Prova
Honda SH300i

Honda SH300i

Il best-seller della Casa alata sbarca nel settore degli scooter di media cilindrata. Con un motore in forma smagliante e dimensioni compatte, le armi vincenti restano quelle di sempre: facilità di guida, agilità e scatto. I prezzi partono da 4.350 euro.
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Autore:
Paolo Sardi


CRESCITA COSTANTE
Nonostante la concorrenza giochi in pressing, quelli della Honda non ne vogliono proprio sapere di lasciare il ruolo di best-seller tra gli scooter a ruote alte. Lungi dal dormire sugli allori, ilcampione di vendite SH si accinge dunque a rifare la punta alla gamma. A renderla più competitiva che mai arriva una nuova versione di cilindrata quasi doppia rispetto a quella top dell'attuale listino. E' questa l'ultima tappa di una crescita costante nella storia del modello, nato 50 e via via diventato 100, 125, 150 e, adesso, con quest'ultima evoluzione, 300.

NIENTE STRAVAGANZE La parola evoluzione non è utilizzata a caso. Questo 300 è una vera novità, di quelle con la N maiuscola, ma fa tesoro di tutti quegli elementi che hanno fatto negli anni la fortuna della stirpe degli SH. D'altro canto, basta uno sguardo per capire che c'è un forte legame di sangue con i fratelli di minor cilindrata. I designer si sono risparmiati ancora una volta stravaganze e soluzioni ad effetto, quelle che magari catturano inizialmente l'attenzione ma dopo un po' rischiano di stufare.

PANCIA IN DENTRO Assieme alla cilindrata, l'SH300i vede aumentare leggermente anche le dimensioni, con lunghezza, larghezza e altezza che sono nell'ordine di 2.100, 730 e 1.220 mm. In ogni caso, la carrozzeria, neanche tenesse pancia in dentro e petto in fuori, riesce a mantenere l'aspetto elegante e filante di sempre. Lo scudo, in particolare, ha un disegno molto asciutto e pulito, mentre in coda l'alternanza di linee curve e tese dà slancio all'insieme. Sulla stessa lunghezza d'onda è anche il manubrio, che ha una carenatura non troppo in carne, con un accenno di gobba nella parte superiore. Alle sue spalle trova posto una strumentazione di stampo classico, con al centro il tachimetro, affiancato dall'indicatore del livello della benzina e dal termometro dell'acqua e integrato da un piccolo display che fa da orologio e contachilometri con doppio parziale.


VA GIU' PIATTO
A dare un'idea di snellezza (che trova conforto nei 162 kg dichiarati a secco) contribuisce molto anche la pedana centrale piatta, che fa da denominatore comune a tutta la gamma SH. Si tratta di una soluzione poco diffusa tra gli scooter di questa cilindrata, che facilita i movimenti e permette all'occorrenza di dedicarsi ai trasporti eccezionali, aiutandosi magari con il tipico gancio cui affidare i manici della borsa. Alla fine l'SH300i sembra quasi più pronto a gestire la straordinaria amministrazione che non quella ordinaria. Il vano sottosella è infatti un po' piccino, capace di contenere il casco demi-jet dedicato e poco più (per gli altri modelli non resta che andare per tentativi). Per i piccoli oggetti si può utilizzare un piccolo vano a tenuta stagna ricavato nello scudo e dotato di presa 12V. Se però non ci si accontenta non resta che montare un bauletto sul portapacchi (tra gli optional ce n'è uno ad hoc, da 35 litri, che si monta facilmente, senza piastre e ha la stessa chiave dello scooter).

MISTER Y La scelta di non rinunciare la pedana piatta ha imposto agli ingegneri di fare gli straordinari per realizzare un telaio smilzo ma comunque rigido, all'altezza delle prestazioni di uno scooter di media cilindrata. Il risultato è ottenuto grazie a uno schema a trave sdoppiata. Un grosso tubo parte dalla zona dello sterzo, per sdoppiarsi in prossimità della pedana, come in una Y rovesciata. La ciclistica ha dimensioni compatte, con la Honda che gonfia il petto fiera, dichiarando l'interasse più contenuto della categoria, pari a 1.420 mm. A questo risultato contribuiscono una forcella telescopica da 35 mm fissata a un cannotto di sterzo da 27°30' e un inedito forcellone, con leveraggio flottante, che sollecita due ammortizzatori regolabili nel precarico su cinque posizioni.

SI FERMI CHI PUO' Le ruote sono in alluminio da 16" e calzano pneumatici 110/70 davanti e 130/70 dietro. A frenarle provvede un impianto con due dischi da 256 mm che lavora secondo il tradizionale sistema integrale CBS. La leva di destra comanda quindi due dei tre pistoncini della pinza anteriore, quella di sinistra aziona invece la pinza posteriore e un pistoncino di quella anteriore. A completare il quadro si può ordinare anche l'ABS, molto utile specie in città per evitare pericolosi bloccaggi sui fondi più infidi.


QUATTRO VALVOLE
Se la carrozzeria è nuova di zecca, il motore non è da meno, tanto da essere il primo monocilindrico a quattro valvole mai adottato da Honda su uno scooter. I suoi fiori all'occhiello sono molti, dalcarter che tiene parte dell'olio separata nel basamento come sulle CRF da cross, fino all'iniezione elettronica PGM-FI, passando per il raffreddamento ad acqua. Grazie anche al lavoro certosino fatto per minimizzare gli attriti interni e le perdite di potenza, la curva di erogazione vanta picchi di tutto rispetto: 27,2 cv a 8.250 giri e 26 Nm a 6.000 giri. Il tutto nel rispetto delle norme Euro 3 e con una sete di benzina che si annuncia piuttosto limitata, visto che con i 9 litri del serbatoio i vertici della Casa parlano di un'autonomia di 250 km. Calcolatrice alla mano fanno quasi 28 km/litro. Sul fronte trasmissione c'è invece un classico cambio a variatore continuo con frizione centrifuga.

AL CALDUCCIO L'SH300i arriva in questi giorni nelle concessionarie, giusto in tempo per concedere una prova prima del cenone di Natale. Cinque i colori: grigio, nero, blu, verde e rosso scuro. Il prezzo è di 4.350 euro, pronti a diventare 4.450 nel caso si desideri anche il bauletto o 4.950 per un esemplare dotato di Abs e bauletto. Il conto potrebbe però aumentare qualora ci si lasciasse tentare dal menù deglialtri accessori predisposti dalla Honda, come l'allarme (che integra l'immobilizer offerto di serie), il parabrezza con paramani (disponibile però solo da febbraio) e le manopole riscaldabili.


OSPITALE CON TUTTI
Con la sella a 785 mm da terra e i fianchi belli snelli, l'SH300i permette quasi a tutti di poggiare saldamente i piedi a terra. Le forme attillate della carrozzeria della carrozzeria non gli impediscono comunque di essere molto ospitale anche con chi potrebbe combattere nei pesi massimi. Lo spazio per le ginocchia dietro lo scudo abbonda. La pedana e il manubrio sono sistemati a una buona distanza dal piano sella e fanno sì che gambe e braccia assumano un'angolazione corretta.

CURA CERTOSINA Anche il passeggero non ha di che lamentarsi: la sua porzione di sella è abbastanza estesa e ben imbottita. Inoltre il portapacchi rappresenta un buon appiglio cui aggrapparsi all'occorrenza. Lepedane estraibili sono ampie e ben posizionate e sono un esempio della notevole cura con cui l'SH300i è realizzato. La componentistica ha un'aria solida e gli accoppiamenti sono precisi. Un motivo d'orgoglio per l'industria nazionale, visto che molte parti sono made in Italy e l'assemblaggio viene fatto ad Atessa, in provincia di Chieti. Solo il motore viene per ora dal Giappone ma un domani anche quello sarà realizzato in Italia.

UN TIPO FACILE Le dimensioni compatte e l'interasse contenuto fanno dell'SH300i uno scooter con cui si entra subito in sintonia. Sin dai primissimi metri la sensazione di padronanza è assoluta. Che si sia motociclisti di lungo corso o che si muovano i primi passi con mezzi di media cilindrata, cambia poco: l'impressione è che questo Honda si guidi come la proverbiale bicicletta. La maneggevolezza e la facilità di guida ricordano in tutto e per tutto i fratelli di minor cilindrata, 125 e 150.

L'EQUILIBRISTA Sgusciare rapidamente nel traffico è un gioco da ragazzi, così come fare inversione in un fazzoletto d'asfalto. Il merito va diviso equamente tra il gli ingombri limitati, il raggio di sterzata da carrello del supermercato e il perfetto bilanciamento, che permette di esibirsi ai semafori in surplace, neanche si fosse in un velodromo per una Sei Giorni. L'eccellente equilibrio non viene meno nemmeno quando cresce l'andatura e si guida su strade aperte.


QUESTIONE DI FEELING
Se gli si chiede di svestire i panni del cittadino modello per indossare quelli del commuter extraurbano, l'SH non fa una piega in senso lato ma inizia a farle in senso letterale e pure con disinvoltura e autorevolezza. Misto stretto, cambi di direzione, curve a raggio variabile: nessuna situazione sembra metterlo in difficoltà. La tenuta di strada è sempre sicura, anche a forti inclinazioni, fino allo strisciamento del cavalletto per terra, che arriva, come il suo dalla campanella, a dire che la ricreazione è finita. Il buon feeling non viene meno neppure quando il fondo è umido o sporco. In ogni caso si ha un'idea chiara di cosa sta succedendo tra i pneumatici e l'asfalto. Le sospensioni lavorano bene, con un assetto ben controllato ma non per questo troppo rigido sullo sconnesso. Anche i colpi dei tombini e dei lastroni di pietra dei centri storici sono assorbiti senza traumi.

DRITTO COME UN FUSO L'SH300i esce a testa altissima anche dall'autostrada. Neppure nei curvoni più ampi, affrontati alla velocità massima, emerge il benché minimo ondeggiamento. Lo scooter fila via sempre dritto come un fuso, pure quando la lancetta del tachimetro, approfittando di una discesa, arriva a fare il solletico ai 160 indicati. Un valore che rende credibile l'annuncio fatto dalla Honda di una velocità massima superiore ai 140 km/h effettivi. Tra l'altro, raggiungere e mantere velocità di crociera prossime a quella di punta è relativamente agevole, senza che ci siano mai fastidiose vibrazioni.

CUORE D'ORO Alla faccia del physique du rôle del cittadino modello, l'SH300i sa dunque rivelarsi anche un insospettabile passista. A renderlo tanto versatile è soprattutto il motore, che, oltre ad avere le citate doti di allungo, risponde vivace a ogni apertura del gas. Ben supportato da una trasmissione piuttosto pronta, permette partenze a fionda. Ciò che più impressiona però, almeno in rapporto alla cilindrata,è la brillantezza in ripresa. Quando bisogna completare un sorpasso, viaggiando attorno ai 50-70 km/h, basta una manata sull'acceleratore e il gioco è fatto. Il tutto, tra l'altro, con una voce allo scarico sempre civile e sommessa.

SENZA NEI Con l'SH300i sono tutte rose e fiori, dunque? Quasi, perché di veri difetti, in fondo, questo scooter non ne ha. I suoi principali "limiti", ovvero la scarsa capacità del vano sottosella e la protezione aerodinamica limitata, sono dovuti a scelte strutturali. Chi cerca il massimo in tal senso dovrà rivolgere la sua attenzione altrove. In questo modo, è altrettanto scontato, dovrà rinunciare però a parte dell'agilità che garantisce questo Honda.


TAGS: prova honda sh300i speciale scooter 2007 Un anno di test: tutte le prove moto del 2006

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