Autore:
Alessandro Codognesi

CURIOSITA’ Vuoi presentazioni di moto, vuoi impegni di altro genere, sta di fatto che la Honda Crosstourer non ero ancora riuscito a provarla. Ne avevo sentito parlare, certo, ma all’orecchio mi erano giunte voci di ogni tipo: chi apprezzava moltissimo la sua sincerità e facilità, chi invece preferiva il carattere delle concorrenti, definendo la Honda un po’ asettica. C’è però una frase che mi ha colpito e che ha fatto da denominatore comune a quasi tutti i giudizi: qualunque sia il tuo giudizio, è una Honda. Fantastico, so cosa aspettarmi.

CHE COS’E’ UNA HONDA? Sono argomenti ormai sul filo dell’inflazione, ma a rischio di essere banali ribadiamo il concetto per la milionesima volta: c’è del magico nella facilità e nella confidenza che ti ispira una Honda, qualunque modello. Provate a chiedere un parere a chi una Honda ce l’ha, o l’ha avuta, e osservate la luce che ha negli occhi mentre vi parla: nessuno di loro (o quasi) baratterebbe l’affidabilità e la facilità d’uso della propria moto con promesse di maggiori prestazioni, o altro. Fatte queste premesse, è difficile salire in sella alla endurona giapponese senza preconcetti. Farò finta di non aver mai provato una Honda.

CHE BESTIA Sarà facile, sarà pure una Honda, ma spostare da fermo la Honda Crosstourer richiede un impegno fisico non da poco. E lo dice uno che alla voce “altezza” sulla carta d’identità fa segnare un metro e 90. Dopo un paio di momenti imbarazzanti dunque, si impara in fretta che, nel caso si debba parcheggiare in discesa, onde evitare sforzi abominevoli bisogna fare manovra e parcheggiare la Crosstourer col muso che guarda in salita, pronta a partire. E magari lasciarla in marcia, per non avere sorprese sgardevoli.

GUIDA CHE TI PASSA Sarà perché è un’endurona, sarà perché è una Honda, ma la semplicità con cui si muove questo bestione da quasi 270 chili (col serbatoio pieno) ha del magico, non importa se esistono concorrenti più performanti, più leggere, più e basta. A partire da quando la accendete, tutto è fottutamente Honda: la rapidità con cui il V4 si mette in moto non può lasciare indifferenti, con il motore che non ha nessun tipo di trascinamento . Più che accendere il motore, sembra di accendere la luce.

PARTENZE Prima ingranata, parto per un giro sulle statali dietro casa. Bella questa Honda Crosstourer: la posizione è naturale, come ogni Honda che si rispetti sembra cucita su misura. Non ho la versione dotata di DCT ma poco importa, dato che il cambio è come burro. Solo sulla strumentazione avrei qualcosa da dire, un po’ troppo lontana anche per chi, come me, è naturalmente dotato di lunghe leve. Piccolo aneddoto: dovevo andare in pista, e le valige optional mi hanno permesso di caricare tuta e stivali. Ho dovuto spingere un po’, chiaramente, ma ci sono riuscito senza grossi problemi.

HIGHWAY PLEASE Sarà perché è una gran turismo, sarà perché è una Honda, ma se avete l’opportunità di provarla, non fatevi mancare un tratto, anche breve, di autostrada. E’ qui infatti che viene fuori l’anima GT della Honda Crosstourer: il cupolino (un po’ scomodo da regolare con le brugole) rimbalza efficacemente l’aria, anche a velocità da ritiro immediato della patente. Il motore poi è  un vero toro, e più passano i giorni più rimango assuefatto dal suo modo di lavorare: in ogni marcia e a ogni velocità spinge senza esitazioni, un flusso continuo senza picchi o incertezze, fino all’intervento del limitatore. Tutto questo rende possibile percorrere centinaia di chilometri, scendendo dalla moto freschi come rose, o perlomeno non stressati. Occhio ai consumi però: andando spedito, non ho percorso più di 15 km/l.

MOTO RICHIESTA Sarà la novità, sarà perché è una Honda, sta di fatto che poche volte mi è capitato di dover rispondere a così tante domande. Spesso infatti, dopo il caffè, tornando verso la moto ho trovato un piccolo grugno di appassionati che la commentavano borbottando. E come questi intuivano che il proprietario ero io, cominciavano a farmi domande e a espormi i loro pareri. Ma la cosa buffa è che l’età media del grugno variava moltissimo, dal motocilista navigato al ragazzino con la sportiva di turno. Purtroppo però, alla domanda più gettonata non potevo rispondere: “come va il DCT?” “Eh, purtroppo me l’han data manuale…”

NEED FOR…Sarà la sua versatilità, sarà che è un’Honda, ma a me questa Honda Crosstourer “me piace”. E ogni giorno che passa, mi piace di più. Ho avuto l’occasione di farci un giro sul mottarone, nota località popolata da smanettoni e mangia-slider. Qui la posta in gioco è alta, perché se per andare bene in autostrada bastano un motore potente e una protezione adeguata, per pedalare forte sui passi ci vuole una ciclistica a punto. E possederla, non è affatto scontato.

BASTONI SUI DENTI Sarà la ciclistica a punto, sarà che è una Honda, la Crosstourer non si limita a procedere bene, ma più si spinge e più sembra diventare leggera: si fanno pieghe da capogiro in totale souplesse, bevendosi le curve di montagna come birra fredda a ferragosto. Sto danzando più che andando in moto, e la Crosstourer è una ballerina fantastica, con un motore sempre in grado di trarmi d’impaccio e una ciclistica sveltissima, ben più di quanto potrebbero far pensare i circa 270 chili di peso col serbatoio pieno. Arrivo al bar del passo, faccio un rapido check alle gomme e via di caffè. Dopo qualche minuto arrivano gli amici, con le loro sportive più dure dell’asfalto su cui viaggiano. “Ma quanto cavolo va?”. Io li avevo avvisati…

CONTROINDICAZIONI Di controindicazioni vere e proprie la Honda Crosstourer non ne ha, a parte i consumi, abbastanza elevati (anche considerato che si tratta di un 1.200 V4) e la strumentazione, non particolarmente toccante e anzi un po’ distante dalle mani. Ma per il resto la Crosstourer è, in tutto e per tutto, una Honda. Con i pro e i (pochi) contro che questo comporta.


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