Autore:
Paolo Sardi

PICCOLA DIMENTICANZA Deve essere andata proprio così: il giorno in cui il designer della Suzuki ha sentito l’ispirazione giusta per buttare giù la linea della SV probabilmente aveva dimenticato il compasso a casa. Come spiegare altrimenti un così ripetuto ricorso a linee tese e a spigoli vivi? Battute a parte, dal tono penso che si sia già capito come la penso: l’estetica di questa naked non mi convince del tutto.

GUSTO ORIENTALE Intendiamoci: credo che il coraggio sia sempre da premiare e l’aver realizzato qualcosa di originale è un merito che va sicuramente riconosciuto alla Suzuki. Forse però questa volta ad Hamamatsu si sono fatti prendere la mano e hanno superato la sottile linea di demarcazione che esiste tra coraggio e temerarietà. A destare perplessità è soprattutto il codino, che ha una forma a cuneo

piuttosto appuntita e ospita due file di led che sembrano pescate nello scatolone delle luminarie natalizie. Anche il parafango-portatarga ci mette del suo per rendere poco digeribile la vista posteriore, con il suo aspetto squadrato.

BUONA CON TUTTI

Il modo migliore per chiudere l’argomento è lasciarsi alle spalle il tutto (non solo in senso figurato) e inforcare la moto. Stretta tra le gambe, la SV è piuttosto snella, con un serbatoio ben sagomato e che non dà problemi neppure quando si assume una posizione avanzata. Questa è tra l’altro proprio quella che si prende più spesso, complici le pedane leggermente arretrate. La postura è comunque di quelle corrette e nessuno è obbligato a strani contorsionismi, sia che in gioventù si sia praticato il basket o che si sia fantini mancati.NON SERVE AVER POLSO Il manubrio ha l’unica colpa di avere un’aria misera. Anche se diametro e cromatura fanno molto Graziella della zia, l’angolatura è corretta e consente di avere sempre sotto controllo la situazione, caricando bene l’avantreno ma senza affaticare i polsi. Qualche indolenzimento alle terga lo può invece causare la sella, che ha un’imbottitura molto consistente e crea un "effetto panchina" alla lunga poco piacevole.

CICLISTICA… DAVVERO!

Mentre si è in movimento non ci si fa comunque caso più di tanto. La guida è molto coinvolgente e sin dai primi metri la SV dà l’idea di rispondere docile ai comandi. Il telaio a traliccio in alluminio (in realtà è una simulazione di traliccio perché è un unico elemento pressofuso) non si limita a fare una gran scena ma mostra di avere quote molto indovinate e dopo pochi minuti ci si ritrova a sgusciare disinvolti come se si fosse davvero alla guida di una Graziella. La presenza dell’ammortizzatore di sterzo è discreta e basta agire con dolcezza su manubrio e pedane per muoversi sempre in scioltezza.AUTO… VELOX Quando la velocità aumenta, cresce anche il rigore direzionale, quanto meno fino all’approssimarsi dei limiti del Codice (e del buon senso). Superati i 140 indicati l’avantreno tende ad alleggerirsi un po’, come se volesse richiamare l’attenzione del pilota su quello che sta combinando. D’altro canto non potrebbe essere diversamente. La piccola strumentazione (peraltro dotata di spie non molto leggibili) offre riparo aerodinamico giusto all’ombelico e per evitare di fare vela col busto non resta che infilare il naso nel contagiri. Certo, ben spalmati sul serbatoio si potrebbero superare anche i 250 km/h indicati ma poi vi raccomando il collo...

ANDREBBE ACCORDATA

Esposizione all’aria a parte, il comfort di marcia è buono. Le sospensioni filtrano bene tombini e pavé. Solo nei curvoni autostradali pavimentati male e affrontati a passo di carica la taratura standard pare poco omogenea. Forcella e  monoammortizzatore lavorano poco in sintonia e possono innescare lievi oscillazioni (ma va detto che, a differenza di altre naked, sulla SV tutto è regolabile e quindi si può anche rimediare). Il fenomeno è però limitato e si smorza ben prima che il numero dei battiti cardiaci raggiunga la soglia di guardia. Se l’asfalto è invece in buono stato non è difficile trovarsi a pennellare le traiettorie in tutta sicurezza.

CUORE D’ORO

Il vero fiore all’occhiello di questa Suzuki resta comunque il motore, perfetta incarnazione dell’espressione "pugno di ferro in guanto di velluto". Questo bicilindrico è infatti pastoso come pochi e, per merito anche dell’alimentazione a iniezione, ha un’erogazione sempre fluida e regolare. Nel traffico si può in pratica procedere a passo da parata senza che ci siano incertezze, rifiuti o sussulti.BIRRA DA VENDERE Mungendo invece la manopola del gas si ottengono risposte veementi. Sorprendenti sono soprattutto le capacità di allungo, davvero insolite per una bicilindrica  di questa cubatura (limitatore a 11.500) e degne di motori più frazionati. In questi frangenti si ha modo di apprezzare anche l’ottimo lavoro della frizione e del cambio. La prima offre stacchi sempre precisi e non accusa affaticamenti, mentre il secondo vanta innesti piuttosto precisi e rapidi. Peccato che oltre i 6.000 giri arrivino vibrazioni un po' ovunque, come del resto su tutte le moto equipaggiate con questo motore. Se però prende il prurito al polso destro occorre fare anche i conti con un certo assetamento del bicilindrico che tuttavia difficilmente scende sotto i 13 km/litro. Tutto sommato non ci si può lamentare.

FERMI TUTTI!

Pure i freni sono all’altezza della situazione. Gli spazi d’arresto sono contenuti e solo nelle staccate più brusche l’affondamento della forcella si fa fastidioso. Nessun problema viene invece dal retrotreno, con il sistema antisaltellamento che svolge a dovere il suo compitino e impedisce alla ruota posteriore di creare scompensi all’assetto.VITE PARALLELE Questa SV 1000 è dunque una moto dai pochi vizi e dalle molte virtù, capace di lasciare soddisfatto in un colpo tanto chi cerca un mezzo con cui andare tutti i giorni in ufficio quanto chi non disdegna di fare qualche sparatina la domenica in montagna. Proprio niente male per una moto che si può acquistare in cambio di 8.700 euro franco concessionario. Se fosse solo un po' più bella...

LA SCHEDA DEL DAY BY DAY

Tempo di utilizzo: 30 giorni
Km percorsi: 1124 
Dove: 30% autostrada, 30% città, 40% extraurbano
Litri benzina consumati: 83
Consumo medio: 13,54 km/l
Inconvenienti registrati: Nessuno

 

In questo servizio:Casco: Vemar Naked VXNGiacca: Alpinestars Dyno Guanti: Alpinestars SP-S

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