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Ducati Diavel 2014

Ducati Diavel 2014

Nuovo look e ancora più coppia: si rinnova così la Ducati Diavel 2014, che sorprende per la guidabilità, alla faccia della gomma posteriore XXL. Guarda il video

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Autore:
Andrea Schiavina

ACCOSTAMENTI ORIGINALI Chi, vedendola la prima volta, non si è chiesto "cos'è?" con un misto di curiosità e diffidenza alzi la mano. Al di là dell'aspetto estetico, che può piacere o meno, la logica che sta dietro la Ducati Diavel è di per sé un mistero ancora oggi: impostazione di guida da cruiser, motore da superbike e gomma posteriore troppo grossa anche per una dragster. Bah. La verità è che la miscela di questi tre elementi compone una moto rivoluzionaria e sorprendente da più punti di vista, a partire dal fatto che probabilmente è oggi la più bella Ducati da guidare per strada.

POTENZA A BOMBAZZA La Ducati Diavel 2014 è equipaggiata con il Testastretta 11° DS da 1198 cc. Derivato direttamente dal motore della Superbike, è lo stesso che vediamo nella più recente versione della Multistrada. 11° è l'angolo di incrocio delle valvole e DS sta per Dual Spark (doppia accensione). Saltando a piè pari complessi tecnicismi, in sostanza il nuovo motore eroga la stessa potenza del precedente, 162 cavalli ma ha più coppia, 130Nm a 8.000 giri, e la eroga in maniera regolare fin dai regimi più bassi: a 6.000 giri ne eroga il 5% in più rispetto al modello uscente. Proprio il fatto di avere a disposizione coppia fin da subito è uno dei punti di forza: una risposta al gas immediata e consistente ma morbida, grazie all'elettronica. Se siete preoccupati per la trazione, potete dormire sonni tranquilli. Al posteriore la Diavel monta una gomma di dimensioni clamorose: Pirelli Diablo Rosso II da 240mm di sezione, sviluppata proprio per la motorazza di Borgo Panigale.

ELETTRONICA PER TUTTI Come sul modello precedente, sono tre le mappature che il sistema RbW (ride by wire) ci offre per la gestione di tutta questa potenza. La prima è la Sport, che mette a disposizione tutti i 160 cv in modo aggressivo; la seconda è la Touring, che non limita la potenza del motore ma la eroga in maniera più dolce per offrire una guida rilassata (160 cavalli rimangono però sempre 160 cavalli); infine c’è la mappa Urban, che limita il motore a "soli" 100 i cavalli, per la guida in città o in condizioni di fondo bagnato. Tutte le mappe, oltre a gestire l'erogazione, regolano in automatico anche il livello di intervento del controllo di trazione.

VERO ANIMO SPORTIVO "Per dipingere una parete grande ci vuole un grande pennello" diceva una vecchia pubblicità. Ecco, più o meno funziona uguale anche quando si parla di prestazioni e freni, che qui sono proporzionati alla potenza del motore. Doppio disco anteriore da 320mm con pinze a 4 pistoncini e al retrotreno una pinza a due pistoncini morde un disco da 265mm, tutto rigorosamente Brembo. L'ABS Bosch è di serie. Anche le sospensioni derivano dal mondo sport più che da quello cruiser: forcella Marzocchi con steli da 50mm e monoammortizzatore Sachs, entrambi completamente regolabili.

COSA CAMBIA Non solo il motore si rinnova nella Ducati Diavel 2014: un altro elemento che può passare inosservato ma che renderà felici i piloti più alti di statura è la nuova sella di dimensioni maggiorate. Il primo modello di Diavel aveva una posizione di guida leggermente costretta che poteva non piacere soprattutto a chi voleva usare la moto per viaggiare. Problema risolto. La sella adesso è ampia e confortevole. Le altre variazioni estetiche sono un vero e proprio lavoro di lima che ha perfezionato componenti che già erano raffinati nella prima versione. Il fanale anteriore è stato sdoppiato e trasformato in un faro full led, sopra al quale c'è un deflettore ridisegnato che si appoggia sui nuovi riser del manubrio. Tranquilli, l'azzeccatissima posizione di quest’ultimo rimane invariata, cambiano solo i supporti. Anche le prese d'aria e le cover del radiatore sono state ristilizzate, più grandi e con le frecce a led incastonate verticalmente. Nuovo anche lo scarico che, assumendo un taglio a fetta di salame, si integra alla perfezione con le linee del cerchio posteriore e del codone. Anche la strumentazione ha ricevuto aggiornamenti come l'indicatore del livello del carburante e il segnalatore del cavalletto aperto.

VERSIONI Come tradizione vuole, oltre al modello "base", disponibile nella sola livrea nera, è prevista anche la versione Carbon. Cosa cambia? Come si intuisce dal nome, in questa il carbonio regna sovrano in ogni dove. La Diavel Carbon è disponibile nelle colorazioni Carbon Red, rosso lucido su trama matte carbon con telaio rosso e Star White Carbon bianco lucido su trama matte carbon e telaio bianco. Oltre alla cover serbatoio e il copri codone in carbonio, a favore di una maggiore leggerezza e di riflesso maneggevolezza, la versione Carbon è equipaggiata con cerchi forgiati Marchesini. Il prezzo della Diavel è di 17.990 euro, mentre l'allestimento Carbon costa 21.490 euro.

IN QUESTO SERVIZIO
Casco Shark Speed-R
Giubbotto Spidi Heritage
Guanti Spidi S1
Pantaloni Mottowear Gallante Blue
Stivali Gaerne Voyager Aquatech Black

COME VA Partire prevenuto è il minimo che possa succedere a chi sale per la prima volta in sella alla Diavel. Con tutti quei muscoli lì sotto e la gomma oversize dietro sembra pesante e goffa come Hulk Hogan dopo il cenone di Natale. Salire invece in sella, provare a srotolare un po' di gas e affrontare la prima curva lascia di stucco: nessuno potrebbe credere al fatto che di essere seduto sulla stessa moto contemplata fino a poco prima. La Diavel è letteralmente sorprendente.

POTENZA DIABOLICA A tutti piace essere sorpresi, a meno che non crediate di aver trovato un parcheggio in centro e invece c'è già in sosta una Smart. Ma questa è un'altra storia. Comunque quello che fa la Ducati Diavel 2014 è esattamente questo: cogliere impreparati, sia per quanto riguarda la potenza del motore sia per la piacevolezza di guida. Chi ha provato l'emozione di un'accelerazione bruciante con una sportiva a due cilindri, sa di cosa stiamo parlando. Difficilmente, però, ci si aspetta quella potenza con quell'erogazione su una cruiser. Ma la Diavel è così. Sia nella mappatura Sport sia in quella Touring la castagna della coppia si sente e si sente forte, così che buttare dentro le marce una dopo l'altra è un vero piacere. Il gommone posteriore dà confidenza e lascia intuire che la moto di trazione ne ha da vendere e nell'arco di pochi metri vi verrà un irrefrenabile istinto di zigzagare per sentire quanto rotonda sia la guida.

INSOSPETTABILMENTE AGILE Nonostante l'interasse da limousine faccia quasi impressione, la Ducati Diavel 2014 sorprende per agilità. Il test si è svolto nelle meravigliose e poco trafficate strade francesi dietro Montecarlo, dove la varietà di curve a medio e ampio raggio alternate a tornanti ha fatto saggiare a 360 gradi le doti ciclistiche della nuova Diavel.  Ovvio, non stiamo parlado di una motard ma di una cruiser da 210kg a secco, questo va tenuto in mente. La posizione di guida, il manubrio ampio e la risposta al gas permettono comunque di affrontare con serenità i tornanti più stretti e di avere una moto stabile in ingresso e percorrenza di curva, anche a ritmi sostenuti. Il setup delle sospensioni tende più allo sportivo che al turistico e le sconnessioni del manto stradale si fanno sentire forse più del dovuto, pur senza dare troppo fastidio. Dopo una giornata di prova posso dire di essere sceso bello fresco dalla Diavel, quando di solito, con moto da più di 150 cavalli, non si arriva a fine giornata così rilassati, fiaccati da semimanubri, selle dure come il marmo e posizioni di guida inaccettabili.

ISTIGAZIONE AL TEPPISMO L'unico vero problema, se così può essere definito, è l'attacco durissimo che la Diavel sferra ai vostri freni inibitori. La presentazione stampa è iniziata con un tour panoramico per il Principato di Monaco e sarà stato ripercorrere uno dei circuiti di Formula1 più famosi al mondo o non so che altro, ma ho imparato che in sella alla Diavel, a ogni centimetro libero di strada l'istinto è quello di aprire il gas. Un po' per sentire la coppia e un po' per il ruggito del bicilindrico. Anche solo al semaforo, frizione tirata, bottarella di gas, prima e via. Immenso piacere.

PASSARE INOSSERVATI Se volete passare inosservati, questa moto non rientra nella top ten di quelle da possedere. Rubare l'attenzione dei passanti intenti a fissare Bentley e Maserati nella piazza del Casinò a Montecarlo non è semplice ma la Diavel ci riesce senza grossi problemi. E riesce a farlo lasciandovi seduti in una comoda posizione di guida e regalando emozioni a ogni manata di gas. Non è poco...

IN QUESTO SERVIZIO
Casco Shark Speed-R
Giubbotto Spidi Heritage
Guanti Spidi S1
Pantaloni Mottowear Gallante Blue
Stivali Gaerne Voyager Aquatech Black


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