Autore:
Andrea Schiavina

OTTIMA PER I PEDINAMENTI Inutile girarci attorno. La prima cosa che si nota della Honda Gold Wing F6B, è la Gold Wing F6B. Mastodontica e ricca di particolari sfacciatamente cromati. Se state cercando un mezzo sobrio per qualche viaggetto in moto, probabilmente siete fuori strada. Se invece l’idea di essere osservati da tutti i passanti ogni volta che entrate nel loro campo visivo vi diverte, avete trovato la moto per voi. Mi è anche capitato di parcheggiare vicino a una Lamborghini fuori da un locale, ma niente. L’F6B ha vinto. Probabilmente, l’impianto stereo che pompa più di un intero raduno tuning, peraltro mantenendo la qualità audio, aiuta ad attirare l’attenzione. Resta il fatto che quel mezzo sorriso sotto il casco quando il bambino al semaforo tira la gonna alla mamma dicendo “mamma guarda, la moto di Batman”, non può non spuntare. Verde, prima, gas.

UNA MOTO NON UNA MACCHINA La verità è che a guardarla, la Honda Gold Wing F6B, si è diffidenti. Chissà quanto pesa, chissà se con l’interasse di un transatlantico (un metro e sessantanove centimetri!) riesce a curvare, chissà se i miei amici mi vorranno ancora per uno sparo domenicale. Tante volte nella vita ci si ricrede. E a me è capitato guidando questa moto. Definirla agile in termini assoluti sarebbe eccessivo, al contrario, definirla super-agile e iper-reattiva rapportandola alle sue dimensioni è più che corretto. Insospettabile.

L’INSOSPETTABILE Fin dai primi metri in sella (bella bassa che a noi gnomi fa sempre piacere) sulla Honda Gold Wing F6B si rimane sorpresi per quanto sia facile e divertente.  Provate a chiedere a chiunque abbia guidato una Gold Wing, anche in configurazione “standard”, e confermerà la mia versione dei fatti. Questo perché ho avuto la fortuna di chiacchierare con qualche possessore della moto da turismo più vistosa al mondo e tutti, parlando delle sensazioni in sella, sostenevano la mia stessa tesi: dà assuefazione.

MOTORE DI UN AEREOPLANO Per chi si fosse perso un pezzo della scheda tecnica, il motore della Gold Wing F6B è un sei cilindri boxer da 1832 cc. Non è tanto la potenza che sorprende, “solo” 116 cavalli, quanto la coppia: 167Nm a 4.000 giri. Fossimo nel medioevo, credo che la sensazione di accelerazione della F6B possa essere paragonabile a farsi sparare in aria con una di quelle catapulte che usavano per abbattere le mura dei castelli. Ai bassi regimi si ha una bella progressione, ma a un certo punto si ha la netta sensazione di fare una salto nell’iperspazio.

EQUILIBRISTA Sicuramente la ciclistica della F6B aiuta ad apprezzare le doti di coppia del motore. La moto è equilibrata e naturale anche quando si cerca di forzare il ritmo. Purtroppo, ma per motivi evidenti, la luce a terra della Gold Wing non permette di affrontare le curve più strette a velocità sostenuta. L’avviso che si sta esagerando è una sobria e pacata grattatina della pedana, che arriva in maniera discreta come per ricordarti: “Scusa, sei su una Gold Wing, hai visto quanto sono grossa? Perché cerchi di guidarmi come una superbike?” Perché questo è quello che accade quando una moto è ben fatta e ha un mille e otto.

CONTROSENSI Una moto da viaggio con un motore di grossa cilindrata ha senso. Una moto da viaggio con poca protezione aerodinamica, beh, ha un po’ meno senso. Purtroppo, per quanto bella e anticonvenzionale sia la linea della Gold Wing F6B, il suo cupolone tagliato a mo’ di bagger offre poco riparo aerodinamico. Altri plus di una moto da turismo sono il cruise control e la retro, che sulla F6B mancano, ma calma. In Honda lo sanno e infatti il modello 2015 li avrà montati di serie.

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Photo credits: Christoph Cirillo


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