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LML Star Deluxe 150 4T

LML Star Deluxe 150 4T

Look senza tempo, economia di gestione e il fascino un po' snob del cambio al manubrio. La LML Star sembra arrivare direttamente da un film in bianco e nero. Un fascino che, unito all'economia di esercizio, ha conquistato il mercato. Anche guidarla significa fare un tuffo nel passato...
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Autore:
Stefano Cordara


COM'È
Chiamarla Vespa non è giusto, perché il progetto LML parte là dove la Vespa ha finito la carriera. Ma è evidente che i richiami all'insetto italiano sono piuttosto evidenti, impossibile non notarli, a meno di non voler passare per ciechi. Un problema? Assolutamente no, anzi, se vogliamo è un vantaggio perché per molti inossidabili appassionati il vero scooter è quello con scocca in metallo e, soprattutto, con cambio al manubrio.

VOGLIO LE MARCE! Una passione che contagia più persone di quel che si creda, se è vero che la LML Star Deluxe è un piccolo fenomeno di costume. Costantemente inserita nella top 30 dei mezzi più venduti in Italia, è stata immatricolata fino ad oggi in ben 1.567 pezzi (24° posto assoluto in classifica). Un risultato diremmo quasi sorprendente, che sottolinea il successo di questo mezzo a metà strada tra il rétro e il naif. Un successo che, intelligentemente, la LML continua ad alimentare giocando molto con i colori e con i richiami al passato, come con le ultime versioni Glamour, ad esempio.


ANCHE 4T
E già che era in ballo, la LML si è data da fare per sviluppare il suo scooter. La nuova Star Deluxe ha una ciclistica notevolmente irrigidita rispetto al passato, e nuovi freni, ma soprattutto molla il motore due tempi per adottare sulla stessa struttura meccanica (quindi con cambio al manubrio) una termica 4 tempi.

AFFIANCA LA 2T Tranquilli però, se amate il classico "pum pum" del motore due tempi non ne rimarrete orfani. La Star Deluxe 4T non rimpiazza la versione 2 tempi, che resta comunque in listino, ma la affianca, forte di due motorizzazioni 125 (7,7 cv) e 150 cc (9,5 cv) in vendita rispettivamente a 2.700 e 2.900 ? franco concessionario: i prezzi alla fine sono l'unica cosa non rétro…

60 CON UN LITRO In tempi di crisi, comunque, la Star 4T ha ottime carte da giocarsi. Provenendo da una nazione dove l'economia di esercizio è tenuta in massima considerazione, l'India, promette di essere praticamente astemia, arrivando a percorrere, con il motore 125, fino a 60 km/litro.

 


COME VA
Quattro secondi da semaforo a semaforo? Gimkane tra le auto come se si fosse al circo? Scordatevi tutto questo, la Star invoglia a un'andatura da parata, anche se la sua agilità è a livello di uno svelto cinquantino, anzi anche di più, e volendo si "slaloma" nel traffico come con un monopattino.

ELETTRICO? C'E' MA… Giriamo la chiave e… diamo la classica scalciata. Ebbene sì, l'avviamento elettrico c'è (e funziona) ma noi ce ne siamo quasi dimenticati. Perché per entrare nella parte fino in fondo non ci si può sottrarre alla classica sequenza: ruoto il rubinetto - tiro l'aria - avvio con una pedata. Tutto viene automatico, anche il dimenticarsi del magico pulsantino sul manubrio che qui quasi non serve, tanto il nuovo motore 4 tempi LML non manca mai un colpo.

GESTI GLAMOUR E poi dare la pedata fa molto "figo", rientra nella gestualità classica e anche un po' snob di chi ama un mezzo del genere. Così come ci rientra il classico "clack" (con conseguente balzello in avanti) dell'innesto della prima marcia. Insomma, con la Star si torna indietro nel tempo.


SOTTO LA SELLA NULLA
Anche nei confronti della praticità, perché lo spazio a disposizione dei bagagli è limitato. Sotto la sella c'è solo spazio per il serbatoio. In compenso il bauletto dietro lo scudo è abbastanza capiente e la pedana, spaziosa, consente di ospitare anche la borsa della spesa, la valigetta 24 ore ma anche oggetti più voluminosi (basterebbe andare in India per capire che uno scooter può praticamente trasportare di tutto).

VOGLIA DI ANDARE La Star è uno di quei mezzi che inculcano nel proprietario la voglia di passeggiare. Una volta in sella viene voglia di caracollare senza meta, che si tratti di città, campagna o lungomare (con l'immancabile asciugamano sulla sella). Curioso constatare come il motore 4 tempi abbia mantenuto un comportamento del tutto simile al due tempi che eravamo abituati a trovare sotto la lamiera di questo scooter. Inerzie in accelerazione e decelerazione sono praticamente uguali e solo il rumore di scarico e aspirazione è diverso e molto sommesso.

VOGLIA DI PASSEGGIO Anche le prestazioni sono del tutto simili, l'andatura concessa dal motore è tutt'altro che frenetica (al massimo di vedono i 105 all'ora) ma alla fine è proprio questo che si apprezza di più, l'immergersi in una dimensione parallela dove il mondo sembra girare più adagio.


QUATTRO MONOMARCE
Non è automatica la Star, ma è come se lo fosse, perché l'erogazione della coppia del suo mono è uno dei suoi punti di forza. Dopo 20 metri si è già in quarta, poi è come se si guidasse un monomarcia perché il motore sa riprendere da regimi assolutamente bassi. In città la Star consente di guizzare nel traffico come uno scooterino, l'agilità è assoluta, fin esagerata viene da dire, perché appoggiata sulle sue ruote da dieci pollici. La LML ha una reattività cui non siamo più abituati. Quando ci si lancia lascia spazio al nervosismo, la sensazione è quella di correre su un filo. E se andate in tangenziale occhio alle scie, la Star è una tipa sensibile ai colpi di vento.

PESO A DESTRA Inoltre occorre fare un po' l'abitudine allo "sbilanciamento" del mezzo. Chi in passato ha sempre guidato Vespa manco se ne accorge, ma avere motore, sospensione e freno tutte a destra porta la LML a "tirare" sempre un po' da quella parte. In più, il motore 4T ha anche un peso maggiore per cui l'effetto è aumentato. Di fatto, curvando a destra si ha una discesa in piega più rapida che curvando a sinistra.

FASCINO SOPRA A TUTTO A chi compra una LML, comunque, di tutto questo interessa poco o niente. Troppo affascinato dal mezzo in sé e da movimenti rituali come l'inserimento delle marce o la frenata a pedale. Certo, un po' di precisione in più al comando farebbe piacere perché il cambio è preciso solo quando si va con calma. Altrimenti la "sfollata" è sempre in agguato.


FRENATA IPERBOLICA
Così come ci piacerebbe avere una modulabilità maggiore del freno posteriore che sulla Star in prova aveva una frenata "iperbolica", ovvero partiva frenando poco e poi un millimetro di corsa dopo, arrivava facilmente, troppo facilmente, al bloccaggio. L'anteriore in compenso è molto efficace anche se la corsa è cortissima, questo anche a causa del tubo in treccia metallica che non stona certo su una sportiva, ma qui sembra un po' fuori luogo. La leva è un po' lontana dal manubrio e anche un po' alta. Vabbé, stiamo entrando nel pignolo… e soprattutto ci stiamo scordando di quanto poco frenavano gli scooter con il tamburo…


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