Autore:
Paolo Sardi

A ME GLI OCCHI Per debuttare nel mondo degli scooter, la Kawasaki ha scelto di non rinnegare il suo passato. Nel Kawasaki J300 il DNA sportivo viene quindi fuori in modo evidente, sotto ogni punto di vista. La carrozzeria ha un aspetto grintoso, con forme appuntite e uno scudo sciancrato, che in velocità protegge pochino ma che sa catturare molti sguardi, compresi quelli dei pedoni più distratti. Anche molti dettagli sono da moto vera: i comandi idraulici dei freni, per esempio, hanno un’aria curatissima ed entrambe le leve sono regolabili, qualcosa che a volte manca anche su maxinaked blasonate.

FACTOTUM La sportività traspare invece meno a livello di posizione di guida. Sul Kawasaki J300 si siede infatti in basso (775 mm da terra), relativamente vicino alla pedana, e con il manubrio rialzato, che non invita a spingersi tanto in avanti con il busto. Poco male, però, perché anche così si ha un buon controllo e ci si stanca poco, pure se si viaggia per tanti chilometri. Protezione aerodinamica a parte, il J300 se la cava bene anche nei panni del giramondo e del pendolare a lungo raggio, grazie a una sella comoda, sotto la quale si nasconda un vano molto capace, perfetto per trasportare gli oggetti più lunghi ma con anche un discreto sviluppo in larghezza. Quanto a praticità e sicurezza, non c’è bauletto che tenga.

MR MUSCOLO L’asso nella manica del Kawasaki J300 è tuttavia il motore, che ha un gran temperamento e una vivacità da primo della classe. Sulla carta la potenza (28 cv) e la coppia sono simili a quelle dei rivali ma alla prova dei fatti la musica è un po’ diversa. Quando il verde al semaforo ha il sapore della partenza di un Gran Premio, i rivali diretti rimangono un bel po’ indietro, per merito anche dell’efficienza del reparto trasmissione, che riesce a trasformare in un impulso in avanti ogni rotazione dell’acceleratore.

STESSA LUNGHEZZA D’ONDA L’assetto parla la stessa lingua, è piacevolmente sostenuto ma è in grado comunque di risparmiare alle terga i colpi più duri. La sua taratura, unita al baricentro basso, maschera un interasse importante, rendendo il J300 reattivo nei rapidi cambi di direzione e stabile e sincero nei curvoni in appoggio, che si permette il lusso di affrontare con una disinvoltura non comune tra gli scooter. E quando c’è da fermarsi, si può sempre contare sul buon mordente dei due dischi, che chiedono solo di essere azionati con una certa decisione, sotto l’occhio vigile di un ABS ben regolato.

L’OUTSIDER Tirando le somme, il Kawasaki J300 ha tutte le carte in regola per tenere alta la bandiera degli scooter a ruota bassa, che da qualche tempo in Italia hanno dovuto cedere un po’ il passo nelle classifiche di vendita ai modelli a ruota alta. Piacevole e scattante, con tanta versatilità per l’uso quotidiano e con una spiccata connotazione sportiva, a 5.130 euro f.c. è un’ottima alternativa ai best seller del mercato

Foto di Andrea Schiavina

Cosa ho indossato

Giacca IXON MONTANA
I capi che vestono a cipolla rischiano spesso di vincolare chi li indossa nei movimenti ma con la Ixon Montana non funziona così. La parte esterna in materiale più resistente, la membrana impermeabile e l’imbottitura termica vestono bene anche me, che da troppi lunedì rinvio l’inizio della dieta. Ottime le regolazioni dei volumi in vita e sulle braccia, per quando si stacca l’interno durante la stagione estiva, per la quale sono presenti anche numerose prese d’aria. Un’altra scelta furba è rappresentata dalle tasche chiuse con il velcro, pratiche da usare anche indossando i guanti. Un difetto? Il polsini potrebbero essere rifiniti meglio, ma sulla cosa si può tranquillamente chiudere un occhio.

Jeans MOTTOWEAR CITY X
Questi pantaloni fanno del comfort il loro fiore all’occhiello. Il tessuto è morbido e la gamba è ampia, tanto che non provoca indolenzimenti nemmeno dopo lunghe ore passate nella posizione di guida. Il rovescio della medaglia è che in caso di caduta le protezioni potrebbero muoversi dalle ginocchia ma per fortuna posso scrivere questa cosa usando il condizionale…

Casco CABERG EGO STREAMLINE
Questo casco si presenta forte di un buon rapporto qualità/prezzo e può essere una valida soluzione per chi usa lo scooter o la moto ogni giorno ma non vuole spendere una fortuna. Il suo fiore all’occhiello è senza dubbio l’efficientissimo sistema di ventilazione superiore CASC, che permette di rinfrescarsi le idee anche nelle giornate più torride. Una volta chiusa la paratia scorrevole, comunque, non c’è spazio per spifferi o sibili strani, cosa che permette un reale impiego “quattro stagioni”, complice anche la visiera parasole integrata. Tra i pochi particolari che non soddisfano del tutto c’è invece la protezione antivento all’interno della mentoniera, che ha un’aria un po’ economica.

Scarpe TCX X-RAP GORE TEX
Queste scarpe sono una risposta perfetta per chi cerca un capo da indossare quotidianamente, che non abbia un’aria troppo tecnica ma che assicuri una protezione con i fiocchi. La qualità della tomaia è un ottimo biglietto da visita ma la vera sorpresa viene dalla comodità della calzata: anche dovendo fare lunghi tratti a piedi, non si manifesta alcun indolenzimento. Il marchio Gore Tex è poi una garanzia: il piede non suda tanto, si mantiene caldo anche durante le giornate fredde e per ritrovarsi con il piede bagnato si deve guidare sotto il diluvio universale.

Guanti OJ ENERGY
Anche se a prima vista questo guanto potrebbe sembrare un po’ rigidino, una volta indossato soddisfa sotto tutti i punti di vista. S’indossa facilmente, grazie alle ampie regolazioni sulla chiusura, ha una proporzione corretta tra ampiezza nella zona del palmo e lunghezza delle dita e lascia a queste ultime una buona sensibilità, nonostante l’eccellente isolamento termico.


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