Autore:
Alessandro Codognesi

SOGNI DI MEZZA ESTATE Tutti abbiamo preconcetti, mi metto in cima alla lista. Insomma, sfogliando il listino Kawasaki fantastico su quale modello mi piacerebbe avere in prova e mi immagino a divorare tornanti in sella a una Z1000, sulle alpi francesi. O su un’autobahn a 299 km/h, gli occhi pallati, accucciato su una ZZR1400. O ancora, impegnato a non prendere il volo al curvone di Misano su una ZX-10R. Roba così, insomma. Sogni che, normalmente, non contemplano la Kawasaki Versys 650 ABS. Perché non è la novità, non è una bruciasemafori, non ha un motore esuberante. Però, quando la guidi tutti i giorni capisci che i sogni sono una cosa, la realtà un’altra. E che, nel 99% dei casi, meno è meglio.

L’APE MAIA In questa colorazione ribattezzata “Ape maia”, la Kawasaki Versys 650 ABS ha l’aria simpatica. Di quelle con cui puoi giocare subito, che non chiede nulla in cambio, manco fosse tua da sempre. E così è, anche per chi è meno esperto. Perché la sella è bassa (845 mm) e trovi subito l’appoggio con i piedi, il manubrio alto e largo, il busto eretto. Come sedersi sulla poltrona di casa, che sai perfettamente avere quella forma e quella consistenza, e ti calza a pennello. Ed è giusto che sia così, essendo questa la piccola delle Versys.

TIMONE E se ti muovi la fiducia che ti trasmette cresce ancora di più. Perché sulla Kawasaki Versys 650 ABS ci sono tanti aiuti per una guida intuitiva. Il manubrio è un timone che indirizza la ruota anteriore proprio dove pensi e non più in là, il comando del gas è burro, frizione e freni accompagnano invece che aggredire. I cilindri borbottano sornioni, senza strappare o gridare. Le sospensioni sono tarate soffici ma non scompongono l’assetto. Tutto facile e intonato, insomma. Stona solo il comando del cambio, duretto anche a caldo.

QUALCHE ACCESSORIO E SI PARTE Basta attingere a un paio di accessori dal catalogo ufficiale Kawasaki per trasformare la Versys 650 ABS in un coltellino svizzero. Con qualche centinaio di euro in più, infatti, si può montare cupolino rialzabile (131,1 euro), regolabile con una piccola ghiera, borse laterali rigide (592,4 euro con i supporti) e manopole riscaldate (211,1 euro). Che, sommati ai 7.750 euro della moto, fanno 8684 euro. Non pochi, certo, ma così si ha davvero tutto quello che serve.

GUIDALA! E poi, la Versys 650 ABS, anche tra le curve più tortuose, ha una guida spigliata ed efficace. Curva in maniera sincera, onesta, tramsette sempre tanto feeling. Si può anche andare forte con la Versy "sei e mezzo", e molto, perché la ruota da 17” regala fiducia in abbondanza come su una moto sportiva, e poi le sospensioni sono sufficientemente frenate per poter spingere. Solo la posizione di guida, quando ci si mette a tirare, ostacola un po’, con le gambe molto rannicchiate che chiedono pietà a lungo andare.

CON RAZIOCINIO Oggi in commercio ci sono le endurone, moto che galvanizzano chi guida per i loro motori stracolmi di coppia e la loro guida intuitiva. Però, se si smette un secondo di farsi trasportare e si pensa con la testa, la Versys 650 ABS diventa terribilmente sensata. Ha un motore dolce, senza particolari ormoni, e una guida sincera. E poi costa il giusto offrendo molto. Come dite: non è un capolavoro di design? Vi assicuro che, in questa colorazione, ha tutto un suo perché.

IN QUESTO SERVIZIO
Giaccha e pantaloni: OJ COMPLETO DESERT EVO
Stivali: OJ LONG WAY
Casco: CABERG TOURMAX
Guanti: IXON RS GLOBAL HP


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