In pista con
Malossi: quando lo scooter è pronto-gara

Malossi: quando lo
scooter è pronto-gara

Gomme in mescola, motori preparati e profumo di gara. Non è la prova dell’ennesima sportiva ma degli scooter preparati Malossi che corrono nel trofeo. E non solo…
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Autore:
Alessandro Codognesi

UNA COSA A SÉ Sei lì che ti abbronzi allo schermo del PC, in ufficio, e ti arriva un invito via mail. Una prova in pista ad Adria. Bello, penso, chissà con che moto. Macchè. Si provano gli scooter Malossi che corrono nei trofei dedicati, di varie categorie. Piaggio Typhoon, Piaggio Zip (che chi l'ha già provato mi avvisa essere una zanzara imbizzarrita) e Gilera Runner. Mmm, il sorriso diventa una mezza smorfia. Nel mio immaginario da smanettone qualunque non ho mai associato uno scooter a una pista. Ma non è tutto: la mail parla anche di un Kawasaki J300 opportunamente modificato (motore e freni, in sostanza). Massì, tanto l’appuntamento è alle 09:00 in pista intutati, che sarà mai alzarsi alle 5 del mattino di sabato?

LEGGIAMOCI DUE COSE Mentre il mio collega Federico Maffioli guida sulla A4 ancora buia, direzione Venezia, mi leggo due informazioni su quello che sto andando a provare. Giusto per non arrivare impreparato. Il primo scooter che avrò il piacere di provare è il Piaggio Zip. O meglio, quello che ne è rimasto. Gruppo termico, carter, frizione, valvola lamellare in carbonio, cuscinetti, correttore di coppia erogata, variatore, nuova accensione, albero motore, radiatore maggiorato, marmitte. Ma cos’è, una superbike? La cilindrata ora è quasi 70 cc e, contando che è stato alleggerito, le prestazioni dovrebbero essere parecchio pepate. Non è tutto: le sospensioni ora sono regolabili e i freni hanno subito lo stesso genere di upgrade (pastiglie, tubi e dischi, tutto racing). Non manca una bella carena giallo-arancio-rosso fluo, i tipici colori Malossi.

IL TIFONE Giro pagina, guardo qualche foto (ragazzini con il ginocchio a terra e pieghe da strapazzo, fanno una certa impressione) e passo al secondo scooter in programma: il Piaggio Typhoon 125 4 tempi. In realtà, questo di racing ha sempre avuto ben poco: motore un po’ spompo e peso altino non gli hanno permesso di entrare nel cuore degli smanettoni in erba. Ma sembra che Malossi l’abbia rivoltato come un calzino usato: come per lo zip, sono nuovi il gruppo termico, il correttore di coppia, la marmitta, la cinghia, l’albero motore, gli ingranaggi secondari, il variatore e la centralina. È inedito anche l’impianto di alimentazione (comprensivo di nuovo filtro aria e filtro olio). Stesse attenzioni anche per freni e ciclistica. La cilindrata però è rimasta di 125 cc.

MOSTRO SPUTAFUOCO Dopo il pesantone Typhoon mi tocca il Gilera Runner. Che, per l’occasione, è passato dall’essere un tranquillo cinquantino 2 tempi a un mostro sputafuoco da 90 cc. Le altre modifiche sono più o meno le stesse del più piccolo Zip. In realtà, è proprio il Runner lo scooter che sono più curioso di provare. Perché ha un telaio vero, che gli ha sempre garantito una guida più sportiva e stabile di ogni altro concorrente a ruota bassa.

FUORI DAL CORO Finiti gli scooter da trofeo, avrò anche la possibilità di provare tra i cordoli un Kawasaki J300 opportunamente modificato. Carene, sovrastrutture e sospensioni rimangono di serie. Il motore invece ha ricevuto quei due o tre upgrade per migliorare il tiro ai bassi e ai medi: scarico completo, omologato, filtro aria, cinghia, variatore e molle frizione. Non solo, ci sono anche pastiglie sportive, anche queste omologate. In sostanza, tutte modifiche che chi possiede lo scooter può effettuare anche per girare in strada. E comunque, tutto il kit non arriva a 900 euro di pezzi.

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ZIPPINO IMPAZZITO Pista vuota, fa ancora freschino perché è metà mattina. Il mio Piaggio Zip Malossi è stato appena risvegliato con una sonora zampata alla pedivella, e fa un rumore infernale. Secco, metallico, la strumentazione Starlane dimostra che sotto i 3.000 giri è meglio non scendere se si vuole tenere accesa la bestiaccia. In sella ci sto appena, dall’alto del mio metro e novanta sono costretto a stare con il sedere alla fine dello scooter. Appoggio un po’ a caso i piedi, dove capita, per imitare il più possibile una posizione da pista. Accelero in corsia e prima dei 6.500 giri non succede proprio un bel niente, solo un casino bestiale.

TUTTO GAS Guidare il Piaggio Zip Malossi in pista è un’esperienza pazzesca, almeno per chi come me è abituato ad avere un bel serbatoio in mezzo alle gambe. Il motore è furioso: dopo gli 8.000 giri spinge come un forsennato, penso sia impossibile che non si rompa qualcosa per il rumore che fa a 14 mila giri. Molto on-off, molto 2 tempi old style. D’altra parte, è talmente leggero davanti e ha un interasse così corto che all’inizio è imbarazzante da guidare: tu pensi a piegare e lui lo sta già facendo da un pezzo. E molto velocemente. Vuole essere guidato chirurgico, con il gas in mano a centro curva millimetrico e le mani appena appoggiate sull’avantreno. Ma 10 minuti in sua compagnia non bastano a capire come guidarlo in maniera efficacie. Però, dopo il giro di giostra, scendo galvanizzato come se avessi 14 anni.

IL TRANQUILLONE Dopo l’uragano esplosivo, il Typhoon è tutto l’opposto. Non fosse per il rumore, da bombardone quattro tempi, tutto è abbastanza tranquillo. Il motore è pastoso e fluido, bella l’erogazione, anche se è un po’ fiacco in uscita dai tornanti. Anche la ciclistica è stabile e rigorosa in confronto a quel demonio dello Zip, ma è un po’ macchinoso da guidare. Più facile e intuitivo, non mi ha dato quella sensazione di droga pesante dello Zip. Stabile e facile, mi aspettavo qualcosa di più in termini di prestazioni pure.

BELLO E INCAZZATO Lo Zip mi ha emozionato. Il Typhoon mi ha tranquillizzato. Il Gilera Runner, oh, il Runner mi ha stregato. Il motore è incredibile: quando spalanco in uscita penso non sia possibile ci siano solo 90 cc sotto l’esile sella. Ha un sound da due tempi da corsa e riesco addirittura a stare in scia ai Tmax se dò gas al momento giusto, mi mangiano solo qualche metro in allungo. In curva è magico: ingresso e percorrenza li fai tutti d’un fiato, anche con i freni in mano. Lui non si muove, è stabile e competente. Un vero mezzo da corsa, che mi permette di stare dietro a quegli scalmanati ragazzini che corrono il trofeo in sella agli Zip. Vedere da vicino come guidano è uno spettacolo a cui non ero abituato.

MI METTO LA CAMICIA Dopo i mezzi pronto-gara è il momento di provare il Kawasaki J300. Che parcheggiato nei box affianco agli ufficiali Malossi appare subito decisamente meno irruento. Ma si guida bene, fluido e morbido: le modifiche del kit Malossi ne fanno un ottimo scooter per la guida sportiva. Il motore ha guadagnato verve su tutto l’arco di erogazione, soprattutto in spunto. Anche la frenata, grazie alle nuove pastiglie, convince di più a livello di potenza. Considerando che il kit pastiglie costa 20,30 euro, può essere un acquisto da tenere in considerazione.

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TAGS: Prove moto 2014 Tutte le prove moto del 2014

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