Prova su strada
Kawasaki ZZ-R 250

Kawasaki ZZ-R 250

Una piccola sportiva che mostra d'avere tutte le carte in regola per essere la moto adatta a tutti (e tutte). Piccola e leggera, fa della facilità di guida e della versatilità d'utilizzo i suoi punti di forza. Con qualche asso nella manica... provare per credere.
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Autore:
Alfredo Verdicchio

COM’È Vi ricordate la moto più veloce degli anni ’90? Vi diamo una mano: era la sport-tourer Kawasaki ZZ-R 1100, che più di dieci anni fa superò la soglia dei 280 Km/h effettivi (precisamente 285 o giù di lì), incoronandosi come regina della velocità, una moto da record ma lontana anni luce dai concetti di ipersportività che si potrebbero associare a una moto del genere. La ZZ-R era comoda e ospitale anche con il passeggero, una vera sport touring. Ma quella delle ZZ-R è una vera e propria famiglia, ci sono anche due sorelle (più piccole ovviamente), la 600 e la 250, entrambe con la stessa filosofia, entrambe ancora in listino.

STRANA CILINDRATA

Nel mercato italiano, il segmento della "quarto di litro", rappresenta ormai un’anomalia. A parte la proposta anacronistica dell’Aprilia, con la sua assetatissima sportiva RS250 a due tempi, non esistono praticamente più moto stradali sportive di tale cilindrata. In Giappone, invece, dove è praticamente impossibile ottenere la patente per le moto "grosse", le Case produttrici si danno gran battaglia proprio sul terreno delle cilindrate medio piccole, sfornando veri e propri gioielli tecnologici. A volte, qualche modello sbarca anche da noi, com’è successo per la ZZ-R 250, arrivata per "sfamare" clienti esigenti alla ricerca della prima moto, o stanchi del solito scooter.

TECHNO-TWIN

E che prima moto! La "Kawa" 250 non è una motoretta qualsiasi, ha caratteristiche tecniche all’avanguardia, anche rispetto a moto più moderne e con cilindrate maggiori. Innanzitutto il cuore: un twin parallelo da 248 cc, quattro tempi, con quattro valvole per cilindro, raffreddamento a liquido e distribuzione a doppio albero a camme in testa, capace di 34 cv a 12.500 giri (potenza perfetta per i neopatentati). Un vero gioiellino di meccanica, ben incastonato in un efficace telaio perimetrale, simile a quello delle più pompate sorelle maggiori.

LOOK PENETRANTE Il tutto ben confezionato con una carenatura integrale, dalla linea forse non più modernissima, ma con uno studio aerodinamico ancora attuale, come evidenziato dal particolare del parafango avvolgente o degli indicatori di direzione anteriori integrati (ma perchè quelli posteriori no? lo spazio ci sarebbe).

TUTTO FUNZIONALE Un occhio di riguardo è stato dato a tutto ciò che riguarda l’aspetto più funzionale della moto. Non mancano, infatti, sia il cavalletto centrale, sia quello laterale, specchietti dall’ampia visuale e una strumentazione completa (c'è anche il doppio contakm parziale), di facile lettura e dal look piacevolmente sportivo. Ad affiancare  tachimetro e contagiri (scalato a 16 mila!), c'è l’indicatore del livello di carburante mentre, nel corredo di spie, manca proprio quella della riserva (meno male che il rubinetto è facilmente azionabile).

PRATICA

A completamento della dotazione di serie, troviamo pratici ganci retrattili, proprio ai lati della sella, utili per l’ancoraggio di borse e bagagli. Perfettamente a portata di mano, invece, sono sia i comandi elettrici, sia le leve freno e frizione, entrambe regolabili su quattro posizioni. Nulla di trascendentale nel reparto sospensioni, che adotta all’anteriore una forcella telescopica di tipo tradizionale, con steli da 41 mm e, al posteriore, un forcellone mosso da un’ammortizzatore a gas.

PREZZO AGGRESSIVO

Tutto sulla Kawasakina è molto ben fatto e ben assemblato il che fa spiccare ancor di più il prezzo di questa piccola sportiva. Bastano 5.160,00 € (senza alcun arrotondamento fanno £ 9.991.000) per aggiudicarsi la ZZ-R 250, un prezzo da scooter per acquistare emozioni da moto vera.

COME VA

La ZZ-R 250 è una Kawasaki a tutti gli effetti: sportiva, comoda, ben rifinita e con un caratterino tutto pepe. Il look può piacere o non piacere, ma è indubbio che la ZZ-R 250 riesca a trasmettere grinta e sportività; sensazione confermata una volta saliti in sella.

SU MISURA

La moto è molto compatta, ma la posizione di guida è ben congegnata e sorprende per la capacità di adattarsi a persone di qualsiasi taglia: che si sia alti o meno, non fa alcuna differenza, perché tutto è posto nelle giuste proporzioni. La sella poco larga e poco alta da terra (760 mm), consente, anche ai più piccoli di statura, di poggiare entrambi i piedi a terra. Le pedane non sono né troppo alte né troppo arretrate, facendo assumere alle gambe una posizione corretta, adatta sia alla guida sportiva, sia a lunghi tragitti. Il busto è leggermente caricato in avanti, mentre i semi manubri (peccato non siano regolabili) hanno un angolo piuttosto chiuso, richiedendo un minimo di "rodaggio" per abituarsi alla posizione ravvicinata delle braccia.

FACILE PER TUTTI

Una delle qualità più evidenti, una volta in movimento, è la versatilità d’uso di questa moto. Adatta al consueto tran-tran casa-ufficio, ma anche ad un turismo di medio cabotaggio, la ZZ-R non disdegna anche la sparata in autostrada o qualche piega in una strada di montagna. Il peso contenuto in soli 148 Kg, la rende fruibile da chiunque, senza distinzione di sesso, età o forza fisica. Inoltre, il baricentro basso, le dimensioni contenute e le valide doti dinamiche, le conferiscono un’agilità ed una maneggevolezza invidiabili in ogni situazione.

PACIOSA AI BASSI Inutile aspettarsi fiumi di coppia da un motore piccolo come questo, il motore della ZZ-R ama gli alti regimi, "va tirato" per dare il meglio, e se si vuole una certa rapidità occorre lavorare continuamente con il cambio, il che in città è un po’ logorante. Insomma il twin è un po’ "povero" fino ai 7.000 giri. Ma non fraintendete, la ZZ-R 250 ai bassi regimi è comunque molto piacevole, sale di giri in modo lineare con un’erogazione fluida e senza "buchi".

SU DI GIRI Per divertirsi, però, bisogna poter scorazzare liberamente lontani dal traffico. Allora si inizia a spingere, la mano si fa più "pesante" ed il motore sembra rinascere. Superati gli ottomila: la ZZ-R prende una piega diversa, cambia la voce ed il twin inizia a scalpitare con più veemenza, acquistando vigore.

ALLUNGO

Se amate i motori che allungano qui avete trovato pane per i vostri denti. Superati i diecimila giri, la ZZ-R 250 esplode in tutta la sua rabbia compressa, urlando come una forsennata e puntando a testa bassa la zona rossa del contagiri, posta poco sopra i quattordicimila. Certo la potenza è quella che è, ma i 34 cv sono più che sufficienti per divertire anche i piloti più scafati.

NON TI TRADISCE Bassa, agile e leggera; cercare il limite di questa due-e-mezzo viene istintivo. Il telaio è in grado di reggere cavallerie ben più scatenate mentre le sospensioni denotano una taratura ben mediata tra comfort e sportività. Sul dritto e nelle curve veloci, la ZZ-R 250 non dimostra nessuna incertezza, rimanendo stabile anche a manetta spalancata. Quando la strada si fa a curve, il risultato non cambia. In staccata la forcella lavora bene, consentendo d’impostare al meglio l’ingresso curva. Una volta inseriti fa tutto lei: scende in piega facile, tiene la traiettoria concedendo anche degli errori di valutazione sempre facilmente rimediabili. In uscita di curva, poi, è possibile aprire a manetta senza indugi.

FRENATA

Buono ma non entusiasmante l’impianto frenante. Il disco anteriore non spicca per potenza bruta, ma si apprezza molto la modulabilità dell’azione frenante e la sensazione di "presa" immediata sul disco. Opposto, invece, il feeling con il comando a pedale del freno posteriore, su cui sembra di non esercitare mai abbastanza forza, salvo poi trovarsi col posteriore bloccato.

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