Autore:
Paolo Sardi

OGGETTO MISTERIOSOScusa… ma questa che moto è?!?”. L’altro papà che è venuto a prendere la figlia al liceo con la sua brava BMW GS d’ordinanza strabuzza gli occhi neanche fossi alla guida dell’Enterprise del Capitano Kirk. La Honda CTX1300 sarà anche sul mercato da un annetto abbondante, eppure gli sguardi stupiti si ripetono quasi sistematicamente anche ai semafori: è sempre lei la vedette dell’incrocio, anche quando ci si dà un contegno e si mette la sordina all’impianto stereo.

AMERICAN STYLE D’altro canto bisogna riconoscerlo: di esemplari in giro non se ne vedono. La sorella minore, la CTX700, è sicuramente più diffusa ma la Honda CTX1300 è rara come la proverbiale mosca bianca. E non serve essere Sherlock Holmes per capire il motivo: questo modello è stato pensato dagli ingegneri giapponesi più per soddisfare il palato dei motociclisti americani che di quelli europei. Però, dopo quindici giorni di convivenza con lei, francamente mi sono convinto che sia più incompresa che non incomprensibile, come ho sentito dire in giro da qualcuno troppo frettolosamente.

DUE NEI Tanto vale togliersi subito i sassolini dalla scarpa. I limiti della Honda CTX1300 sono sostanzialmente due: il prezzo e la mole. Il primo è di 17.800 euro franco concessionario, mica bruscolini. Bisogna però riconoscere che la CTX ha anche un equipaggiamento con i fiocchi, con la dotazione di serie che comprende, oltre allo stereo di cui sopra, anche le manopole riscaldabili su cinque livelli, le borse laterali, l’impianto frenante con sistema C-Abs e il controllo elettronico della trazione TCS. Quanto alla stazza, c'è un numero che inserisce la moto d’ufficio nella categoria dei pesi massimi: l’ago della bilancia indica 338 kg con il pieno.

FALSA GRASSA Eppure, alla prova dei fatti, la Honda CTX1300 di chili ne dimostra molti meno. Al primo colpo d’occhio sembra, sì, massiccia ma le forme moderne e allungate del cupolino che integra gli specchietti (purtroppo poco funzionali) danno all’insieme uno slancio non comune per una moto di questa massa. Il resto lo fa la sella alta soli 735 mm, che aiuta pure a poggiare saldamente i piedi a terra e a far sì che il peso non sia un problema insormontabile nemmeno quando c’è manovrare da fermi. Certo la CTX non è adatta ai fantini ma con un po’ di malizia la si può gestire anche negli spazi stretti.

L’ILLUSIONISTA Il classico numero di illusionismo della Honda va in scena appena si supera la ventina di chilometri orari. Grazie a un equilibrio che pare studiato con il bilancino del farmacista, la CTX dà l’idea di far sparire buona parte dei suoi chili e sorprende con il suo comportamento rotondo. In tutto questo gioca un ruolo importante anche la posizione di guida, più attiva di quella offerta da altre moto simili grazie alle pedane ben centrate e al manubrio, che si allunga bene verso il busto, lasciandolo in posizione eretta. La sistemazione permette un buon controllo ed è pure comoda, tanto che si può chiudere un occhio sul fatto che non ci sia molto margine per cambiare posizione.

PHYSIQUE DU ROLE Certo, con un interasse chilometrico (1.645 mm), un cannotto bello aperto (28°30’) e una gomma posteriore da 200 non si può pensare che la CTX sia svelta a buttarsi nelle curve o a cambiare direzione come una campionessa di slalom speciale. Se però si rispettano i suoi tempi e si guida in modo pulito, aiutandola magari con movimenti mirati del corpo, la CTX è comunque piacevole anche nel misto. Inutile insomma farle fretta, perché né l’assetto, né il motore né la protezione aerodinamica assecondano uno stile aggressivo.

SORNIONE Il quattro cilindri a V ereditato dalla Pan European e addolcito nell’erogazione fa le fusa e non graffia. La scheda tecnica (che si può consultare integralmente poco più in basso) parla di 84 cv e rotti a 6.000 giri e di 106 Nm a 4.500 giri, numeri che lasciano intuire quale sia la flemma con cui il motore passa dal trotto al galoppo. Il suo pezzo forte sono i medi ed è lì che è bello farlo girare, a costo di lavorare un po’ con il cambio, peraltro promosso a pieni voti come tutto il reparto trasmissione.

CRUISING La velocità di crociera ideale della CTX1300 è tipica da highway, attorno ai 110 km/h, soprattutto perché, con il salire dell’andatura, la pressione dell’aria sul busto si fa fastidiosa. Chi volesse spostarsi più rapidamente e ampliare il raggio d’azione farebbe bene, a mio avviso, a sostituire il parabrezzino originale con uno più alto, presente anche nel menù degli accessori Honda. Con questo accorgimento la maxi nipponica veste con disinvoltura i panni della passista ed è pronta a macinare chilometri su chilometri, con vibrazioni sempre contenute. E alla fine è così che la CTX 1300 trova la sua ragion d’essere: una cruiser touring moderna e ben equipaggiata, con un motore pacioso e instancabile, buona per fare turismo senza la smania di arrivare presto a destinazione.

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