Autore:
Alfredo Verdicchio

TUTTO A POSTO... Ci siamo quasi. Telaio okkey, ciclistica ok, pneumatici pure. Motore… di più. Insomma, c’è tutto perché finalmente la piccola bicilindrica di Hamamatsu spacchi tutto e tutti nel segmento delle medie stradali. C’è addirittura un vestitino tutto nuovo, moderno, muscoloso, tagliente come una Katana e aggressivo come una sportiva vera.

... O QUASI

 Ma è proprio il vestito che non convince tanto della nuova SV 650S, dal lifting fin troppo spigoloso. Il serbatoio è la parte meglio riuscita, bello "spallato" e con gli svasi accoglienti. La coda fila verso l’alto senza troppe mezze misure: salire da passeggero è come fare del free-climbing; lo spugnone che fa da sella in stile "cuscino da stadio" è grosso e duro, mentre le due file di led illuminano come l’albero di Natale, ma appesantiscono un po’ la linea.DIFETTO DI IDEE "Semicarenina" senza infamia e senza lode, di profilo ricorda una mantide pronta all’agguato, ma non basta a dare quel pizzico di personalità di cui necessita, anche perché fin troppo simile a quella della Fazer 1000 (ma protegge cento volte meglio: fino ai 160 si sta comodi).

POCA PERSONALITA'

Tirando le somme, come su altre Suzuki degli ultimi anni, anche qui l’estetica è il vero tasto dolente, sempre un po’… "annacquata", piacevole, ma mai da scompenso cardiovascolare. Forse perché fin troppo giapponese, nel senso buono, di moto perfetta che deve piacere un po’ a tutti, fidanzata, mamma, papà e pure ai nonni, sempre apprensivi per il nipotino o la nipotina preferita.BASTAVA POCO Eppure la SV precedente versione non era malaccio, piaceva a tutti per prestazioni, prezzo e look (vendeva più della Honda Hornet). Si sarebbe potuto montare la ciclistica nuova e tirare un pelo le linee di coda e cupolino e il gioco era fatto. Invece no, in Suzuki hanno voluto fare le cose in grande, disegnare una moto nuova dando la matita in mano a un divoratore di manga: se la moto accidentalmente cade, con tutti quegli spigoli non si rimette più a posto.

QUALITA'/PREZZO

Finiture più che discrete, tendenti al buono: cavi, plastiche, verniciature, tutto ok, tranne per le spie non sempre ben leggibili. Ok anche il prezzo, visto che è rimasto pressoché invariato rispetto al precedente modello: € 7.226 f.c.

PECCATO PERCHE'... Non si sentano offesi i proprietari delle nuove SV, il giudizio estetico è sempre un fatto soggettivo, ma la poca ispirazione dei designer di Hamamatsu è ormai un dato di fatto (vedi anche V-Strom 650, gran moto, ma…). Peccato, perché la SV 650 "minigonnata" da guidare è proprio una gran bella moto, come tutte le Suzuki del resto. Trovarle un difetto è operazione da lanternino, perché ad Hamamatsu le moto le sanno fare per davvero.

INIEZIONE DI REGOLARITA'

La SV 650S è un vero concentrato di tecnologia imprigionata nel cuore a due cilindri, abbeverati dalla nuova iniezione elettronica a doppia farfalla SDTV (stesso concetto usato sulla GSX-R 1000).
Così combinato il seiemezzo ha guadagnato in regolarità e fluidità di erogazione, risparmia qualcosa in fatto di consumi (tra i 15 e i 18 con un litro a seconda di quanto vi "pesi" il polso destro), ma se vogliamo fare i pignoli (e lo siamo) quando si pela il gas si avverte un leggero effetto "on-off" nel chiudi-apri della manopola destra. Non dà fastidio ma c’è, come su quasi tutte le moto a iniezione del resto.VERO POMPONE Insomma, il twin è semplicemente una conferma: potente, divertente, pronto, elastico, coppioso e chi ne ha più ne metta. E' un gioiellino. Il tutto condito da quel suo bel vociare da bicilindrica spinta, senza l'abbondanza di vibrazioni e sferragliamenti vari di altre "co-inquiline". Un suono cupo, ma civile, che non disturba l’orecchio del vicino, ma esalta il cuore e la mente appena si apre il gas. La risposta è pronta, ma non brusca. I cavalli si sentono subito, ma vengono liberati in progressione, senza strappare o mettere in imbarazzo chi è alle prime armi, anche se il freno motore si sente e parecchio e se non si è abituati all'inizio può dar fastidio.

PROGRESSIVO

Già a 2500 giri il twin giapponese gira regolare anche in 6ª, a 3000 giri spinge bene e sale con grande progressione fin su in cima al contagiri, tranne che per una piccola "flessione" intorno ai 6000 giri. Un arzigogolo degno dei maniaci della "pulizia", ma che non disturba affatto nel traffico di tutti i giorni, né sugli impegnativi passi di montagna, dove le si suona a più di una sportiva.

VERA SPORTIVA

Più fastidioso, invece, il posizionamento dei semi-manubri. La SV 650S 2003 è infatti più spinta come seduta rispetto alla precedente, le pedane sono leggermente più alte, i polsi più caricati e la cervicale è in agguato. Perfetta quando si è liberi di dare il gas e si devono aggredire le curve (comoda è l’ultimo degli aggettivi "utili" in questi casi), meno se si passeggia in coppia sul lungo lago. Infastidisce di più nel traffico delle ore di punta dove i polsi soffrono (ma non come sulla sorellona SV 1000S).

PASSEGGERO SACRIFICATO

Anche il passeggero è penalizzato. Sul nuovo trampolino si sta alti e distanti dal pilota, si tocca con difficoltà per chi supera il metro e 75, le pedane sono leggermente vicine al piano seduta, si è in balia del vento appena si da un po’ di gas e scambiare due parole con chi guida è cosa più ardita.

MEGLIO SOLI... Per divertirsi davvero, però, bisogna guidarla in solitaria su strade libere e piene di curve senza pesi aggiunti (il passeggero si sente). Precisa, stabile e rapida nei cambi di direzione, la SV 650S è una divoratrice di curve e se avanzano un po’ di euro, anche di cordoli (cose da "categoria" superiore).

SALDA A TERRA

La forcella finalmente ha una taratura apprezzabile non solo su pavé, ma anche nella guida al limite, così come il "mono" posteriore, entrambi regolabili nel precarico molla. La moto in staccata si scompone meno, i freni (modulabili e pronti a mordere) si riescono a sfruttare in pieno e anche pinzando forte l’SV entra in curva senza troppo faticare.BUONI I FRENI Il freno dietro, modulabile anch’esso, tende invece a bloccare un pelo in fretta la ruota dietro, così come nelle scalate in rapida successione per via del freno motore tipico di un bicilindrico: la moto si scompone, senza mai mettere in difficoltà chi guida, al massimo si frena prima e si scala con più calma così non succede nulla.

UN PO' MENO LE GOMME

Occhio solo a non esagerare visto la gommatura di serie ha un'indole più turistica che sportiva. Nota positiva anche per il cambio, morbido, rapido negli innesti e piuttosto preciso, anche se a volte può capitare che faccia un saluto alla "folle" nelle scalate poco "convinte".

LA SCHEDA DEL DAY BY DAY
Tempo di utilizzo: 45 giorni
Km percorsi: 2.035
Dove: 20% autostrada; 35% extraurbano; 45% urbano
Litri benzina consumati: 123
Consumo medio: 16,5 km/lt.
Inconvenienti registrati: regolazione faro anteriore un po’ alto

 

In questo servizio:Casco:Vemar VSR-RacingTuta:Dainese & SpidiGuanti:Spidi CarboventStivali:Sidi Vertebra & Dainese Age Out

TAGS: day by day: suzuki sv 650s