Autore:
L. Cereda e A. Codognesi

C’E’ PRIMA E PRIMA Moto entry-level o moto “per cominciare”? A volte le definizioni coincidono e altre no. Per rendersene conto è bastata qualche settimana in sella alla Kawasaki Ninja 300, primo step delle Kawa stradali. Che nell’estetica trasuda il fascino della moto sportiva, potente sui neofiti, ma che richiede qualche malizia per essere gudata come si deve. Nonostante i limiti di cavalleria, il motore piccolo, il peso contenuto e i costi di gestione “leggeri” per il portafoglio.

MIGLIORATA Questo perché la Kawasaki Ninja 300, delle moto supersportive, ricalca l’intera impostazione e non si limita a scimmiottarne il look. Look peraltro migliorato nettamente rispetto alla Ninja 250 che sostituisce, pur conservando un design molto carico, spigoloso, diluito nei suoi eccessi di tormento dalla livrea nera. Al netto di qualche economia nella carenatura e di certi montaggio non esattamente al millimetro, il passo in avanti sul passato è comunque innegabile.

KAWASUTRA Design a parte, guidare una piccola moto che ammicca alle sportive significa familiarizzare col semimanubrio, con cui l’amore a prima vista non è scontato, e utilizzare il corpo nei cambi di direzione. In senso assoluto niente di impegnativo, si capisce, ma per chi è alle prime armi l’approccio può non essere dei più soft. Anche perché la Kawasaki Ninja 300 impone una posizione di guida non proprio naturale: si viaggia con le braccia protese, quasi aggrappati all’avantreno, e con le gambe rannicchiate. Posture cui ci si abitua in fretta, ma un buon chiropratico consiglierebbe di accomodarsi altrove.

PICCOLI MOTORI CRESCONO Perfino il motore della Ninja 300, nel suo piccolo, ha il suo caratterino. Rispetto al passato è cresciuto di cilindrata, passando da 249 a 296 cc, ha una corsa più lunga, pistoni più corti e leggeri e un peso contenuto se confrontato con il motore della Ninja duemmezzo. Un bicilindrico parallelo da 39 cv e 27 Nm di coppia massima che non ha gran muscolatura da sfoggiare, ma in compenso sceglie di cambiare passo agli alti regimi, dove l’erogazione, prima morbida, s’imbizzarrisce all’improvviso.

SGUSCIANTE In tutto ciò, l’altra faccia della medaglia è che un motociclista minimamente rodato non rischia di annoiarsi troppo, almeno nell’utlizzo quotidiano. Bassa, ben bilanciata e leggera, la Ninja 300 è una moto con la quale nel traffico si sguscia che è un piacere. Promossa pure la frenata, molto modulabile. Pensare di votare la Ninja 300 al casa-ufficio non è dunque follia. Perché è agile, appunto, ma anche perché la ciclistica (forcella telescopica da 37 mm e sospensioni posteriori Uni-Trak con precarico regolabile in cinque posizioni) rifugge risposte secche, capace di mediare anche con le strade più brulle. Solo le buche, se prese troppo di slancio, rischiano di turbarne l’equilibrio dell’assetto.

POCA SETE Per il resto, nel day-by-day i limiti della Kawaski Ninja 300 riguardano soprattutto la capacità di carico. Le sue forme da supersportiva mignon riducono il sottosella a un posacenere e, malgrado la seduta sia bassa anche per il passeggero, lo spazio offerto è uno strapuntino. Ma se viaggiate in solitaria non avrete granché da lamentarvi. Anche perché i consumi della ninjetta stanno dalla vostra parte.   


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