Autore:
Alessandro Codognesi

PIACERE, BOBBER Gomme a spalla alta, telaio rigido e sellino monoposto: queste in sostanza le caratteristiche delle cosiddette bobber, che grazie all’ approccio minimalista ed essenziale all’idea di moto, sono in voga fin dagli anni ’50. E’ facile intuire come lo stile bobber sia in realtà frutto di customizzatori, che volendosi distinguere dalla massa hanno martellato e saldato, disegnando la propria moto un po’ come se fosse una caricatura delle normali custom. Harley-Davidson è stata la prima a credere nello stile bobber, producendo modelli che già di serie riproponessero quello stile. E la Harley-Davidson Softail Slim ne è la prova.

MA MANGI A CASA? Slim si chiama, e slim di fatto è. Se il passo chilometrico e il serbatoio oversize non sono esattamente peso-forma, in realtà la sezione trasversale della Harley-Davidson Softail Slim è piuttosto esile, a ribadire il concetto minimalista. Aguzzando la vista, i particolari bobber continuano, come la sella in tessuto dedicato, la verniciatura fatta a mano e cromature ridotte all’osso. Gli pneumatici a spalla alta poi corredano il quadro stile bobber, mentre la forcella dalle dimensioni quasi grottesche, dona alla Softail un'aria di imponenza, da sempre suo specifico marchio di fabbrica.

PARTICOLARI CHE CONTANO I due tratti somatici caratteristici della Harley-Davidson Softail Slim però sono sicuramente il manubrio e il serbatoio. Il primo di questi è in stile hollywoodiano, ed è contraddistinto dal lungo traversino che, un tempo, serviva a fissarci le borse di cuoio. Oggi sono finiti i tempi delle mele, ma il traversino comunque troneggia solitario a metà del manubrio. Per quanto riguarda il serbatoio, invece, l’imponente volume che divide le gambe ha la capacità di contenere quasi 19 litri, un valore decisamente importante. Sopra questo sono ricavati, a sinistra, l’indicatore della benzina, mentre a destra c’è il tappo del serbatoio. Il tutto è diviso a metà da una bella banda centrale in pelle, molto Harley. Nella parte alta del serbatoio invece alloggia la classica console “Cat-Eye”, che fornisce, tramite il mini-display, una marea di informazioni.

E’SEMPRE LEI Ogni volta che salgo in sella a un’Harley-Davidson è un po’ come tornare nella casa al mare dopo un anno di lavoro in città: ci si dimentica in fretta quanto sia diversa e meno frenetica la vita a bordo di un’Harley. Tutto deve partire da quest’idea: se sali in sella, non devi avere fretta. Allora le cose funzionano: nelle manovre da fermo infatti è necessario prendersela comoda, pena il rischiare una figura barbina che non vi scorderete facilmente. Ingranata rumorosamente la prima, basta mollare leggermente la frizione e un filo di gas per trarsi d’impiccio, sicuri della generosa coppia fornita dal Twin Cam 1.690cc. Da quest’anno infatti il motore in questione (denominato Twin Cam 103B) equipaggerà tutti i modelli touring, quasi tutte le Softail e la Dyna Switchback . E’ dato per 79 cv e 132 Nm a soli 3.250 rpm, più che sufficienti a spingere i 318 chili in ordine di marcia della Harley-Davidson Softail Slim.

BUSINNESS CLASS Anche la posizione in sella è tipicamente da centauri con le frange: busto semi-eretto, gambe protese in avanti e braccia alte, sentirsi Renegade è più che comprensibile. Usare la Softail per il tragitto casa-ufficio non rende giustizia alla bontà del progetto: zigzagare nel traffico urbano non è esattamente la pratica più amata da questa moto, e anche il peso tutto in basso non riesce a nascondere la sua mole imponente. E’ sulle statali poco trafficate che si percepisce l’essenza Harley: guida pulita e rotonda, senza forzare gli ingressi in curva e soprattutto senza mai esagerare, ecco cosa le piace. Bisogna trovarsi in uscita di curva a regime leggermente sottocoppia, aprire il gas dolcemente e gustarsi il tuonante bicilindrico di Milwakee, che, in questa particolare cilindrata oversize, è capace di prestazioni notevoli.

MOTOR-NEWS Il motore è sicuramente il fulcro di questa moto. La coppia ai bassi regimi è, più o meno, allo stesso livello delle normali Sporster, ma quando si supera la metà del contagiri, il Twin Cam da quasi 1,7 litri cambia passo e rumore, ricordando alla lontana un’auto americana lanciata a tutta velocità. Notevole, soprattutto perché la guida, a dispetto di quanto ci si possa aspettare, regge benissimo i ritmi, cullandovi curva dopo curva, rotonda dopo rotonda. Due inconvenienti quando si spinge: le pedane, o meglio, i pedanoni, che non appena si osa una piega poco più che urbana, toccano terra; in seconda battuta, un po’ come tutte le harley-Davidson che mi è capitato di provare, i freni: avendo un solo disco all’anteriore, la potenza è sufficiente per le frenate da città, ma in caso di frenata d’emergenza manca un po’ di mordente. Peccato, perché il sistema ABS lavora molto bene aiutando a non cadere come salami.

AUTOSTRADA? NO, GRAZIE Come ogni Harley che si rispetti, l’autostrada non è affar troppo gradito alla Softail. Anche se, rispetto alle sorelle minori, risulta comunque più agevole, grazie all’autonomia notevole e al motore potenzialmente in grado di superare i 180 km/h. Da non fraintendere però, perché già a 120 km/h la resistenza all’aria è parecchia.

MA CHI TI VUOLE? La nuova Harley-Davidson Softail Slim non è certo una moto destinata al grande pubblico: il peso notevole, la sella monoposto e il look bobber non sono certo per tutti. Come per tutti non è il prezzo: 19.500 euro (19.800 per le colorazioni Denim Black e Ember Red Sunglano) sono tanti, soprattutto oggi, e soprattutto per una moto. Ma per chi ha l’Harley nel cuore, magari un’Harley bobber, la nuova Softail Slim…non ha prezzo.


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