Autore:
Alessandro Codognesi

LO CONFESSO Devo ammetterlo: quando è arrivata in redazione, l’Husqvarna TR650 Terra non mi ha fatto strappare i capelli dalla gioia. Quel suo look stralunato, i particolari un po’ economici e soprattutto il fatto di derivare dalla sorella tedesca G 650 sono tutti elementi che mi hanno fatto approcciare a lei in maniera un po’ prevenuta, lo ammetto. Ma nella vita di tutti i giorni, i pareri sul suo conto sono cambiati.

SEI PESANTE Il limite più grosso della Husqvarna TR650 Terra è il peso: nulla di drammatico, beninteso, ma i 184 chili in ordine di marcia, complice anche il baricentro alto, si fanno sentire, soprattutto quando si sposta la moto a mano. Quando la accendo per portarmela in garage però, la situazione migliora parecchio e l’agilità data dal manubrio largo compensa molto i chili di troppo. Il tipico zig-zag nel traffico di tutti i giorni viene abbastanza naturale, attenzione solo agli specchietti delle macchine e…ai bombardamenti degli scarichi a ogni rilascio.

RUVIDITÀ In questo scenario, stona un po’ il motore, o meglio, la sua erogazione. Non manca di potenza vera e propria, anzi in alto spinge bene e con convinzione. È nella parte bassa del contagiri che manca un po’ di grinta, cosa insolita per un monocilindrico. Ma d’altronde, così era il mono BMW e così è quello dell’Husqy, che sembra solo più pieno lungo tutto l’arco di erogazione. Se la ruvidità del motore può dar fastidio, di certo non lo faranno i consumi: anche andando spediti, difficilmente scenderete sotto i 20 km/l.

FUORI DI STRADA Fuga dalla metropoli, direzione campagna. È qui che la Husqvarna TR650 Terra riguadagna punti, nell’enduro soft. Sul duro asfalto, infatti, il leggero tassello e la ruota anteriore da 21 fanno sentire un po’ fuori luogo, riguadagnando invece punti quando la strada finisce. È qui, quando non ci sono ostacoli insormontabili ma solo sterrati e qualche saltino, l’habitat naturale della Terra. È vero, il motore va tenuto un po’ più allegro del previsto e il peso non è piuma come sulle enduro vere. Ma il DNA c’è e si sente, eventuali salti sono più che ben accetti come anche la guida in piedi tipica del fuoristrada. Occhio solo a non esagerare con il mandare a pacco le sospensioni…

ESAGERO Gira e rigira, alla fine si finisce con il farsi prendere la mano e la piccola Husqy manda chiari segnali: la forcella affonda troppo facilmente e i 184 chili si fanno sempre più invasivi. Ma a questo punto, mi rendo conto che non è il caso di andare oltre: anche se nell’aspetto è simile a una enduro pro, non è fatta per certe cose. Ma con questa, ci vai al lavoro, scorrazzi nel fuoristrada soft e puoi anche galoppare in strada senza consumare una follia. Non è affatto cosa da poco.

IN FIN DEI CONTI Finito il periodo di prova, mi duole un po’ dover riconsegnare la Terra. I consumi così bassi, con la benza a uno-e-otto, sono sempre ben accetti e le sue doti di trasformista sono encomiabili. Tuttavia, non posso non notare come, durante il periodo in prova, non mi sia mai capitato di ridere sotto al casco, quella sensazione di divertimento che parte dallo stomaco e arriva sù su fino al cervello. E dopo un po’ di riflessione, capisco che la nonna aveva ragione: se fai tante cose, rischi di farle tutte un po’… così così.  

IN QUESTO SERVIZIO:

Casco: X-Lite X-551

Giubbotto: Alpinestars T-Fuel

Pantaloni: Alpinestars Axiom Kevlar

Scarpe: Alpinestars Fastback Waterproof

Guanti: Alpinestars Tech Road Gore-Tex


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