Autore:
Andrea Schiavina

VELLEITÀ L’ho vista, la KTM 390 Duke, e ho pensato: è piccola, sarà molle e non spingerà mai abbastanza per farmi divertire. Questo ovviamente perché appena la si guarda si pensa subito alla sorellona Superduke, inevitabile metro di paragone, dato l’abitino superaderente cucito attorno al mono da 390cc. Questo è un vantaggio, perché la logica dello smanettone mi ha spinto a salire in sella quasi abbattuto. Ed è in quel momento che ho iniziato a divertirmi come il Dr. House in una vasca di Vicodin.

REATTIVA Il mio essere “compatto” ha i suoi vantaggi soprattutto quando si sale su una moto di dimensioni così contenute. Se siete più alti di un metro e settantacinque avrete qualche difficoltà a trovare una posizione di guida rilassata sulla KTM 390 Duke. La geometria pedane - sella (poco imbottita) - manubrio, favorisce una guida sportiva e la moto, come ci si può aspettare viste le dimensioni, si rivela realmente reattiva. Appena si comincia a pensare di voler curvare, la Duke è già lì, in piega. All’inizio può spaventare ma appena ci si abitua alle reazioni repentine della Duke, qualsiasi altra moto risulta goffa. Divertente, 'sta cosa.

BRILLANTE Il mono della KTM 390 Duke tira come un torello ma lo fa in alto. O meglio, contro qualsiasi aspettativa la botta di coppia -35Nm- arriva a regimi più alti di quello che ci si aspetta: a 7.250 giri, da questo punto l’allungo è sorprendente e il picco di potenza è di 44 cavalli. Non male per un mono. Peccato che mentre si sta assaporando l’allungo intervenga il limitatore. Eh sì, a 10.000 giri, quando meno te l’aspetti, l’elettronica taglia i viveri in maniera brusca. In realtà basta saperlo e buttare dentro la marcia successiva leggermente in anticipo rispettpo a quando si penserebbe di farlo. Il risultato diventa quasi una guida in stile 125 due tempi, alla ricerca di alti regimi e con continue cambiate per tenere il motore sempre in coppia.

URBAN FIGHTER Pochi mezzi a due ruote mi hanno fatto divertire nel traffico come la KTM 390 Duke. Dire agile e reattiva è poco, il motore sorprende e i dettagli appagano – ABS di serie e particolari curati. Chi si sta avvicinando al mondo delle due ruote e ha intenzione di utilizzare la moto prevalentemente in città o per qualche gita fuori porta, prenda in considerazione la “Dukettina”. Tutta la fetta di mercato degli spilungoni tenga però presente che rischia di essere visivamente associata all’orso Yoghi sul triciclo. Se solo fosse stata appena più in carne...

IN QUESTO SERVZIO
Casco SCORPION EXO 500
Giubbotto REV’IT ROAMER
Guanti REV’IT
Jeans MOTTOWEAR GALLANTE BLUE
Stivali GAERNE VOYAGER AQUATECH BLACK

 


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