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Michelin Pilot Road 4

Michelin Pilot Road 4

Sereni, anche quando piove. E' così che ci si sente con i Michelin Pilot Road 4, i nuovi pneumatici quattro stagioni che non temono l'asfalto umido e che promettono una grande durata
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Autore:
Paolo Sardi

TERNO SECCO Se esistesse la ruota del Lotto di Clermont-Ferrand, questa settimana potrebbero essere 17, 20 e 50 i numeri giusti da giocare per tentare la fortuna. Sono infatti queste le cifre chiave del nuovo Michelin Pilot Road 4, a onor del vero già presente sul mercato in 19 misure suddivise tra ben tre versioni (standard, GT,  per le moto Gran Turismo, e Trail, per quelle maxienduro destinate a essere usate quasi esclusivamente su strada) ma ora protagonista di una presentazione in pompa magna. Nell’occasione i tecnici della Casa francese hanno messo l’accento sulle caratteristiche di questo pneumatico, facendolo anche provare con mano, su strada e in pista. Studiamo dunque un po’ la cabala transalpina: spazio d’arresto inferiore del 17% rispetto alla media dei rivali sul viscido; 20% di durata in più rispetto al suo predecessore, il Pilot Road 3; 50° di range di temperatura, all’interno del quale le prestazioni del pneumatico restano costanti. Chi ha fretta è libero di cliccare qui sopra e di girare pagina per scoprire subito come va questa gomma ma secondo me vale la pena, prima, di leggere qui sotto e capirne anche qualche segreto.

ACQUA? NO PROBLEM D’altro canto, che il Michelin Pilot Road 4 sia un pneumatico particolare si capisce anche a prima vista, guardando il battistrada ricco di lamelle e intagli, che si alternano ad aperture tonde e allungate. Questo disegno è frutto delle tecnologie X Sipe Technology e XST+ ed è studiato apposta per rompere l’eventuale velo d’acqua sul terreno. Le sottili scanalature trasversali spostano velocemente sui lati l’acqua che, quando è in eccesso, non impedisce comunque il contatto gomma-asfalto perché viene immagazzinata per un attimo nelle aperture tonde e in quelle bislunghe.

PROPORZIONI DIVERSE Chiaramente lo schema è diverso tra l’anteriore e il posteriore. Nel primo caso la parte centrale ha ben il 20,4% di spazi vuoti per fendere meglio l’acqua, mentre nel secondo il valore scende a 16,7%. Spostandosi leggermente verso il fianco, è la gomma posteriore a risultare più scolpita, 16,4% contro 14,3, per garantire una migliore motricità. Per lo stesso motivo sulla parte più esterna, quella che si usa nelle pieghe più accentuate solo sull’asciutto (almeno in teoria…), le fenditure si diradano rappresentando solo il 7,2% al posteriore e il 10,5% all’anteriore.

A DIETA Proprio in questa zona il Michelin Pilot Road 4 anteriore risulta modificato anche a livello di profilo rispetto al Pilot Road 3. In pratica – a parità di misura - la nuova  generazione risulta meno panciuta e con una sezione più appuntita: ciascun lato è più stretto di 1,4 mm, per una diminuzione totale della larghezza della gomma di quasi 3 mm. Tutto ciò per avere un appoggio più stabile in curva e per infondere un maggior senso di sicurezza.

DURO CHE DURI Un’altra tecnologia chiave per il Michelin Pilot Road 4 è quella chiamata 2 Compound Technology (o 2CT che dir si voglia). La gomma è infatti bimescola, con una parte centrale più dura, a tutto vantaggio della resa chilometrica, e quelle laterali più morbide, per una maggiore tenuta di strada. Nel caso dei Pilot Road 4 standard e GT, all’anteriore il 40% centrale ha una mescola media, mentre ai suoi fianchi ci sono due porzioni soffici; al posteriore, invece, il 20% centrale è duro, mentre le due aree da 40% ai lati sono medie. Per il Pilot Road 4 Trail, infine, anteriore e posteriore sono uguali, con il 60% centrale in mescola media e i due bordi da 20% soffici.

TELE D’AUTORE Una peculiarità invece del Pilot Road 4 GT è la tecnologia 2AT, che sta per Dual Angle Tecnology. Per sopportare le sollecitazioni delle moto da turismo più pesanti, spesso utilizzate anche a pieno carico e con il passeggero a bordo, questa particolare versione vede le tele che compongono la carcassa disposte in modo particolare, a creare una sorta di via di mezzo tra un pneumatico convenzionale e uno radiale. Da una parte, dunque, si ottiene un comportamento stabile anche a pieno carico, dall’altra si esaltano comfort e  guidabilità, un compromesso che è piaciuto talmente tanto a BMW che a Monaco hanno montato queste gomme come primo equipaggiamento sul 40% delle nuove BMW R 1200 RT. E proprio sulla tourer tedesca – oltre che su altre moto - ho vestito i panni di novello San Tommaso a due ruote per scoprire se su strada tutte queste promesse siano mantenute. E’ora di girare pagine per vedere come è andata…

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DANZA DELLA PIOGGIA Stavolta la danza della pioggia del Bibendum ha funzionato. Per apprezzare al meglio le doti del nuovo Michelin Pilot Road 4 serviva la pioggia  e Giove Pluvio ha concesso alla Casa francese la dose d’acqua  ideale per esaltare le doti della nuova gomma, soprattutto nel corso di un lungo giro su strada, nel quale ho guidato dapprima la Triumph Trophy 1200 e quindi la BMW R 1200 RT, entrambe equipaggiate con la variante GT del Road 4. Il tutto prima di passare in pista e in un paio di aree chiuse attrezzate ad hoc per esercizi vari, con Yamaha MT-07 e FZ8, Kawasaki ER-6n e di nuovo BMW R 1200 RT, in edizione però 2013 e non 2014.

STAI SERENO E’ doveroso premettere che l’asfalto delle strade dell’Andalusia è spesso ottimo, regolare e con un grip notevole (furbi ad andare là i francesi…) ma se il Michelin Pilot Road 4 esce a testa altissima dalla prova è sicuramente per suoi meriti, non tanto per i fattori ambientali. Il verdetto è chiaro già dopo pochi chilometri: pur in presenza di asfalto umido o bagnato, il battistrada sembra poggiare saldamente sul terreno e permette di viaggiare con una serenità davvero non comune in certe condizioni. Anche con moto che non sono certo dei fuscelli si possono disegnare le linee con precisione e disinvoltura, concentrandosi solo su quella che è la traiettoria ideale.

GRAN SINTONIA Ciò che più colpisce è dunque proprio la tranquillità con cui si può guidare in situazioni anche difficili, forti della fiducia nel grip del battistrada. Il nuovo profilo porta l’anteriore e il posteriore a sintonizzarsi bene sulla stessa lunghezza d’onda, a tutto vantaggio dell’armonia negli inserimenti in curva. Nemmeno quando si arriva con i freni ancora leggermente pinzati la discesa in piega è contrastata e l’effetto autoraddrizzante è limitato anche quando si va a intervenire sui freni in fase di percorrenza, scoprendo magari che la curva chiude più del previsto. Ottima è inoltre la motricità, tanto che pian piano, con il passere dei chilometri, si scopre come si possa dare gas con un certo anticipo, senza che l’eventuale controllo della trazione sia chiamato in causa. In ogni caso è meglio restare concentrati, perché c’è il rischio di trovarsi con naturalezza a viaggiare un ritmo incredibilmente sostenuto in rapporto alle condizioni meteo.

SI FERMI CHI PUO’ La fiducia che l’avantreno sa trasmettere non viene meno neppure quando si cerca di mettere alle corde il Michelin Pilot Road 4 in situazioni particolari. Chiamato a fare una frenata d’emergenza su una superficie simile a quella delle strisce pedonali con una Yamaha FZ8 dotata di ABS, il pneumatico francese dà sempre e comunque un’idea piuttosto precisa di cosa stia accadendo tra il battistrada e la superficie sottostante, per quanto scivolosa. La sensazione di controllo resta buona, sicuramente migliore di quella offerta da un competitor quotato come il Metzeler Z8 nel test comparativo, nel quale il Pilot Road 4 ha ottenuto mediamente spazi d’arresto inferiori del 19%. Un bel feeling c’è anche quando si prova la classica frenata da panico su asfalto bagnato a una velocità di 110 km/h o addirittura quando si cerca di scartare un ostacolo attaccandosi comunque ai freni a 70 km/h. Protagonista di entrambe le prove una Kawasaki ER-6n ABS, il cui peso piuma permette di apprezzare al meglio il lavoro fatto dalla gomma sotto sforzo.

TRA I CORDOLI Incredibile ma vero, i Michelin Pilot Road 4 non sfigurano nemmeno tra i cordoli, curiosamente montati sulla leggera Yamaha MT-07 e sulla paffuta BMW R 1200 RT. Anche su asfalto asciutto e con angoli di piega elevati, i Pilot Road 4 si dimostrano sinceri e offrono un grip onesto, pure quando iniziano ad avere diversi giri sulle spalle. Le perdite di aderenza sono graduali e si ha sempre il tempo necessario per rimediare anche quando si esagera un po’.

SE TANTO MI DA’ TANTO… Giudizio invece chiaramente sospeso circa la longevità del Michelin Pilot Road 4, visto che con questo pneumatico ho percorso giusto qualche centinaio di chilometri. In compenso posso portare una testimonianza circa la durata del Pilot Road 3: ereditato un set di gomme con alle spalle oltre 2.000 km, ci ho fatto altri 13.000 km (con una moto da oltre 100 Nm di coppia…) arrivando alla sostituzione con ancora un bel po’ di battistrada. Ok, io ho una guida molto tonda e faccio scorrere tanto la moto ma se il Pilot Road 4 migliorasse davvero del 20% questi risultati ci sarebbe da restare a bocca aperta. L’ultima considerazione riguarda quelli che erano i punti deboli proprio del Pilot Road 3, ovvero il sensibile calo della resa della gomma quando la pressione di gonfiaggio non era perfetta e in presenza di temperature elevate. L’impressione è che con i passi avanti fatti certi problemi siano ormai lasciati alle spalle ma sulla questione varrebbe magari la pena di tornare più avanti.

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TAGS: Tutte le prove moto del 2014

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