Autore:
Alessandro Codognesi

I GRANDI CLASSICI È un dato di fatto: i grandi classici tirano sempre. Ed è anche logico che sia così: d’altronde, una moto affascinante, immune alle ingiurie del tempo, è sicuramente meno incline a subire il colpo della crisi, che scalfisce invece tutti i prodotti modaioli. Così devono aver pensato in Honda quando hanno deciso di esportare la Honda CB1100 ABS in Europa, una moto che strizza l'occhio alla cara e vecchia CB750 Four ma con la tecnologia di oggi. Ecco perché ero curiosissimo di passarci assieme qualche giorno: dopotutto, l’acciaio che traborda è roba per puristi veri, mica le plasticacce che si vedono oggi in giro.

OTHER TIMES C’è da dire che, in sella alla Honda CB1100 ABS, è difficile resistere al fascino rétro. Si ha sempre la sensazione di un oggetto ben fatto, assolutamente non economico: se qualcosa c’è, è realizzata con cura e materiali robusti. Viviamo in un’epoca in cui, vuoi per la crisi, vuoi per le scelte delle Case, i prodotti che compriamo al concessionario hanno sovrastrutture e dettagli di materiale spesso scadente. Sulla CB però, è tutto diverso: ogni vite, bullone e plastica (quella poca che c’è, perché è quasi tutto metallo vero) è accoppiato in maniera certosina, come se gli operai addetti non avessero fatto altro nella vita se non montare CB1100 a nastro.

PRECISA E PACATA C’è da dire che la CB1100 è una Honda Doc. Il motore è un burro: non strappa né vibra praticamente mai e può scendere a regimi così bassi che, spesso, ci si trova in quinta a 35 km/h. Ma nessun problema: apri e lei fila via, liscia come l’olio, senza un sussulto o segno di fastidio, geisha fedele e obbediente. È facile, anche perché grazie alla gomma posteriore da soli 140 millimetri di sezione e alla sella bassa, la guidi in punta di dita, senza sforzo e senza pensare, anche in mezzo al traffico. È come se i tecnici le avessero inserito le mappe dei vostri percorsi e lei sapesse già dove andare e cosa fare. A chi guida non rimane che rilassarsi e godersi la guida.

MOLTO PERSONALE È chiaro che una moto del genere è più bella se la fai tu o, in altre parole, se si agghinda di qualche particolare aftermarket. Così com’è, di serie, qualche dettaglio la rende vagamente anonima, sound in primis: mi sarei aspettato qualcosa di più personale e gasante da un così grosso quattro cilindri raffreddato ad aria, invece suona come qualunque altro quattro in linea.

ARIA SÌ, ARIA NO Dopo un po’ che la guidi, la Honda CB1100 ABS, capisci perché c’è chi rimpiange i motori raffreddati ad aria. Ok, scaldano un po' ma sai che bello non avere un radiatore (c’è solo quello dell’olio)? Tutto è più semolice. È vero, per strada si perde qualche cavalluccio di potenza massima (siamo sui 90 cavalli a 7.500 giri) ma quando l’erogazione è così pastosa, perché mai si dovrebbe desiderare di più? C’è anche da dire che, a livello estetico, il quattro cilindri in bella vista è come il cacio sui maccheroni: particolari come le alettature sottili (solo 2 millimetri) e il serbatoio disegnato per mettere in mostra il motore, sono tutte cose che inorgogliscono il proprietario e ingolosiscono chi osserva.

AGILE AGILE Dove non mi aspettavo una guida così gustosa è nel misto. A dispetto delle sue sembianze e del pneumatico molto old style, la CB1100 dimostra di trovarsi a suo agio lungo un bel percorso guidato. È armonia allo stato puro: la ciclistica è sfrenata ma senza essere cedevole, quel giusto mix tra rilassata e composta. Ti dimentichi del cambio perché il motore è sempre in coppia, e la posizione di guida favorisce anche gli spostamenti del corpo, potendo comunque contare su una sella ultracomoda. Dopo un po’, insomma, la guidi quasi come una naked sportiva odierna ma più tonda, senza forzature, cercando di pennellare le curve come un pittore la sua tela. Sei spensierato, allegro, senza una goccia di sudore o la carogna sulle spalle, ti trovi a guidare per il piacere di farlo, senza dover tirare le marce ma ppoggiandole, come una carezza dopo l’altra. Godimento motociclistico allo stato puro.

BENVENUTA Tirando le somme, sono davvero stupito: la mia esperienza in sella a questo genere di moto era relativamente ridotta ma quanto basta per capire che, in Honda, sanno bene cosa vuole il cliente tipo. Dolce, facile, leggera (almeno, sembra esserlo più di quanto non sia in effetti) e con un equilibrio generale invidiabile, alla CB1100 manca solo un pelo di carattere, un pizzico di pepe in più. Ma a quello si può arrivare con l’aftermarket, è la parte prima che è difficile da raggiungere. E meno male che l’hanno importarla in Europa!

In questo servizio:

Giubbotto: Alpinestars Magnum Leather

Stivali: Alpinestars Ridge Waterproof

Guanti: Dainese

Casco: Nolan N20 Naked


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