Autore:
Alfredo Verdicchio

TUTTOFARE Moto intelligenti, così vengono definite queste moto buone per tutto e per tutti. Moto fin troppo intelligenti per essere apprezzate dal motociclista modaiolo che, dati alla mano, sembra sempre più attratto dalle supersportive da 150 cv in su (che fanno tanto pilota) o dalle più recenti moto da "aperitivo", con cui pavoneggiarsi davanti al locale trendy del momento. Risultato: l’attenzione quasi maniacale per l’estetica tende a render ciechi di fronte a moto meno appariscenti (ma più funzionali) come le due protagoniste di questo incontro-scontro, a base di comfort, funzionalità e piacere di guida.

PREZZI BASSI Già, tre elementi che non sempre la moto del "momento" ha tra le sue carte vincenti, che spesso, di vincente non ha nemmeno il prezzo, un dato che per la

ZR-7 e la Fazer 600 si mantiene abbondantemente al di sotto degli 8.000 euro: 7.070 per la Kawa e 7.530 per la Yamaha. Soldi che vale bene la pena di spendere, visto la cura con cui le due seminude sono prodotte: buono l’assemblaggio delle parti, così come le finiture e le verniciature di telaio e carrozzeria che non lasciano adito ad alcuna lamentela.ATTENTE AL PARTICOLARE Uno scontro alla pari sin dalle prime battute (anche se nel prezzo vince la Kawa), che si conferma anche nella completa dotazione di serie di cui godono entrambe, con piccole varianti tra l’una e l’altra. Così la Kawa mostra la regolazione della distanza di entrambe le leve al manubrio e due comode maniglie per il passeggero, mentre la Fazer ci tiene sempre aggiornati sull’ora, sul livello del carburante (ha l’indicatore della riserva), insieme al comodo tasto delle "4 frecce".
Doppio cavalletto, maniglie per passeggero (alla lunga un po’ scomoda quella della Fazer), strumentazioni complete dall’aspetto racing, ganci per ancorare i bagagli, completano una dotazione ricchissima per entrambe, che le fa rivaleggiare (quasi) a pari merito con le più muscolose e costose sport-tourer.LE ORIGINI Con quest’ultime il paragone diventa sicuramente più difficile se lo si parla prestazioni, eppure le due semivestite sanno dare molto di più di quello che a prima vista può sembrare. Entrambe montano un 4 cilindri in linea ma con caratteristiche, cilindrate e prestazioni ben differenti. La più piccola, la Fazer, è una 600 a tutti gli effetti (599 cc). Il suo 4 in linea 16 valvole raffreddato a liquido derivato dalla sportiveggiante Thundercat di qualche anno fa, che all’albero registra una corposa scuderia di ben 95 cv, contro i soli 76 cv della più cresciuta ZR-7S (739 cc), il cui motore, però, arriva dritto dritto dai primi anni ’80, con le sue due valvole per cilindro e il raffreddamento ad aria.

NON SPAVENTA I 19 cv in meno e gli anni sul groppone si fanno sentire per la ZR-7, specie nella sfida della manetta. La Kawa fa valere la sua coppia più pronta, così da spuntarla sulla Yamaha nel primo giro di gas. L’erogazione della ZR-7S non è però pulitissima: intorno ai 3000 è un po’ ruvida, ma in compenso è bella progressiva e facile da gestire un po’ per tutti. Insomma non mette certo in imbarazzo, nonostante una volta lanciata, sul tachimetro faccia vedere i 230 orari.

PEPATA TURISTA

La Fazer, invece, è più sorniona ai bassi rispetto alla ZR- 7S, ma rispetto a tutte le 600 attualmente in commercio, ha una grande facilità a prendere giri ai medi-bassi regimi (3000-6000), range in cui tutte le 600 quattro cilindri soffrono per la congenita mancanza di "schiena" ai bassi e medi regimi. Superati i 6.000 giri (dove peraltro si fanno sentire fastidiose vibrazioni al manubrio), la "fazerina" ci ricorda di essere stretta parente di una sportiva, così dai 7.000 in su tira fuori gli artigli ed inizia ad aggredire l’asfalto in modo deciso ma non brusco, trasformandosi da docile gattino in un velocissimo ghepardo da 240 all’ora.COMODA FINO AD UN CERTO PUNTO Niente male per una motoretta che sarebbe in grado di mantenere anche medie elevate in autostrada, se non fosse per la scarsa protezione aerodinamica del bel musetto preso in prestito dalla "fazerona", che ne limita l’uso nel turismo veloce e nei lunghi tratti autostradali. Collo e busto sotto stress, se si superano i 140 orari, mentre nulla (o quasi) da eccepire per il comfort di seduta. La sella è comoda anche se fin troppo concava per chi guida, che si trova in una posizione troppo seduta, perfetta per il turismo, un po’ meno quando si guida allegri tra le curve. Lo spazio, comunque, è più che sufficiente anche per due con bagagli, mentre per entrambi le pedane sono leggermente vicine al piano sella e alla lunga ci si stanca un po’.PIÙ COMODA Altrettanto spaziosa, questo delle pedane è un problemuccio condiviso con la rivale ZR-7S, ma solo per il passeggero che risente dell’attacco alto del silenziatore, lato sul quale per altro si registrano fastidiose vibrazioni superati i 5000 giri. Il pilota, invece, sulla Kawa sta bello comodo, con il busto leggermente caricato in avanti, ben inserito con le gambe negli svasi del serbatoio ben sagomati (la Fazer qui è un po’ cicciotta) ed i piedi ben saldi su pedane alte il giusto. Il manubrio ha la presa piuttosto larga, comoda in tutte le situazioni di guida, dal traffico caotico cittadino, alla guida più impegnata sulle strade ricche di curve e grazie al cupolino protettivo, si viaggia "in piedi" tranquillamente fino ai 160 orari.PIACE DANZARE Ed è qui che la ZR-7S da il meglio di sé. Agile e maneggevole nonostante il peso (210 kg contro i 189 della Fazer), la Kawa si dondola allegra nelle serie continue di "esse", soffrendo solo un po’ in quelle più strette per via del peso. L’avantreno è preciso negli ingressi di curva, il feeling con la ruota davanti è buono e la discesa in piega è bella rotonda: le Bridgestone di primo equipaggiamento offrono un comportamento neutro dell’anteriore ed un buon appoggio su entrambi gli assi.

BUONO MA DECISO Il motore spinge subito, pronto e puntuale proprio nei momenti in cui serve, con una erogazione progressiva che consente ai più esperti di anticipare senza remore l’apertura del gas in uscita di curva rispetto a concorrenti più performanti e costose, ma meno trattabili.

REATTIVA IN CURVA Salendo sulla Fazer troviamo una moto più reattiva tra le curve, con un avantreno molto più veloce nel cercare la corda, tanto da sembrare alle prime un po’ nervosetta nei cambi di direzione più rapidi. Tutto merito del peso più contenuto della Yamaha che, comunque, si mantiene stabile e precisa sia in ingresso, sia in percorrenza della curva. La dolcezza del motore, poi, permette di dare il gas in scioltezza, anche se per avere la stessa spinta della ZR-7S nel lento bisogna tenere il motore più allegro, magari sfruttando una marcia più bassa.MANUBRIO "CORTO" Alzando il ritmo, la Fazer paga lo scotto di avere una posizione di guida maggiormente votata al turismo. Troppo seduti in sella, in piega le pedane basse tendono a grattare in fretta a terra. Inoltre, il manubrio dal "braccio corto" e vicino al corpo, non mette a proprio agio quando si inizia a spingere forte tra le curve.

GAMBE MORBIDE

Quando il ritmo si fa sostenuto, comunque, entrambe le moto soffrono di una certa mollezza del reparto sospensioni. Studiate per andare bene un po’ ovunque, sia la Kawa sia la Yamaha patiscono nelle frenate più decise. I rispettivi nasi tendono a puntare l’asfalto fin troppo velocemente per via della taratura morbida della forcella, mentre il posteriore tende a sedersi allo spalancare del gas.MORDE FORTE La Fazer 600 in più offre la regolazione del precarico molla anche sugli steli della forcella, anche se la sostanza non cambia, questo perché a tirar giù il muso della Fazer c’è un forzuto e prontissimo impianto frenante derivato dalle sportive di casa. La morsa è fin troppo pronta (ma comunque ben modulabile), tanto che la moto affonda in fretta, ma senza perdere molto del suo rinomato equilibrio generale.

PIÙ TRANQUILLO

Di tutta altra pasta l’impianto frenante della ZR-7S, meno potente nel mordere i due padelloni lì davanti, ma più progressiva nell’azione frenante, coadiuvata da una forcella leggermente più efficace rispetto alla Fazer 600.