Autore:
Michele Losito

DIVERTIMENTO
ModelloVoto1) Aprilia Mana10/102) Honda DN-01 7/103) Suzuki Burgman 650 Executive6/10

DISTINGUO D'OBBLIGO Eccoci al punto. Chi è cresciuto a suon di scalate, staccate e frizioni più o meno morbide - e comunque da modulare - può sperare di divertirsi anche in sella ad una moto che "fa da sola"? Senza ombra di dubbio sì, anche se bisogna fare dei distinguo.

MANA ALLA RISCOSSA Quando la strada si fa più tortuosa è la Mana a prendere le distanze dalle altre due. L'impostazione da naked aiuta ad aggredire le curve come su una moto tradizionale e il motore, nonostante abbia poco meno di 80 cavalli, non sfigura affatto. L'ergonomia è quella giusta per la guida sportiva, e qui c'è anche un comando a pedale per inserire o scalare le marce.

SE ESAGERI BLOCCA Il suo uso è istintivo ed è molto più efficace rispetto ai tasti piccoli e quasi invisibili sul blocchetto elettrico sinistro. In più, è possibile togliere marce fin quasi a far bloccare la ruota posteriore perché il cambio in sequenziale accetta anche qualche scalata fatta a cuor leggero. Questo è il grande vantaggio della Mana sulla DN-01, la cui trasmissione conferma anche nella guida veloce l'ottima funzionalità e la dolcezza mostrate in città o nei trasferimenti veloci.

A PASSO D'UOMO Quando però si vuol guidare sul serio, l'utilizzo del cambio in modo sequenziale sulla Honda è limitato dalla logica che sovrintende al funzionamento e che non permette di inserire le prime due marce, a meno di procedere quasi a passo d'uomo. Questo diventa fastidioso soprattutto nello stretto o sui tornanti, quando la terza risulta troppo lunga per aiutare a chiudere le curve con il freno motore.

ALLARGA UN PO' Usando il cambio in modalità Sport la cosa si accentua un po', ma almeno il motore non è placido come nell'uso normale. Chiudere le curve è, comunque, un problema ricorrente su questa Honda che, per impostazione e quote ciclistiche, non è certo fra le moto più indicate per aggredire la corda...

PEDANE A PERDERE Questo non significa che sulla DN-01 non ci si diverta. Il passo con cui è possibile affrontare un bel misto è infatti ben più che da parata e l'unica controindicazione è che, abusando dell'ottimo equilibrio tra sospensioni e telaio, si finisce per limare in fretta piolini e pedane sull'asfalto, anche grazie all'appoggio offerto dai "gommoni" su cui poggia (130 davanti e 190 dietro!).

SORPRESA SCOOTER Se la valutazione sul divertimento riguardasse solo la funzionalità del cambio, ancora una volta il Burgman potrebbe dire la sua persino nella guida più impegnata. Usato con il modo "power" inserito, il grosso scooter giapponese sfodera una grinta in accelerazione sorprendente e un freno motore fin eccessivo. Usato come sequenziale, permette scalate in stile Mana, con addirittura la possibilità di saltare due marce alla volta, anche se le reazioni che s'innescano possono mettere un po' in crisi la stabilità.

C'E POCO FEELING Il problema del Burgman è solo che va troppo bene nell'uso normale, tanto che si è portati a pensare che possa essere anche un buon castigamatti nel guidato. Purtroppo le cose non stanno proprio così, e l'anima da scooter del Suzuki viene alla luce abbastanza velocemente. C'è poco feeling con l'avantreno quando si spinge, e le sospensioni faticano a gestire i forti trasferimenti di carico, legati alla massa complessiva da peso massimo. In sella al Burgman meglio mettersi l'anima in pace e godersi la precisione di guida e la maneggevolezza di cui è capace, limitandosi ad un passo che non imponga un voto a qualche santo ad ogni ingresso di curva.


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