Autore:
Stefano Cordara


IL PREZZO E' GIUSTO
Se andiamo a vedere i listini ufficiali, il Password è tra gli scooter europei e giapponesi quello più economico. Il prezzo sotto i 4.000 € (3.890 per la precisione) non gli impedisce comunque di essere un prodotto dalla buona qualità. Lo abbiamo usato parecchio in redazione, tra città statali e autostrade e il Password ha passato l'esame con solo un paio di appunti sul libro nero ma una buona soddisfazione generale. Insomma Malaguti si è buttata nel segmento dei maxia ruota alta con cognizione di causa e con una buona dose di originalità estetica che non guasta.

BUONA QUALITÀ Si presenta bene, il Password, con finiture certamente di buon livello (plastiche tipicamente italiane e pertanto un po' "croccanti") e una dotazione che non lascia spazio ad eventuali ulteriori richieste. Apprezzo la scelta della pedana piatta che consente di ovviare in parte al poco spazio disponibile sotto la sella (il vano è un po' risicato, ma sui ruota alta il problema è comune), consentendo di appoggiare anche le classiche sei bottiglie d'acqua, confisca permettendo.

CRUSCOTTO RETRÓ La strumentazione è in tono con le ultime realizzazioni Malaguti, diciamo che non mi fa proprio impazzire esteticamente. Il grosso contakm a mezzaluna mi ricorda tanto quello della Fiat 124 del nonno e il display a cristalli liquidi ha un aspetto un po' "giocattoloso" e si vede un po' poco in pieno solo, anche se offre davvero tante informazioni (selezionabili tramite un pulsante sul manubrio). Per il resto nulla da dire, Malaguti ha fatto un buon lavoro tenendo presente in fase di progetto chi non ha i femori lunghi.


ALTO MA BASSO
Tra i ruota alta, infatti, il Password ha la sella tra le più basse, solo 778 mm da terra. Peccato che nonostante una buona imbottitura la conformazione della stessa non sia proprio il massimo: il rialzo posteriore spinge infatti in avanti il pilota che finisce per sedere proprio in punta sulla parte più dura.

BILANCIATO In ogni caso la guida del duemmezzo bolognese si è rivelata piacevolmente equilibrata. A parte un po' di inerzia al posteriore che segue con un filo di ritardo l'avantreno negli inserimenti in curva, il Password mostra un buon bilanciamento dinamico,e una discreta agilità, scendendo in piega sicuro e dando sempre una sensazione di appoggio notevole.

MOTORE JAP Il motore Yamaha è una garanzia di affidabilità. È la stessa versione evoluta che monta l'Xmax 250 (omologazione Euro 2 e 21 cv di potenza) e mostra subito una discreta grinta, anche se qualche propulsore ad iniezione di ultima generazione offre qualcosina in più in accelerazione. In ogni caso nella sfida semaforo semaforo il password si difende molto bene, il mono offre subito una bella coppia ed è gestito da una trasmissione molto a punto che non strappa nemmeno quando sollecitata a fondo. Una volta lanciato, il Password si distende senza incertezze o cali fino al raggiungimento della velocità massima che in autostrada arriva a sfiorare i 140 km/h indicati. Velocità che si raggiunge senza nemmeno troppo lancio e con un buon comfort, perché lo scudo e il piccolo parabrezza di serie proteggono bene dall'aria, coprendo bene busto e spalle e lasciando un po' scoperta solo la parte più esterna delle gambe.


A PROVA DI PAVÈ
Anche la prova pavè è superata senza affanno dal Password che mostra sospensioni scorrevoli e ben controllate. Nel reparto freni alti e bassi, approvo l'idea di non avere sistemi integrali ma i comandi separati, e buono l'anteriore con un comando potente e ben sfruttabile. Un po' meno il posteriore, un po' "secco" nel comando e che non trasmette al pilota l'esatto punto di pressione facendolo arrivare al bloccaggio quando magari si guida su terreni scivolosi.


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