ruotato in avanti di 4°, sia per abbassare il baricentro per migliorare la guidabilità della moto, sia per lasciare più spazio alle ginocchia dei piloti più alti, con benefici effetti anche nel caso non siate degli spilungoni. Il comfort a bordo è stato migliorato, abbassando le pedane di circa 25 mm e portando la sella a 790 mm da terra in luogo dei precedenti 805 mm. Queste modifiche offrono maggior sensazione di controllo della moto nelle manovre da fermo ma anche in movimento, dato che il riposizionamento del motore e la nuova triangolazione sella-manubrio-pedane caricano maggiormente l’avantreno, con l’obiettivo di rendere gli ingressi e le percorrenze di curva più precisi e sicuri. Ma vediamo ora come si articola la gamma, perché quella della V7 è una famiglia numerosa.

V7 II STONE Si tratta dell’allestimento a prima vista più essenziale ma anche ricercato dal punto di vista del design, che fa riferimento alle moto in voga negli Anni 70. Disponibile nelle livree rossa, grigio, gialla e nera su base cromatica nera, è riconoscibile immediatamente per i cerchi in lega, dal disegno che richiama componenti decisamente vintage.

V7 II SPECIAL La caratteristica più evidente dell’allestimento “Special” è sicuramente la grafica che ripropone direttamente antichi stilemi Guzzi con la livrea nera e fasce arancioni, o rivisitati negli abbinamenti rosso e azzurro con bande argento metallizzato. Le protezioni sugli steli forcella la distinguono dalle “sorelle” dotate dei classici soffietti parapolvere, ma modifiche meno appariscenti anche se più importanti, come le saldature del telaio e gli attacchi motore riposizionati, caratterizzano la guidabilità della Special.

V7 II RACER Componentistica raffinata, dettagli curati, telaio verniciato in colore rosso e ovviamente il grande serbatoio cromato contraddistinguono la versione più sportiva della V7 II. La Racer ha davvero poca necessità di ulteriori accessori perché già nella configurazione di serie sembra uscita dall’atelier di un preparatore di cafe racer, oggi così in voga nei centri città più chic.

SE TRE NON  BASTANO Se l'offerta dovesse sembrare ancora abbastanza ricca, non c’è problema: è infatti ormai operativo il programma Guzzi Garage, ovvero una gamma di accessori, raccolti in diversi “generi” che possono essere anche accoppiati tra loro a seconda dei gusti del cliente, oltre che acquistati in pacchetti. Proporre una special “factory”, ovvero realizzata dalla casa costruttrice della moto, ha sicuramente dei vantaggi: gli accessori sono studiati per non inficiare le prestazioni e la sicurezza, l’omologazione e la garanzia non decadono e il loro montaggio è semplice e alla portata di quasi tutta la clientela. Però proporre una “special di serie” suona un po’ come una contraddizione, dato che chi spende soldi e tempo per personalizzare la propria moto non vuole certo trovare al semaforo una moto identica alla propria… Per questo Guzzi ha creato dei “mondi” di accessori dai quali attingere, abbinando le parti a seconda dei propri gusti.

DARK RIDER (nelle gallery, livrea nera) Gli accessori riuniti sotto questa denominazione sono pensati per uno stile che privilegi l’anima oscura della moto, in modo da far emergere l’eterno fascino da “bel tenebroso” che molti attribuiscono ancora ai motociclisti.

DAPPER (nella gallery, con serbatoio cromato) La traduzione potrebbe essere “scattante, vivace” ma anche “elegante”. Nel caso degli accessori per la V7 II si tratta della collezione sportiva e dinamica. Componenti molto belle e stilose fanno parte del mondo Dapper e possono essere utilizzate in abbinamento a quasi tutti gli altri stili proposti da Guzzi per la V7 II.

SCRAMBLER (nella gallery, con serbatoio azzurro) Sono le moto adatte all’uso offroad non specialistico, tipicamente caratterizzate dalla gommatura tassellata, anche se spesso fuori contesto, come per le special utilizzate praticamente solo su strada o, al massimo, tra le buche del centro città. Incantevole lo scarico “alto” che sta benissimo su qualsiasi altra realizzazione.

LEGEND (nella gallery, in verde militare) Questa serie di accessori si ispira alla Guzzi Alce degli Anni 40. Se non conoscete quell’antico modello, utilizzato in moltissimi esemplari dall’Esercito italiano, non importa: basta dare un’occhiata allo scarico alto, due-in-uno, satinato nero, ai cerchi a raggi con pneumatici tassellati e agli altri dettali per essere conquistati dal fascino di questo allestimento della V7 II.

Ogni particolare è acquistabile separatamente, ma comprando un intero “pacchetto” il costo totale risulta inferiore. Nella gallery, la V7 II in livrea gialla è un esempio di customizzazione effettuata attingendo ad alcuni particolari dei differenti “stili” proposti dal Guzzi Garage.

IN QUESTO SERVIZIO

Casco Caberg Freeride Commander: Leggero, confortevole, è un casco che schiaccia l’occhio alla moda grazie a grafiche accattivanti come la Commander che abbiamo utilizzato. La finitura in ecopelle della parte visibile degli interni sottolinea il look old style di questo casco che richiede l’utilizzo di occhiali motociclistici, non essendo dotato di visierina a scomparsa. Le grafiche mimetiche sono protette da uno strato di trasparente, mentre la chiusura micrometrica del cinturino assicura sempre il corretto posizionamento del casco.

Giacca Rev’It Roamer: Dallo stile poco tecnico, non crea l’effetto “corazza” se indossata all’aperitivo, una volta scesi dalla moto. Ma quel che più importa è che la Roamer è dotata di protezioni su spalle e ginocchia che si mantengono salde in posizione durante la guida, ha un taglio che facilita i movimenti in sella e tasche comode da utilizzare, anche con guanti indossati. Offre la possibilità di fissarla ai passanti dei jeans, per evitare il classico sollevamento della giacca sulla schiena nella guida con mezzi manubri ed è dotata di fodera interna asportabile.

Pantaloni Mottowear Gallante Blue: questo capo tecnico ha l’aspetto di normali jeans, tanto bene sono “nascoste” le protezioni sulle ginocchia che sono molto estese e si mantengono in posizione grazie al taglio piuttosto aderente dei Gallante. Nella zona del bacino è presente una fodera che d’estate risulta essere piuttosto calda. Sono disponibili protezioni per i fianchi come accessori. 

Guanti Rev’it Fly: dalla calzata ben aderente alle dita, offrono una buona sensibilità sui comandi, nonostante le zone ben rinforzate nei punti d’urto sul palmo e sulle nocche, dove è presente un guscio rigido antiurto. Perfetti per guidare una potente naked o uno scooter veloce, hanno un taglio corto che mantiene volutamente il guanto fuori dai polsini delle giacche da moto.

Scarpe Gaerne Voyager: arrivano alla caviglia queste calzature per l’uso “tranquillo” o turistico della moto e dello scooter. Sono dotate di rinforzi sulla punta e nella zona malleolare per proteggere le parti del piede più esposte agli urti. Sono definite a tenuta d’acqua dal costruttore e tengono il piede bene al caldo nelle stagioni più fresche.  Facili e comode da indossare, grazie al sistema di chiusura con zip laterale esterna e stringhe, hanno la linguetta imbottita per salvaguardare il collo del piede da impatti con sassi o altro durante la guida.

LA CASA DELLE GUZZI In alcune giornate, specialmente dopo un temporale, la strada che corre sulle coste del Lario offre spunti talmente suggestivi da sembrare il set di un film. Sulla tortuosa strada che da Mandello porta in direzione di Bellagio e verso la salita che porta ai Piani del Tivano ho avuto modo di guidare la nuova V7 II, allestita con gli accessori che compongono i diversi “stili” del Moto Guzzi Garage. Prima di tutto vorrei parlare della moto di serie, che a mio parere potrebbe essere il modello che non pochi motociclisti apprezzano. Oggi le condizioni del traffico rendono l’esperienza di guida di una moto sportiva piuttosto frustrante, dato che è praticamente impossibile “tirare” le marce di una 1000 cc (ma anche senza salire tanto di cilindrata la situazione non cambia di molto), a meno che non si voglia rischiare veramente di farsi male.

IL TROPPO STROPPIA L’escalation delle prestazioni e non solo l’aumento dei veicoli circolanti ha condotto molte moto lungo una strada che non porta a nulla. A che servono 150 CV se poi non si possono sfruttare? In più con potenze simili è praticamente obbligatorio dotare le moto di una serie di controlli elettronici, costosi e non graditi a tutti. Non dimentichiamo poi che i CV e i controlli che li “tagliano”, costano e pure parecchio… La V7 II Guzzi è l’esatto opposto di tutto ciò: potenza non certo esorbitante, 48 CV a 6.200 giri, ma coppia motrice subito disponibile, il picco è infatti di 60 Nm a soli 2.800 giri. Una moto che non spaventa chi inizia con le due ruote “serie” e che non annoia o affatica chi invece di chilometri alle spalle ne conta parecchi. Questo grazie a una ciclistica sana, più stabile che maneggevole ma l’handling è ampiamente recuperato dalla distribuzione dei pesi, azzeccata come le quote ciclistiche.

PIACEVOLE TEST La strada del Lungolago Lariano non è certo un biliardo, ma la V7 II ha sospensioni efficienti e ben tarate per cui me la godo in sella, giocando con l’acceleratore e con il cambio, ben rapportato e dagli innesti precisi, anche se dalla corsa un filo lunga. Ma su questa moto la guida non è mai concitata e le pieghe sono gustose, pur se non si è optato per pneumatici enormi. Tenete conto che di questa scelta sarete felici al momento della loro sostituzione.

MOTORE CLASSICO Il twin Guzzi con l sue tipiche “pistonate” rende il tutto molto divertente, anche perché è davvero a punto e risponde al richiamo del gas con uno spinta sempre pronta anche se non certo spaventevole. In ogni caso il controllo di trazione c’è, ed è possibile selezionare i gradi di intervento del sistema su tre livelli, il primo dei quali dedicato alla guida con pioggia. La V7 II è tendenzialmente più stabile che maneggevole, dicevo, ma devo anche sottolineare che personalmente amo “mettere del mio” nella guida e in più la dinamica di questa stradale è caratteristica e molto piacevole. La frizione a secco è stata così accuratamente messa a punto nel corso dei decenni che non porge il fianco a critiche, basta abituarsi alla corsa di “innesto” che è inferiore a quella offerta da una multidisco a bagno d’olio.

NO VINTAGE PLEASE Il bello è che in Guzzi non sono ricorsi all’ormai imperante moda del “vintage” (anche se tra gli accessori la scelta “old style” è vasta) perché sto guidando una moto moderna, nella dinamica e nell’aspetto. Su quest’ultimo punto, poi, non c’è che da sbizzarrirsi, vista la grande offerta di accessori proposti da Guzzi. Qualunque stile tra quelli proposti nella serie Guzzi Garage vi piaccia, la sostanza non cambia (anzi, mi correggo in parte, lo scarico speciale alto, oltre a essere molto bello, aumenta il tiro ai medi regimi, a sensazione almeno…) e la V7, per quanto accessoriata, resta una moto perfetta per godersi i fine settimana e per dribblare il traffico nei giorni lavorativi. Osservando le moto agghindate nei diversi stili durante il test su strada devo dire che la V7 II è davvero carina, con scarico alto così come il manubrio (la posizione sportiva definita dai mezzi manubri è molto aggressiva, però…), e in colore verde. Però quel che più mi è piaciuto del test di questa moto è stato tirare le marce e correre sulle strade del Lago di Como, come facevo parecchi (ma non tantissimi,..) anni fa…

 

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Casco Caberg Freeride Commander: Leggero, confortevole, è un casco che schiaccia l’occhio alla moda grazie a grafiche accattivanti come la Commander che abbiamo utilizzato. La finitura in ecopelle della parte visibile degli interni sottolinea il look old style di questo casco che richiede l’utilizzo di occhiali motociclistici, non essendo dotato di visierina a scomparsa. Le grafiche mimetiche sono protette da uno strato di trasparente, mentre la chiusura micrometrica del cinturino assicura sempre il corretto posizionamento del casco.

Giacca Rev’It Roamer: Dallo stile poco tecnico, non crea l’effetto “corazza” se indossata all’aperitivo, una volta scesi dalla moto. Ma quel che più importa è che la Roamer è dotata di protezioni su spalle e ginocchia che si mantengono salde in posizione durante la guida, ha un taglio che facilita i movimenti in sella e tasche comode da utilizzare, anche con guanti indossati. Offre la possibilità di fissarla ai passanti dei jeans, per evitare il classico sollevamento della giacca sulla schiena nella guida con mezzi manubri ed è dotata di fodera interna asportabile.

Pantaloni Mottowear Gallante Blue: questo capo tecnico ha l’aspetto di normali jeans, tanto bene sono “nascoste” le protezioni sulle ginocchia che sono molto estese e si mantengono in posizione grazie al taglio piuttosto aderente dei Gallante. Nella zona del bacino è presente una fodera che d’estate risulta essere piuttosto calda. Sono disponibili protezioni per i fianchi come accessori. 

Guanti Rev’it Fly: dalla calzata ben aderente alle dita, offrono una buona sensibilità sui comandi, nonostante le zone ben rinforzate nei punti d’urto sul palmo e sulle nocche, dove è presente un guscio rigido antiurto. Perfetti per guidare una potente naked o uno scooter veloce, hanno un taglio corto che mantiene volutamente il guanto fuori dai polsini delle giacche da moto.

Scarpe Gaerne Voyager: arrivano alla caviglia queste calzature per l’uso “tranquillo” o turistico della moto e dello scooter. Sono dotate di rinforzi sulla punta e nella zona malleolare per proteggere le parti del piede più esposte agli urti. Sono definite a tenuta d’acqua dal costruttore e tengono il piede bene al caldo nelle stagioni più fresche.  Facili e comode da indossare, grazie al sistema di chiusura con zip laterale esterna e stringhe, hanno la linguetta imbottita per salvaguardare il collo del piede da impatti con sassi o altro durante la guida.

 


TAGS: prova su strada moto guzzi v7 ii prove moto 2015

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