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Kawasaki Ninja 250R

Kawasaki Ninja 250R

La nuova baby Ninja fa il suo ingresso in società. Pensata soprattutto per un pubblico giovane e sportivo, unisce tanta facilità di guida allo stesso spirito tagliente delle sorelle di cilindrata maggiore.
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Autore:
Michele Losito

DEBUTTO IN SOCIETA'
Le moto cosiddette "d'ingresso" nella gamma di un Costruttore vengono spesso sottovalutate dagli addetti ai lavori, ormai assuefatti ai numeri roboanti dei modelli di categoria superiore.Le cose sono andate diversamente nel caso della nuova Kawasaki Ninja 250R che, grazie soprattutto ad un vestito perfetto per il ballo delle debuttanti, è riuscita a creare da subito interesse intorno a sé.

ANDATE A RUBA Interesse che ha sorpreso anche Kawasaki stessa, tanto è vero che le moto previste per il 2008 sono già state tutte prenotate dai concessionari di tutta Europa. Tra i paesi più voraci c'è la Spagna, che ha fatto man bassa delle prime Ninja 250 disponibili, mettendo in difficoltà paesi che sono arrivati dopo nel capire le potenzialità del mezzo. La terra di Lorenzo e Pedrosa, infatti, non è solo una buona incubatrice di giovani campioni, ma è anche uno dei paesi dove le moto di piccola cilindrata sono una realtà importante, come abbiamo potuto verificare durante la presentazione della Ninja 250R avvenuta proprio a Barcellona.


NUMERI VERI
A livello europeo, in ogni caso, il segmento delle moto di 250cc vale circa 8.000 pezzi immatricolati nel 2007 e, se si guarda oltreoceano, i numeri crescono ancora, con quasi 23.000 pezzi immatricolati, sempre relativamente allo scorso anno. Kawasaki, poi, ha una tradizione consolidata in questo segmento, dove fino al 2004 esisteva la ZZR250 a tenere alta la bandiera con i colori di Akashi, e con la nuova Ninja 250R che prosegue proprio nel solco della sua apprezzata parente.

MOTO DONNA Tra l'altro, una brevissima conversazione "semaforica", avvenuta fra una giovane centaura a cavallo di una sgangherata Honda CBR125R e un collega giornalista in sella alla Ninja 250R, ci ha fatto capire al volo quanto in Kawasaki abbiano centrato l'obbiettivo. Il pubblico femminile è infatti una delle categorie per le quali questa moto è stata pensata, mentre l'altra è sicuramente quella dei giovani tra i 18 e i 30 anni, che come le fanciulle sono spesso alla ricerca di un mezzo facile da utilizzare, accessibile economicamente e poco impegnativo come dimensioni e prestazioni.

FASCINO SOLITARIO Le moto che rispondono a esigenze di questo tipo attualmente non sono moltissime e le poche che esistono mancano di quella presenza estetica che invece non fa difetto a questa Ninja in formato ridotto. Le cui linee riprendono quelle delle sorelle da 100 cavalli ed oltre, con risultati pregevoli soprattutto per quanto riguarda l'aggressivo frontale - dal faro simile a quello della prima generazione di Z750 - e il gruppo sella e codino, diretto al cielo come si conviene su una moderna moto sportiva.


FIANCO PESANTE
Nemmeno il laterale delude, perché le proporzioni sono quelle di una moto sportiva vera, seppur di dimensioni ridotte. Però, a mio parere, la scelta del monocolore per la carenatura rende il fianco della moto un po' pesante, soprattutto nella colorazione verde lime. A voler essere pignoli, poi, la "gommina" posteriore da 130 certo non valorizza la vista di coda della moto, anche se la scelta è tecnicamente comprensibile, data la potenza e i pesi in gioco.

M'AMA O NON M'AMA D'altra parte, tutta la moto è stata allestita sapendo che i cavalli da gestire non sarebbero stati un'enormità.L'obbiettivo, in questo caso, era offrire un prodotto gratificante ma al tempo stesso economico - non una moto prestazionale, quindi - e bisogna ammettere che Kawasaki è riuscita nell'intento, mixando a dovere risparmio e cura del dettaglio. Un esempio su tutti sono i freni, che utilizzano dischi da "m'ama o non m'ama" come sulle Ninja più grosse, ma abbinati a pinze minimal, a doppio pistoncino davanti e singolo pistoncino dietro.


APPOGGIO ADEGUATO
Lo stesso vale per le sospensioni, che sfruttano elementi tradizionali e privi di regolazioni, a parte l'utile precarico del mono su 5 posizioni, ma che fanno tutto quello che devono fare senza essere scenografiche. E così pure per le gomme, che sulla Ninja 250R sono addirittura più strette di quelle montate su certe 125 sportive a due tempi (110/70 all'anteriore e 130/70 al posteriore), ma che si sono rivelate più che sufficienti anche nella guida brillante, persino sull'asfalto non perfettamente asciutto di una strada di montagna.

VISTA POVERA Analizzato con l'occhio di chi di solito usa moto più grandi e costose, solo il cruscotto appare poco gratificante. Il disegno degli strumenti è piuttosto datato e la quantità di informazioni che danno si limitano allo stretto indispensabile. Anche i blocchetti elettrici, e più in generale gli accessori montati sul manubrio, sono davvero economici- manca addirittura il pulsante del lampeggio diurno - e dispiace che in un prodotto altrimenti ben curato si sia persa di vista proprio la zona che più frequentemente cadrà sotto l'occhio di chi lo acquisterà.

TECNICA MODERNA Non si è risparmiato, invece, sul motore della piccola Ninja, che sfrutta la tecnologia più attuale per dare piacere di guida anche con soli 249cc a disposizione. Molto lavoro è stato fatto su iniezione e fasatura: la prima utilizza una doppia farfalla nei condotti di aspirazione - come sulla ZX-6R - e moderni iniettori a 8 fori, che permettono una gestione più precisa dell'iniezione e vantaggi in termini di reattività ai bassi regimi. Per la seconda si è invece cercato il miglior compromesso con l'alzata delle valvole (otto, comandate da due alberi a camme in testa) per migliorare ulteriormente l'erogazione ai regimi medio-bassi. Per ridurre le emissioni, infine, i catalizzatori sono addirittura due, uno vicino all'uscita delle camere di scoppio e uno nel silenziatore.


COMPETITIVA
Tutto questo ha permesso di ottenere una potenza massima di 33cv (24 kW) a 11.000 giri e una coppia di 22 Nm a 8.200 giri. Sono dati interessanti che, uniti ad un peso dichiarato di circa 154 chili a vuoto, mettono la nuova Ninja in competizione diretta con le varie sportive e nude stradali di 600cc ed oltre depotenziate fino al limite di legge (25 kW per chi ha la patente A a 18 anni), ma che presentano dimensioni e pesi più difficili da gestire. Al contrario di questa Kawa, che fa invece della semplicità d'uso e della massima accessibilità - la sella è a soli 775mm da terra - due delle sue qualità più convincenti.

IL PREZZO C'E' Un'altra qualità è sicuramente il prezzo d'acquisto, fissato per l'Italia a 4.350 euro, franco concessionario. Le colorazioni disponibili al momento sono solo due, la classica verde lime Kawasaki e un aggressivo nero, mentre sono già pronti molti accessori ufficiali per rendere ancora più cattiva la piccola Ninja. La disponibilità è fissata per la fine di aprile, o al più tardi i primi di maggio.


VITA STRETTA
Salendo in sella alla Ninja 250R si percepisce immediatamente di essere su una moto di piccola cilindrata. Infatti, se "da terra" la moto può ben simulare l'appartenenza a una categoria superiore, il discorso cambia dalla prospettiva di chi guida, perché la vita da vespa e le dimensioni del serbatoio tradiscono subito i pochi centimetri cubi a disposizione. In compenso, i comandi sono tutti a portata di mano e, proprio grazie alle dimensioni ridotte della moto, le manovre da fermo sono semplicissime per chiunque.

TAKE IT EASY E proprio la facilità di utilizzo è stato il filo conduttore di tutte le scelte tecniche fatte sulla moto. Già dai primi metri, quindi, ci si accorge di quanto un mezzo del genere possa essere propedeutico per chi vuole cominciare a salire con cilindrata e potenza a disposizione e di quanto la Ninja sia portata nel mettere a proprio agio chi guida, grazie a comandi sempre morbidi e mai impegnativi da gestire.


ONESTA E CONCRETA
Ovviamente, con poco più di 30 cavalli a disposizione non è necessario avere chissà quali prestazioni da freni, cambio o sospensioni, ma va dato atto a Kawasaki di aver realizzato una moto sulla quale tutte queste componenti svolgono il loro lavoro in modo onesto e senza pecche particolari. I freni sono potenti e modulabili, la frizione è morbida e dallo stacco preciso e le sospensioni lavorano più o meno come su moto ben più costose.

A MISURA D'UOMO Perlomeno in città, terreno principe per una moto come la Ninja 250R e per il quale anche il motore sembra particolarmente adatto. Il piccolo bicilindrico parallelo, infatti, ha sfoggiato una grande regolarità d'erogazione a tutti i regimi, accettando di girare a regimi bassissimi anche con le marce alte e di saper riprendere aprendo il gas da velocità a passo d'uomo, ma anche con una solerzia tutta umana...


QUASI UN DUE TEMPI
Ma un altro vantaggio di questa architettura dei cilindri è anche quello di poter girare abbastanza forte e da questo punto di vista la Ninja non delude, con un fuorigiri utile di circa 1.500 giri oltre il regime di potenza massima e una spinta che si fa avvertibile già da quasi duemila giri prima. Quando ci si vuole divertire, quindi, la Ninja va guidata come se fosse una due tempi, tenendola il più possibile su di giri, ma con il vantaggio di poter andare all'occorrenza anche sotto il regime di coppia massima senza rimanere troppo al palo.

DIVERTENTE Guidata in questo modo, la Ninja 250R mostra di meritarsi lo stesso nome delle sorelle di cilindrata superiore e di saper divertire anche chi è abituato a ben altra cavalleria. Questo perché il telaio tubolare e le sospensioni accettano di buon grado la guida veloce sul misto - entro certi limiti - grazie anche alla bontà dell'accoppiata fra una gommatura super agile e le misure di passo (1.400mm) e inclinazione cannotto (26°) più da 600 che da 250.


GAMBE SCOMODE
Anche nella guida veloce l'ergonomia del posto di guida appare azzeccata e il controllo della moto non viene mai meno. Se i chilometri si accumulano, però, la posizione delle pedane risulta un po' troppo avanzata e rialzata (perlomeno per un pilota nei dintorni del metro e settanta di altezza), con il risultato che le gambe alla lunga si affaticano. In compenso, le vibrazioni sono contenute sia sulle pedane che sulla sella e sul manubrio, a tutti i regimi, quindi nel complesso anche il comfort non è male.

SCUOLA GUIDA Guidandola un po' oltre la sua principale destinazione d'uso, perciò, la Ninja 250R non ha mostrato grossi punti deboli. Anzi, tutto considerato si è rivelata una moto discretamente attrezzata persino per qualcosa di più di una semplice gita fuori porta. Difficile chiedere di più, quindi, a questa nuova Kawasaki che, al momento, sembra il mezzo più adatto a traghettare i motociclisti in erba verso prestazioni più impegnative, senza per questo essere troppo penalizzante in termini di piacere di guida e immagine.


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