Autore:
M.A. Corniche

RADDOPPIA

Pochi ritocchi estetici per la monocilindrica BMW che ora fa scoccare la doppia scintilla. Sui coperchi laterali del motore compaiono le scritte "2-Spark" a sottolineare che ora sono due le candele che scoccano nel cilindro della seiemmezo bavarese e che cambia anche la gestione del motore, affidata a una centralina con una capacità di calcolo superiore a prima e a un software più complesso.

STESSI CAVALLI, MA PIÙ PULITI

Un upgrade che pensa più all’ecologia che alle prestazioni con valori di potenza e di coppia praticamente invariati, se non per i 200 giri in meno in cui il monocilindrico raggiunge il valore di coppia massima di 60Nm, da 5000 a 4800 giri. La potenza rimane ferma a 50 cavalli a 6500 giri e anche la velocità massima rimane inchiodata al palo dei 170 km/h.

GRAZIE NON BEVO

Se non è in grado di fornire sensazioni forti, la nuova F650GS dà meno soddisfazione al benzinaio, meno assetata (tra il 6 e il 14% in meno) con 23,2 km/litro dichiarati a 120 km/h.

RITOCCHI

Con il motore rinnovato si rinnova anche l’aspetto della F650GS. La cura estetica si fa notare soprattutto nella parte anteriore, con un nuovo cupolino che incorpora un faro ridisegnato e più grande.

POLIFEMO

Sarebbe stato lecito aspettarsi che anche la piccola enduro BMW avesse una faccia da GS, con il doppio faro asimmetrico, invece la F650GS rimane un po’ la sorella povera della R1200GS, con un faro che ricorda più la mascherina Kawasaki che lo sguardo da dura bavarese. Peccato, occasione mancata per nobilitare la F.

Il parabrezzino

di cui è dotata di serie la F650GS è nuovo e può essere rimosso o sostituito facilmente dal parabrezza della Dakar, più alto e protettivo, in plastica chiara per l’occasione.

ANCHE DAKAR

Rimane, ovviamente anche la versione Dakar, con parabrezza alto ma in plastica bruna, cerchio anteriore da 21 pollici e sospensioni a escursione lunga. Anche la Dakar, come la F650GS regular ha nuove prese d’aria sulle fiancate e una coda più tecnica, con un nuovo portapacchi su cui si può montare direttamente il bauletto, senza piastre supplementari. Il piano di appoggio del portapacchi incorpora sempre uno sportellino con chiave che dà accesso a un piccolo vano per documenti e piccoli oggetti. Piccola modifica anche per i comandi al manubrio, con la leva della frizione regolabile nella distanza, il selettore per le manopole riscaldate incorporato sulla destra e il pulsante per attivare gli hazard al centro del manubrio.

CRUSCOTTO SERIOSO

Gli strumenti hanno ora una grafica più seria su fondo grigio. Interessante la possibilità di caricare la batteria tramite la presa di corrente e di avviare la F650GS con la batteria scarica senza smontare nulla, collegando una batteria carica al polo positivo (sotto la sella) e al negativo (sul coperchio del cambio). La soluzione è stata introdotta già sulla Montauk e adesso sarà probabilmente allargata a tutta la gamma.

PIÙ PRONTA

In sella la F650GS non cambia molto dalla serie precedente. La doppia candela e la nuova gestione del motore non incrementano le prestazioni ma rendono forse il monocilindrico un poco più deciso a tutti i regimi quando si chiede potenza. Il nuovo parabrezza è piuttosto efficace e protegge abbastanza bene il busto dalla spinta contraria dell’aria rendendo i viaggi poco affaticanti.

SIT DOWN

La posizione è seduta, con la sella bassa bassa (78cm da terra) e il manubrio alto, un mix adatto più ai brevilinei che ai giganti in stile teutonico che si troveranno inevitabilmente incassati. Una motina onesta che fa il suo onesto lavoro, non economica nel prezzo ma economica nella gestione.

PERFETTA PER INIZIARE

Una moto ideale per gli iniziandi, per sella bassa, praticità, facilità di guida e prestazioni, forse un po’ troppo anonima nel comportamento per gli iniziati che desiderano provare un minimo di emozione. Del resto la sua destinazione d’uso è ben precisa: città, qualche gita fuori porta, primi viaggi-vacanze. Anche se si chiama GS ma non ha nulla a che vedere per carattere con la sorella maggiore…

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