Autore:
Marco Selvetti

LODI INASPETTATE Sono contento di ricredermi.Se, prima di salire in sella a queste tre automatiche, ad occhi chiusi avrei puntato sul Burgman 650, ora mi trovo a dover dipanare una serie di questioni che mi permettono di elogiare ogni protagonista di questa comparativa. Il Burgman perché ne ricordavo il confort, la posizione in sella ben protetta dal cupolino basculante elettricamente, lo spazio dedicato al passeggero, il gigantesco vano sottosella e quelli sotto il cruscotto.

GADGET E DIMENSIONI SUPER Dalla sua ha uno dei motori più grossi della categoria scooter, con il vantaggio dell'opzione power per il cambio, per avere più prontezza; o l'opzione sequenziale, per sfruttare persino l'ultimo giro utile del motore. Tutti accessori accantonati quasi subito, dopo averci giocato un poco nel traffico e nelle prime curve, a favore del funzionamento standard. Nonostante le dimensioni big size, il Burgman si muove agile nel traffico e gli specchietti si chiudono elettricamente se la distanza tra le vetture si fa minimal quindi si passa facile.

DAVANTI NON CONVINCE Peccato per l'eccessivo freno motore, fastidioso nell'uso metropolitano, utile però nelle strade in discesa. Il Burgman convince e si difende alla grande nello stretto confronto con le due moto. Tutto fila liscio fino a quando la strada rimane poco tortusa, ma se si curva stretto la rapidità dell'avantreno diventa un limite. La ruota anteriore da 15 pollici di diametro non infonde la giusta sicurezza, sembra di cadere nella curva e così si perdono metri preziosi, quelli che di fatto separano le due ciclistiche da moto da quella dello scooter.

VOGLIA DI CAMBIARE Moto vere, la Mana ancor più della DN-01. Perché l'Aprilia nonostante l'opzione tutto automatico invoglia comunque all'uso del cambio al piede. È una bella porta d'accesso al mondo delle moto. Motore generoso e facile da usare, le tre opzioni della centralina che variano la potenza non sono solo efficaci, sono pure divertenti.Posizione da moto ben raccolta, assetto sospensioni che privilegia il comfort ma va bene anche per divertirsi. Certo, la trasmissione automatica CVT emoziona poco, complice anche il sound allo scarico da scooter.

FRENI PER TUTTI Se in città non le si contesta nulla, fuori dalla metropoli l'unico neo è la poca protezione dall'aria... Del resto è una naked fatta e finita. Buoni i freni, mordente discreto e modulabilità dedicata anche a chi ha poca esperienza con il doppio disco. Comodissimo il vano portatutto, che ospita facilmente un casco integrale. Mi sento quindi di promuovere la Mana sotto diversi punti di vista, primo fra tutti la facilità di guida e la dolcezza nell'erogare potenza.

BIANCA DA SBALLO Chiudo parlando dellaDN-01, un oggetto che prima di tutto è avanti dal punto di vista del design. Che sia questo il futuro delle due ruote? Può darsi, di fatto ho scoperto che in Giappone esiste non solo color uva americana, ma anche bianca e pare sia un vero schianto. Dalla sua un setting sospensioni perfetto, che copia tutte le imperfezioni dell'asfalto senza riportare nulla sulla schiena di chi guida. Cosa molto importante, perché la posizione in sella non è delle migliori, da cruiser dura e pura.

FASHION VICTIM Il manubrio dalle lunghissime leve costringe chi guida a stare molto arretrati con il busto, le gambe sono tutto avanti sulle pedane, che grattano facilmente a terra. Poi c'è la protezione dall'aria prossima allo zero. Il piccolo cupolino è solo elemento estetico e non funzionale, ci vuole un vero plexiglass a proteggere sulle lunghe distanze, e ci vorrebbe anche un manubrio più corto per non demolire la schiena.

DIVERTE E NON IMPEGNA Ottime invece le performance del motore che convincono nell'opzione automatico, anche se per divertirsi tra le curve di montagna bisogna ricorrere al comando sequenziale posizionato sul manubrio. Il lungo interasse e il baricentro basso fanno il resto. Si piega come su moto più sportive, molto, e si è impegnati mentalmente come un maxi scooter, cioè pochissimo. Peccato solo che la Honda abbia tutti i limiti della moto e nessun privilegio da scooter. Nessuna protezione dall'aria, dalle intemperie e nessun vano sottosella degno di questo nome. Però, e in questo mi ripeto, a livello di equilibrio della ciclistica e di frenata nessuna delle due avversarie arriva a tanto.

CONCLUSIONI Tiro le conclusioni premiando le idee monomarcia proposte da Honda e Aprilia che in questo momento osano con idee interessanti, volute per avvicinare al mondo delle due ruote tanti neofiti.Mana è una moto in tutto nonostante l'assenza di un vero cambio, DN-01 è innovativa e avanti nel design e si guida bene, Burgman è il miglior compromesso, ma ha il limite di una ciclistica penalizzata dalla ruota anteriore.


TAGS: automatiche a confronto