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Honda VT1300CX

Honda VT1300CX

In sella alla chopper di serie più estrema del mercato. E' una Honda e stupisce per le linee, ma la VT1300CX ha anche altre qualità da sfoggiare, come la guidabilità e il prezzo relativamente contenuto
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Autore:
Michele Losito

AAA DISTINZIONE CERCASI Le moto custom piacciono perché sanno essere personali e possono diventare uniche senza troppo sforzo. Basta cambiare pochi particolari, spingere sulle cromature o su verniciature ad effetto, perché anche un prodotto entry level diventi una vera "special", gratificando l'occhio e - soprattutto - il suo proprietario. Certo, esistono moto custom già splendide di serie e dotate di linee da far girar la testa, ma di solito si tratta anche di prodotti piuttosto costosi e, comunque, realizzati in serie. Se ci si vuole distinguere appena usciti dal concessionario, senza svuotare il conto in banca, però, c'è un'alternativa molto interessante, che arriva ovviamente dagli USA... anche se è una Honda, la VT1300CX.

CHOPPER FURY...OSO La provenienza da oltreoceano della Honda VT1300X è dovuta al fatto che la moto, presentata nel 2009, nasceva per quel mercato, dove il suo nome è Fury. Le sue linee estreme, però, sono piaciute subito anche nel vecchio continente, così Honda ha deciso di importarla anche in Europa, con solo lievi modifiche riguardanti l'inclinazione della forcella e poco altro. Modifiche che, tuttavia, non cambiano la sostanza del prodotto: un vero e proprio chopper di serie, dove ad un avantreno smilzo e dall'inclinazione esasperata, fa da contrasto un posteriore massiccio ed acquattato su un pneumatico da 200 mm di sezione.

PEZZO UNICO DI SERIE Che siate amanti del genere o meno, la Honda VT1300X è comunque un prodotto ben realizzato e di carattere. L'impostazione è classica, ma alcuni particolari, come la forma del telaio e le proporzioni generali, sono state studiate meglio che su qualunque altro prodotto giapponese del segmento, con il risultato che questa chopper è sì piuttosto estrema, ma a suo modo anche elegante e armonica. Il merito va anche a dimensioni importanti (1.805 mm di  interasse per 2.575 mm di lunghezza totale) e a una cura del particolare tale che la moto sembra davvero una "custom made" uscita da qualche atelier rinomato, piuttosto che da una linea di montaggio.

DIAGONALI FORTI Il particolare più suggestivo è sicuramente la zona del cannotto di sterzo, dove confluiscono il sinuoso serbatoio e la triangolazione superiore del telaio. Il motore della Honda VT1300CX è una spanna più in basso e il "buco" che rimane è l'anima estetica di questo chopperone, sul quale le diagonali tipiche del mondo custom sono estremizzate ad arte. La forcella è inclinata di ben 32° e alla sua estremità c'è una sottile ruota da 21" con un pneumatico da 90 e un grosso disco singolo da 336 mm.

SALISCENDI Dal cannotto si scende fino alla sella, posta a soli 678 mm da terra, che poi risale il grosso parafango posteriore a coprire una ruota da 18" di diametro. Al centro della moto spicca il massiccio e super cromato biclindrico a V di 52° e 1.312 cc, studiato apposta per questo modello (anche se in USA esiste una gamma cruiser con lo stesso motore). Il cuore della Honda VT1300CX ha un'estetica classica ma una dotazione moderna, dato che è provvisto di raffreddamento a liquido (nonostante la fitta alettatura), distribuzione OHC e tre valvole per cilindro. È accreditato di 57,8 cv a 4.250 giri e di una coppia massima di 107 NM a soli 2.250 giri ed è abbinato ad una trasmissione cardanica, collegata a un classico cambio cinque marce con frizione multidisco a bagno d'olio e comando a cavo.

ESTREMA SOLO NEL LOOK Anche in questa realizzazione "sopra le righe", dunque, in Honda non hanno voluto lasciare nulla al caso, per cui nella vita di tutti i giorni la moto non pone particolari limiti, al di là delle dimensioni e di un peso importanti (supera i 300 chili in ordine di marcia). D'altra parte, chi ama questo tipo di moto non si preoccupa troppo della quantità di metallo che viene utilizzato né del suo peso specifico. Peccato, allora, che invece sulla Honda VT1300CX troppi particolari siano in plastica, sebbene ricoperta da uno spesso strato di cromo. In compenso, l'uso di un materiale meno nobile ha un effetto positivo sul listino, dato che il prezzo di questa "special di serie" è al di sotto dei 14.000 euro. Altre concorrenti gratificheranno di più al tatto, ma costano qualche migliaio di euro in più e non hanno il look estremo di questa Honda, che è molto minimal anche nella gamma colori: sono solo due (a scelta nero o azzurro met) e ricoprono qualunque parte della moto che non sia cromata o lucidata a specchio.

NESSUNA SORPRESA Sella bassa, pedane e manubrio piuttosto lontani: dalla Honda VT1300CX non aspettatevi altro. In realtà, l'ergonomia non è poi così male e un conducente di statura media (diciamo sul metro e 70) su questa moto non sta troppo scomodo. La leva offerta dal manubrio, poi, è buona, per cui anche le manovre da fermo, o a bassa velocità, non sono un problema. Certo, per fare inversione sarebbe utile che le strade italiane fossero larghe come quelle americane, tuttavia l'agilità generale della moto non è poi così imbarazzante come si potrebbe supporre.

LUCI ED OMBRE La vista dalla sella della Honda VT1300CX è davvero particolare. La strumentazione è quasi all'altezza del mento di chi guida ed è formata da un unico strumento che racchiude il tachimetro e un piccolo display digitale. Tutto qui. Le dimensioni della moto, poi, non vengono percepite subito, perché fra le gambe è molto sottile, al punto che le cosce non sfiorano il serbatoio, bensì la testa posteriore del motore... È davvero piacevole, inoltre, l'ordine di cavi e tubi al manubrio e l'assenza di altre tubazioni in giro, mentre colpiscono negativamente i blocchetti elettrici un po' cheap e vecchiotti, ma soprattutto la scelta fatta per le chiavi: sono due, una per l'accensione (posta fra le teste dei cilindri) e una per il bloccasterzo, sul cannotto, una soluzione questa un po' desueta.

COME DA TRADIZIONE Se la linea è quella di una chopper da atelier motociclistico, la guidabilità di questa VT1300CX è, in due parole, da... Honda. Nel senso che nonostante forme e misure da concorso, la guidabilità di questa moto non è altrettanto estrema ma, anzi, è piuttosto facile e intuitiva, con punte di pura piacevolezza. Per prima cosa si nota la dolcezza del motore e l'ottimo accoppiamento con la trasmissione cardanica, poi stupisce la docilità con cui la moto segue i comandi di chi è al manubrio, senza reazioni che potrebbero essere anche comprensibili con quote come quelle di questa VT. Invece, prese le misure, ci si muove spediti e armoniosi anche fra le curve e non solo sui lunghi rettilinei per i quali parrebbe nascere una moto così.

FATECI L'OCCHIO Come detto, però, prendere le misure sulla Honda VT1300CX è d'obbligo, perché dal piano della sella alla punta della gomma anteriore c'è circa un metro e mezzo e questa non è una cosa così frequente in sella a una moto. Bisogna un po' riparametrarsi, per evitare di dare leggeri "buffetti" ai paraurti delle auto in coda, oppure per capire come avere la giusta visibilità quando si esce da uno stop. Per il resto, poco o nulla impedisce di fare subito amicizia con questo bestione cromato; a dispetto delle sue quote, infatti, lo sterzo non è così desideroso di "chiudersi" contro la vostra volontà, ne di allargare troppo la traiettoria quando lo impegnate sul misto.

TENETELA DA CONTO La sensazione di appoggio è rassicurante, ma è necessario che le gomme siano in buono stato. In un'occasione, infatti, mi è capitato di guidare una VT1300CX usata, con circa 5.000 chilometri all'attivo. Le gomme ad occhio sembravano a posto, ma la moto era molto meno rotonda di quanto poi ho trovato su un modello più "fresco" e con gomme nuove. La cosa non è strana, dato che ci sono circa 130mm di differenza fra la sezione della gomma anteriore e quella posteriore, ma va tenuta in conto se si vuole avere un mezzo sempre piacevole da guidare.

BELLE SENSAZIONI Questo perché la Honda VT1300CX piacevole da guidare lo è davvero, tanto che mi è dispiaciuto doverla riconsegnare a fine prova; non andrà forte e non sarà un fulmine fra le curve, ma ha dagli scarichi esce un bel suono, le vibrazioni non sono mai un problema e le sospensioni assorbono più di quanto si possa ipotizzare solo guardandole. Il mono posteriore è addirittura regolabile in precarico ed estensione, caso mai vi venisse in mente di torturare un passeggero per più di una scampagnata al bar preferito, ospitandolo sullo strapuntino a lui dedicato.

POCHI NEI In definitiva, la Honda VT1300CX si guida come altre custom molto più tradizionali come impostazione, ma rispetto a queste ha addirittura alcuni plus, come il comportamento di motore e trasmissione, oltre a sospensioni che assorbono davvero e non solo per sentito dire. Addirittura non è così facile strisciare le pedane a terra e persino i consumi potrebbero non essere un problema, perché il dato dichiarato di 20 km/l appare abbastanza realistico. I suoi limiti, perciò, si riducono a quelli legati alle sue dimensioni e ad alcune scelte tecniche, come abbinare una forcella molto aperta a un freno singolo anteriore: la moto frena e lo fa anche in maniera convinta - sempre che vi ricordiate di utilizzare entrambi i comandi - però in caso di bloccaggio la situazione non è semplice da recuperare. La curiosità è che negli USA la moto è disponibile anche con ABS, mentre da noi no. Peccato.


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