Autore:
Alessandro Codognesi

BATTITO ANIMALE Ci sono le ragazze acqua e sapone, quelle che si divertono e in fondo alla catena ci sono le pornostar: pochi, forse nessuno ci vedrà mai la madre dei propri figli, la compagna con cui trascorrere il resto dei propri giorni davanti a un camino. Ma tanti, forse tutti, sognano di andarci una volta, anche una sola, per provare l’ebbrezza di qualcosa di estremo. Il paragone con la motardona motorizzata LC4 sembra un po’ tirato, ma avendo convissuto con la KTM 690 SMC-R circa tre settimane, posso confermare che è quanto mai azzeccato.

CAFFÈ? NO GRAZIE Con la KTM 690 SMC-R dimenticatevi del caffè la mattina: girate la chiave, fate un paio di metri fuori dal cancello e scoprirete che, nottetempo, qualcuno ha cambiato il vostro percorso casa-ufficio in una pista, mancano solo i cordoli. Non esagero: il motore fino ai 2.000-2.500 singhiozza, la pinza freno morde forte e subito, la sella è dura e i trasferimenti di carico sono da vera supermoto. Tutto quanto serve, insomma, per scoraggiare a più non posso una guida pulita e rilassata.

ROBA FORTE Come succede con un’amante passionale, ogni volta che si scende dalla KTM 690 SMC-R non si pensa ad altro che a quanto sarà lunga la prossima impennata, quanto estrema la prossima derapata. È tamarra nei modi ma anche nell’aspetto: i cerchi a raggi con canale arancione, le piastre ricavate dal pieno e tutti i dettagli in ergal, ogni componente fa di tutto per gridare al mondo la sua voglia di ribellione. Se ti piace è così, altrimenti gira al largo perché non è roba per te.

BASTA E AVANZANon ha nemmeno 70 cavalli, io sono abituato a ben oltre 100 puledri”. E' la tipica frase di chi, inconsapevole, snobba la KTM 690 SMC-R. Tutte balle: è vero, ai bassi-medio regimi manca la rabbia di un 450 da gara, ma ce n’è comunque più che a sufficienza per muoversi con disinvoltura. La risposta al gas, poi, soprattutto con la mappatura Race, è prontissima, cattiva quanto basta a convincere anche lo smanettone più incallito. Insomma, per girare in strada c’è cavalleria sufficiente a togliersi ogni prurito, anche se a ritmo costante, come in autostrada, non è il massimo della regolarità. Abituato ai mono, poi, è strano vedere quanto si può tirare la marcia, fino alla zona rossa c’è spinta utile per divertirsi. Ove consentito, ovviamente...

HIGHWAY? NO, THANKS Tuta addosso, decido che è il momento di mettere alla frusta la KTM 690 SMC-R tra i cordoli di Castelletto di Branduzzo, pista pavese perfetta per tirare fuori il peggio da una motard come la SMC. Il problema, semmai, è stato arrivarci. Inutile nasconderlo: l’autostrada non fa per lei, il manubrio extra-large sbacchetta tanto alle alte velocità e vibra ancor di più, la sella sembra una tavola da surf e la protezione aerodinamica…ma perché, si può parlare di protezione aerodinamica su una motard?

TRACK? YES, THANKS Arrivato alla pista e sbrigate le solite pratiche, entro con spirito goliardico, sicuro che la KTM 690 SMC-R mi farà presto dimenticare le sofferenze dell’autostrada. E così è: le Continental di serie si scaldano subito dandomi un buon feeling, la confidenza con il mezzo è tanta e immediata, ma soprattutto la guido un po’ come voglio, motard o street-style non fa differenza. Il ginocchio gratta facilmente anche se la sella è a quote siderali, mentre chi è abituato alla guida da manubrio ci metterà un pelo più di tempo ad abituarsi.

NO LIMITS? Spingendo con gli ingressi in curva e cominciando a dare gas a centro curva, vengono fuori i limiti della 690 rispetto a un attrezzo solo pista da 100 chili scarsi. La forcella è molto sfrenata nella prima parte di escursione, così che entrare in curva con i freni ancora tirati è operazione non del tutto rassicurante, con l’avantreno che ondeggia paurosamente. Quando si comincia a spingere sul serio, quindi, si procede un po’ sulle uova, con tutta la KTM che all’improvviso diventa un po’ troppo grossa e impacciata. Provando a settare le sospensioni WP ultraregolabili (chiudendo la compressione della forcella) la situazione migliora parecchio, anche se, così facendo, nei cambi di direzione la moto perde un pelo di agilità. In compenso, motore e freni lavorano d’incanto, con il primo che in mappatura Race ha tutto quello che serve (basta tenerlo un po’ su di giri) e i freni che sembrano instancabili, sempre potenti e pronti.

MA CHI TI VUOLE? Certo, dire che è una moto di nicchia è un complimento. Scomoda, a tratti inutile e scorbutica, la KTM 690 SMC-R è la quadratura del cerchio per chi cerca un mezzo quanto più ispirato al motard ma da poter usare, con qualche sacrificio, tutti i giorni, senza farle passare il resto della propria vita in garage. Eh sì, perché con questa i cambi olio non si contano a ore come nelle motard da gara: i tagliandi sono previsti ogni 10 mila chilometri, un vero record se si pensa alla tipologia di motore. Sto per arrivare davanti al capannone arancio, dove gli uomini con camicia griffata KTM mi aspettano impazienti per la riconsegna della SMC-R. Ma com'è che si dice, “altro giro, altro regalo”?. Non funziona così?

In questo servizio:

Casco da strada: Shark Raw

Giubbotto da strada: Alpinestars

Pantaloni: Alpinestars Axiom Kevlar

Guanti: Spidi

Tuta da pista: Gimoto

Stivali da pista: TCX

Casco da pista: Acerbis

Pista: Motodromo di Castelletto di Branduzzo


TAGS: ktm 690 smc-r motard Tutte le prove moto del 2013